Cicéron/Brutus - Lettres de Ciceron à Brutus - 1744





Tutela degli acquirenti Catawiki
Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli
Trustpilot 4.4 | 142120 recensioni
Valutato Eccellente su Trustpilot.
Lettere di Cicerone a M. Bruto, e di M. Bruto a Cicerone, edizione 1744 riedizione parigina Didot, in francese (lingua originale), 422 pagine, 17 × 10 cm, buono stato, legatura in pelle bovina marmorizzata marrone con ornamenti dorati.
Descrizione del venditore
[Cicerone / Bruto]
Lettere di Cicerone a Sig. Bruto, e di Sig. Bruto a Cicerone, con una prefazione critica, note, e diverse opere scelte, per servire da supplemento alla Storia & al Carattere di Cicerone.
A Parigi, presso Didot, libraio, Quai des Augustins, alla Bibbia d’oro, 1744.
Un volume in-12, rilegato in pieno vitello marrone marmorizzato d’epoca, dorso a nervature riccamente ornato di cassoni dorati a motivi floreali e vegetali, pezzo di titolo in maroquin rosso. L’opera è fornita di una pagina di titolo stampata in rosso e nero, ornata di una piccola vignetta tipografica incisa, con approvazione e privilegio del re. La rilegatura d’epoca in vitello marmorizzato presenta abrasioni e usure d’uso alle cuffie, ai lembi e agli angoli, mentre l’interno conserva una splendida freschezza con margini ben conservati e la bella nitidezza degli inchiostri rossi e neri della pagina di titolo.
Questa edizione parigina di metà del XVIII secolo, uscita dalle stampe della celebre famiglia Didot, propone la corrispondenza incrociata tra il grande oratore romano Cicerone e il suo discepolo e amico Bruto. L’opera si distingue per il suo apparato critico completo, comprendente una prefazione accurata, note esplicative e una scelta di pezzi accessori destinati a illuminare la storia politica della fine della Repubblica romana nonché la psicologia di Cicerone.
La corrispondenza tra Cicerone e Bruto ha a lungo acceso le passioni degli eruditi e dei filologi, alcuni umanisti dei secoli passati avendo persino messo in dubbio l’autenticità di queste lettere a causa della libertà di tono con cui Bruto vi critica a volte le esitazioni politiche del suo maestro. Pubblicando questo testo corredato di una “prefazione critica” presso Didot nel 1744, i letterati delle Lumières si appropriavano di tali dibattiti repubblicani per riflettere sulle nozioni di libertà, tirannia e impegno civico, all’epoca in cui il pensiero antico serviva da specchio alle aspirazioni politiche del XVIII secolo.
Bel esemplare.
[Cicerone / Bruto]
Lettere di Cicerone a Sig. Bruto, e di Sig. Bruto a Cicerone, con una prefazione critica, note, e diverse opere scelte, per servire da supplemento alla Storia & al Carattere di Cicerone.
A Parigi, presso Didot, libraio, Quai des Augustins, alla Bibbia d’oro, 1744.
Un volume in-12, rilegato in pieno vitello marrone marmorizzato d’epoca, dorso a nervature riccamente ornato di cassoni dorati a motivi floreali e vegetali, pezzo di titolo in maroquin rosso. L’opera è fornita di una pagina di titolo stampata in rosso e nero, ornata di una piccola vignetta tipografica incisa, con approvazione e privilegio del re. La rilegatura d’epoca in vitello marmorizzato presenta abrasioni e usure d’uso alle cuffie, ai lembi e agli angoli, mentre l’interno conserva una splendida freschezza con margini ben conservati e la bella nitidezza degli inchiostri rossi e neri della pagina di titolo.
Questa edizione parigina di metà del XVIII secolo, uscita dalle stampe della celebre famiglia Didot, propone la corrispondenza incrociata tra il grande oratore romano Cicerone e il suo discepolo e amico Bruto. L’opera si distingue per il suo apparato critico completo, comprendente una prefazione accurata, note esplicative e una scelta di pezzi accessori destinati a illuminare la storia politica della fine della Repubblica romana nonché la psicologia di Cicerone.
La corrispondenza tra Cicerone e Bruto ha a lungo acceso le passioni degli eruditi e dei filologi, alcuni umanisti dei secoli passati avendo persino messo in dubbio l’autenticità di queste lettere a causa della libertà di tono con cui Bruto vi critica a volte le esitazioni politiche del suo maestro. Pubblicando questo testo corredato di una “prefazione critica” presso Didot nel 1744, i letterati delle Lumières si appropriavano di tali dibattiti repubblicani per riflettere sulle nozioni di libertà, tirannia e impegno civico, all’epoca in cui il pensiero antico serviva da specchio alle aspirazioni politiche del XVIII secolo.
Bel esemplare.

