Peter I. of Serbia - Royal Clemency Decree - 1908





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Decreto di grazia reale autografico del 1908 del Regno di Serbia, scritto in cirillico e firmato dal re Pietro I, dimensioni 41 x 33 cm (piega 33 x 20,5 cm), riguardante una clemenza reale per diversi detenuti.
Descrizione del venditore
Un bizzarro documento ufficiale del Regno di Serbia che documenta una grazia concessa da re Pietro I a diversi detenuti e offre un raro sguardo sulla giustizia dell'inizio del XX secolo.
Peter I Karađorđević (1844–1921). Re di Serbia 1903–1918, poi primo re del Regno dei Serbi, dei Croati e degli Slovenì. Decreto di grazia reale a nome del re. Belgrado, 27 agosto 1908. Foglio piegato in foglio di formato (circa 41 × 33 cm, piegato circa 33 × 20,5 cm). Testa tipografica stampata con lo stemma dello Stato serbo e il titolo «Noi, Pietro I, per grazia di Dio e per volere del popolo Re di Serbia», di seguito testo compilato a mano in lingua serba (cirillico). Firma autografa del ministro della giustizia Ljubomir Stojanović nonché sigillo ministeriale paraprafato. Sul retro annotazioni d’ingresso e timbro di registrazione del ministero della giustizia.
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Il documento attesta l’esercizio del diritto di grazia reale. Su proposta del ministro della giustizia, numerosi detenuti indicati per nome provenienti da diverse località della Serbia sono in tutto o in parte graziati dalle pene detentive. Il documento è stato redatto alcune settimane prima della crisi internazionale nota internazionalmente come Crisi di annessione della Bosnia e offre un’impressione autentica dell’amministrazione statale serba sotto Pietro I. L’abbinamento tra testata tipografica rappresentativa, ampia formulazione manoscritta e firma ministeriale originale rende il pezzo una testimonianza attraente della monarchia serba.
Trascrizione:
«Su proposta del nostro ministro della giustizia e sulla base dell’articolo 51 della nostra Costituzione abbiamo ritenuto opportuno, nello spirito della clemenza, ridurre la pena dei condannati qui sotto indicati della pena detentiva di Belgrado a un massimo di tre anni:
Svetozar Živković da Grocka
Paun Horgovanović da Žagubica
Milutin Milovanović da Kusadak
Božidar Živković da Požarevac
Dragoljub Bogdanović da Šapnik (incerto)
Arsenije Janković da Veliko Crljeni
Gvozden Mirković da Brežane
Vujislav Danić da Vriješnica
Čedomir Kostićević da Bosut
Panta Milosavljević da Sirakovo
Milutin Milošević da Brezovo
Prodan Milovanović da Ćivela (incerto)
Nikola Antonić da Zglaba (incerto)
Dragutin Gavrilović da Nepomikuće (incerto)
Ulteriore dalla casa penitenziaria di Požarevac:
Miloš Dimitrijević da Požarevac
Haki Ljubović da Bašinovac
Milica J. Čobović da Gaj
Bojko Đ. Antić da Šabac
Stanko Jerković da Belgrado
Staniša, vedova di Milosav Milosavljević da Štrpce
Il nostro ministro della giustizia ha eseguito questa disposizione.
27 agosto 1908
A Belgrado»
(Firma del ministro della giustizia Ljubomir Stojanović nonché la firma stampata del re Pietro I.)
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In Gesamto esemplare ben conservato con le normali tracce di piegatura di un documento ufficiale, leggermente ingiallito e con lievi lacerazioni marginali nonché antiche rinforzature di carta sul retro; complessivamente un originale attraente e degno di collezione.
Il venditore si racconta
Un bizzarro documento ufficiale del Regno di Serbia che documenta una grazia concessa da re Pietro I a diversi detenuti e offre un raro sguardo sulla giustizia dell'inizio del XX secolo.
Peter I Karađorđević (1844–1921). Re di Serbia 1903–1918, poi primo re del Regno dei Serbi, dei Croati e degli Slovenì. Decreto di grazia reale a nome del re. Belgrado, 27 agosto 1908. Foglio piegato in foglio di formato (circa 41 × 33 cm, piegato circa 33 × 20,5 cm). Testa tipografica stampata con lo stemma dello Stato serbo e il titolo «Noi, Pietro I, per grazia di Dio e per volere del popolo Re di Serbia», di seguito testo compilato a mano in lingua serba (cirillico). Firma autografa del ministro della giustizia Ljubomir Stojanović nonché sigillo ministeriale paraprafato. Sul retro annotazioni d’ingresso e timbro di registrazione del ministero della giustizia.
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Il documento attesta l’esercizio del diritto di grazia reale. Su proposta del ministro della giustizia, numerosi detenuti indicati per nome provenienti da diverse località della Serbia sono in tutto o in parte graziati dalle pene detentive. Il documento è stato redatto alcune settimane prima della crisi internazionale nota internazionalmente come Crisi di annessione della Bosnia e offre un’impressione autentica dell’amministrazione statale serba sotto Pietro I. L’abbinamento tra testata tipografica rappresentativa, ampia formulazione manoscritta e firma ministeriale originale rende il pezzo una testimonianza attraente della monarchia serba.
Trascrizione:
«Su proposta del nostro ministro della giustizia e sulla base dell’articolo 51 della nostra Costituzione abbiamo ritenuto opportuno, nello spirito della clemenza, ridurre la pena dei condannati qui sotto indicati della pena detentiva di Belgrado a un massimo di tre anni:
Svetozar Živković da Grocka
Paun Horgovanović da Žagubica
Milutin Milovanović da Kusadak
Božidar Živković da Požarevac
Dragoljub Bogdanović da Šapnik (incerto)
Arsenije Janković da Veliko Crljeni
Gvozden Mirković da Brežane
Vujislav Danić da Vriješnica
Čedomir Kostićević da Bosut
Panta Milosavljević da Sirakovo
Milutin Milošević da Brezovo
Prodan Milovanović da Ćivela (incerto)
Nikola Antonić da Zglaba (incerto)
Dragutin Gavrilović da Nepomikuće (incerto)
Ulteriore dalla casa penitenziaria di Požarevac:
Miloš Dimitrijević da Požarevac
Haki Ljubović da Bašinovac
Milica J. Čobović da Gaj
Bojko Đ. Antić da Šabac
Stanko Jerković da Belgrado
Staniša, vedova di Milosav Milosavljević da Štrpce
Il nostro ministro della giustizia ha eseguito questa disposizione.
27 agosto 1908
A Belgrado»
(Firma del ministro della giustizia Ljubomir Stojanović nonché la firma stampata del re Pietro I.)
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In Gesamto esemplare ben conservato con le normali tracce di piegatura di un documento ufficiale, leggermente ingiallito e con lievi lacerazioni marginali nonché antiche rinforzature di carta sul retro; complessivamente un originale attraente e degno di collezione.

