Max Modolo - Vaso - Gres - Vaso biomorfico 2





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Max Modolo Biomorphic Vase 2 in ceramica stoneware, smaltata in toni bianco avorio crema con gocce d’oro minerali e crateri, 18 × 17 × 19 cm, peso 1,2 g, realizzato in Italia, stile moderno rustico, in condizioni pari al nuovo.
Descrizione del venditore
Max Modolo - Vaso biomorfo 2
Stile: Moderno, Italiano/Giapponese, Wabi-Sabi, Imperfezione, Calma, Minimalismo, Materiali naturali, Palette di colori terrosi
Gres porcellanato. Temperatura di cottura 1240°C. Vaso biomorfo con bordo esploso. Smalto testurizzato in tonalità di bianco, avorio e crema. Gocciolature minerali dorate e crateri.
Max:
“Il mio esperimento artistico nel campo della ceramica è legato sia alle forme sia alle texture; sono molto interessato agli effetti della ceramica e degli smalti ottenuti da alcuni artisti italiani, come Guido Gambone e Marcello Fantoni, ho sempre amato le forme create da Lucie Rie e Hans Coper; recentemente mi è interessata la ceramica tedesca degli anni Sessanta e Settanta, nota come ceramica Fat Lava.
Il mio più grande risultato è riuscire a creare un lavoro che, nella sua struttura e nell’aspetto finale, sia il più possibile vicino a ciò che ho in mente. Nel creare opere ceramiche, nel smaltarle, nel cuocerle provo una gioia profonda, spero che in qualche modo venga trasmessa alle mie pezzi.”
Max Modolo - Vaso biomorfo 2
Stile: Moderno, Italiano/Giapponese, Wabi-Sabi, Imperfezione, Calma, Minimalismo, Materiali naturali, Palette di colori terrosi
Gres porcellanato. Temperatura di cottura 1240°C. Vaso biomorfo con bordo esploso. Smalto testurizzato in tonalità di bianco, avorio e crema. Gocciolature minerali dorate e crateri.
Max:
“Il mio esperimento artistico nel campo della ceramica è legato sia alle forme sia alle texture; sono molto interessato agli effetti della ceramica e degli smalti ottenuti da alcuni artisti italiani, come Guido Gambone e Marcello Fantoni, ho sempre amato le forme create da Lucie Rie e Hans Coper; recentemente mi è interessata la ceramica tedesca degli anni Sessanta e Settanta, nota come ceramica Fat Lava.
Il mio più grande risultato è riuscire a creare un lavoro che, nella sua struttura e nell’aspetto finale, sia il più possibile vicino a ciò che ho in mente. Nel creare opere ceramiche, nel smaltarle, nel cuocerle provo una gioia profonda, spero che in qualche modo venga trasmessa alle mie pezzi.”

