Jean-Jacques de Boissieu (1736–1810) - Saint Jérôme écrivant dans le désert






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Descrizione del venditore
Jean-Jacques de Boissieu (francese, Lione 1736 – 1810 Lione)
Saint Jérôme écrivant dans le désert
Gravure originale - 1797
Tecnica :
Acquaforte con punta secca, bulino e rotella ; quinto stato su sei
Dimensioni :
Foglio: 49,2 × 34,8 cm
Iscrizioni :
Firma e datazione sulla lastra, sotto l’immagine, a sinistra: J.J. DB. 1797 ; al centro: Saint Jérôme
Catalogo ragionato :
Boissieu 117.104 (stato V/VI) ; Perez 230.104 (stato V/VI)
Carta e autenticità
Carta vergé antica fatta a mano, presentando :
• segni di vergature visibili in trasparenza,
Stato di conservazione
• Qualità di stampa molto bella
• Carta antica con qualche imbrunimento discreto
Descrizione
Incisione originale in acquaforte, con punta secca, bulino e rotella, realizzata nel 1797 da Jean-Jacques de Boissieu, che ritrae San Gerolamo che scrive nel deserto.
Si tratta di una tiratura d’epoca antica, stampata dalla lastra originale, caratterizzata da grande finezza di esecuzione e da una notevole ricchezza di tratteggi.
L’originale è firmato e datato nella lastra in basso a sinistra (J.J. DB. 1797) e intitolato al centro « Saint Jerome ». Essa corrisponde al quinto stato su sei (V/VI), come riportato nei cataloghi ragionati.
Questo esemplare corrisponde a quello conservato nelle collezioni del Metropolitan Museum of Art (New York).
Jean Jacques de Boissieu, nato il 29 novembre 1736 a Lione e deceduto a Lione il 1° marzo 1810, è un artista francese, essenzialmente disegnatore e incisore, ma anche pittore.
Godette di grande rinomanza in Francia e in Europa (Goethe, ad esempio, raccolse le sue opere); fu soprannominato da alcuni il « Rembrandt francese » (dalla Bénézit). È considerato uno dei fondatori della scuola pittorica di Lione.
Si specializzò in ritratti, paesaggi e scene della vita quotidiana della regione lionesa. Il suo stile, per la cura del realismo, si ricollega all’école olandese.
Nel 1760 visitò Genova, Napoli, soggiornò a Roma (1764-1765), disegnò nei musei e soprattutto dal vero (…) produsse acqueforti, disegni a grafite e lavis. Con ritratti espressivi, disegnò paesaggi, sia a matita (grafite, sanguigna, pietra nera), sia a lavis. La sua opera è composta da 140 tavole e di alcuni pezzi noti per esemplari unici della collezione dell’Institut Städel a Francoforte sul Meno.
Jean-Jacques de Boissieu (francese, Lione 1736 – 1810 Lione)
Saint Jérôme écrivant dans le désert
Gravure originale - 1797
Tecnica :
Acquaforte con punta secca, bulino e rotella ; quinto stato su sei
Dimensioni :
Foglio: 49,2 × 34,8 cm
Iscrizioni :
Firma e datazione sulla lastra, sotto l’immagine, a sinistra: J.J. DB. 1797 ; al centro: Saint Jérôme
Catalogo ragionato :
Boissieu 117.104 (stato V/VI) ; Perez 230.104 (stato V/VI)
Carta e autenticità
Carta vergé antica fatta a mano, presentando :
• segni di vergature visibili in trasparenza,
Stato di conservazione
• Qualità di stampa molto bella
• Carta antica con qualche imbrunimento discreto
Descrizione
Incisione originale in acquaforte, con punta secca, bulino e rotella, realizzata nel 1797 da Jean-Jacques de Boissieu, che ritrae San Gerolamo che scrive nel deserto.
Si tratta di una tiratura d’epoca antica, stampata dalla lastra originale, caratterizzata da grande finezza di esecuzione e da una notevole ricchezza di tratteggi.
L’originale è firmato e datato nella lastra in basso a sinistra (J.J. DB. 1797) e intitolato al centro « Saint Jerome ». Essa corrisponde al quinto stato su sei (V/VI), come riportato nei cataloghi ragionati.
Questo esemplare corrisponde a quello conservato nelle collezioni del Metropolitan Museum of Art (New York).
Jean Jacques de Boissieu, nato il 29 novembre 1736 a Lione e deceduto a Lione il 1° marzo 1810, è un artista francese, essenzialmente disegnatore e incisore, ma anche pittore.
Godette di grande rinomanza in Francia e in Europa (Goethe, ad esempio, raccolse le sue opere); fu soprannominato da alcuni il « Rembrandt francese » (dalla Bénézit). È considerato uno dei fondatori della scuola pittorica di Lione.
Si specializzò in ritratti, paesaggi e scene della vita quotidiana della regione lionesa. Il suo stile, per la cura del realismo, si ricollega all’école olandese.
Nel 1760 visitò Genova, Napoli, soggiornò a Roma (1764-1765), disegnò nei musei e soprattutto dal vero (…) produsse acqueforti, disegni a grafite e lavis. Con ritratti espressivi, disegnò paesaggi, sia a matita (grafite, sanguigna, pietra nera), sia a lavis. La sua opera è composta da 140 tavole e di alcuni pezzi noti per esemplari unici della collezione dell’Institut Städel a Francoforte sul Meno.
