Max Modolo - Vaso - Gres - Vaso biomorfico 1





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Vaso biomorfo 1 di Max Modolo, ceramica in terracotta italiana in stile moderno rustico, bordo esploso, smalto testurizzato bianco avorio crema con gocciolature di oro minerale, diametro 19 cm, altezza 25 cm, profondità 18 cm, larghezza 19 cm, peso 2,2 g, datato 2010–2020 in condizioni nuove.
Descrizione del venditore
Max Modolo - Vaso Biomorfico 1
Stile: Moderno, italiano/giapponese, Wabi-Sabi, Imperfezione, Calma, Minimalismo, Materiali naturali, Palette di colori terrosi.
Ceramica a pasta dura. Temperatura di cottura 1240°C. Vaso biomorfico con bordo esploso. Smaltatura testurizzata in tonalità di bianco, avorio e crema. Gocciolature dorate minerali e crateri.
Max:
“La mia sperimentazione artistica nel campo della ceramica è legata sia alle forme sia alle texture; sono molto interessato agli effetti della ceramica e delle glasse ottenute da alcuni artisti italiani, come Guido Gambone e Marcello Fantoni; sono sempre stato attratto dalle forme create da Lucie Rie e Hans Coper; recentemente mi sono interessato alle ceramiche tedesche degli anni ’60 e ’70, note come ceramiche Fat Lava. Il mio più grande risultato è riuscire a creare un'opera che nella struttura e nell'aspetto finale sia il più possibile vicino a ciò che ho in mente. Nel creare opere ceramiche, nel glassare, nel vetrificare sento una gioia profonda, spero che in qualche modo possa essere trasmessa ai miei pezzi.”
Max Modolo - Vaso Biomorfico 1
Stile: Moderno, italiano/giapponese, Wabi-Sabi, Imperfezione, Calma, Minimalismo, Materiali naturali, Palette di colori terrosi.
Ceramica a pasta dura. Temperatura di cottura 1240°C. Vaso biomorfico con bordo esploso. Smaltatura testurizzata in tonalità di bianco, avorio e crema. Gocciolature dorate minerali e crateri.
Max:
“La mia sperimentazione artistica nel campo della ceramica è legata sia alle forme sia alle texture; sono molto interessato agli effetti della ceramica e delle glasse ottenute da alcuni artisti italiani, come Guido Gambone e Marcello Fantoni; sono sempre stato attratto dalle forme create da Lucie Rie e Hans Coper; recentemente mi sono interessato alle ceramiche tedesche degli anni ’60 e ’70, note come ceramiche Fat Lava. Il mio più grande risultato è riuscire a creare un'opera che nella struttura e nell'aspetto finale sia il più possibile vicino a ciò che ho in mente. Nel creare opere ceramiche, nel glassare, nel vetrificare sento una gioia profonda, spero che in qualche modo possa essere trasmessa ai miei pezzi.”

