Castagna Maurizio 1961 - XL - Collisione Silenziosa






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Maurizio Castagna 1961 presenta Collisione Silenziosa, originale del 2026 in tecnica mista espressionismo astratto, firmato a mano, 80 x 100 cm, in eccellenti condizioni.
Descrizione del venditore
Collisione Silenziosa
C’è una contraddizione solo apparente nel titolo Collisione silenziosa: la pittura esplode, ma non fa rumore. È un urto trattenuto, una deflagrazione che sembra essersi consumata in uno spazio interiore, lasciando sulla tela le proprie tracce, le proprie ferite, i propri residui. Maurizio Castagna costruisce qui una superficie nella quale il gesto non è mai semplice impulso, ma memoria del gesto; ogni segno sembra provenire da qualcosa che è accaduto prima e che continua, ostinatamente, ad affiorare.
Il fondo, dominato da tonalità acquatiche di verde, turchese, azzurro polveroso, grigio e bianco, non costituisce uno scenario passivo. È materia viva, corrosa, attraversata, cancellata e nuovamente riscritta. Su questa atmosfera fredda irrompono il nero e il rosso: due presenze di natura profondamente diversa. Il nero costruisce, incide, separa; il rosso ferisce, accelera, accende.
È proprio nel rapporto fra questi tre universi cromatici che il dipinto trova uno dei suoi maggiori punti di forza. Alla quiete quasi minerale dei verdi e degli azzurri si contrappone la temperatura emotiva del rosso, mentre il nero attraversa la composizione con la funzione di una struttura portante, una sorta di scheletro visibile della pittura.
Le grandi diagonali impediscono allo sguardo di trovare una posizione definitiva. Lo conducono, lo interrompono, lo costringono a cambiare direzione. Reticoli, colature, graffi, sovrapposizioni, impronte e improvvise concentrazioni materiche generano differenti velocità di lettura. Da lontano Collisione silenziosa possiede l’immediatezza di un evento; da vicino rivela invece una sorprendente geografia di piccoli accadimenti.
Tra questi emergono enigmatiche forme circolari, attraversate da filamenti e raggi neri. Non sappiamo se siano cellule osservate al microscopio, astri, epicentri, organismi primordiali o semplicemente la memoria di un segno. Ed è precisamente questa indeterminatezza a renderle affascinanti. Castagna non consegna allo spettatore un simbolo da decifrare, ma una presenza sulla quale interrogarsi.
La tecnica mista diviene così parte stessa del significato dell'opera. Strati differenti convivono senza cercare una levigatezza definitiva: pittura, materia, gesto grafico, sgocciolature e abrasioni conservano la memoria della loro esecuzione. La superficie non nasconde il proprio processo; lo espone.
E qui interviene un elemento particolarmente significativo: Collisione silenziosa nasce dalla trasformazione di una tela precedentemente dipinta. L'artista non cancella completamente ciò che esisteva, ma lo assorbe nella nuova composizione. La pittura precedente sopravvive sotto quella attuale come una memoria sepolta. Il quadro diventa dunque, letteralmente, una collisione fra due tempi: ciò che era e ciò che è.
È forse questa la chiave più profonda dell'opera. Non tutto ciò che viene coperto scompare.
Castagna sembra comprenderlo perfettamente. Dipinge sopra la memoria senza distruggerla, lasciando che frammenti, segni e stratificazioni precedenti partecipino alla nascita di una nuova identità. Per questo il titolo assume una forza quasi inevitabile: la collisione non riguarda soltanto forme e colori, ma passato e presente, ordine e istinto, costruzione e dissoluzione.
Non siamo davanti a un'astrazione decorativa. Il quadro possiede inquietudine. E la sua bellezza nasce proprio dal fatto che Castagna non cerca di pacificarla. Dove una pittura più accomodante avrebbe cercato armonia, egli conserva l'attrito; dove sarebbe stato possibile ripulire, lascia la traccia; dove il gesto potrebbe diventare elegante, introduce deliberatamente una frattura. La bellezza, qui, non coincide con l'ordine: nasce dalla resistenza del caos a diventare ordine.
Collisione silenziosa si inserisce coerentemente nella ricerca di Maurizio Castagna, artista con oltre cinquantacinque anni di attività, formatosi all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Partito da una solida esperienza figurativa e classica, Castagna ha progressivamente spostato la propria ricerca verso un linguaggio più libero, materico e gestuale, nel quale colore, segno e stratificazione diventano strumenti di indagine della dimensione emotiva. Nel corso della sua lunga attività ha affrontato anche opere di grande formato e commissioni di carattere monumentale, tra cui La Lapidazione di Santo Stefano, di circa 3,50 × 2,20 metri.
Il suo percorso è stato accompagnato da presenze editoriali e documentarie legate, tra l'altro, a Bolaffi e Giorgio Mondadori, mentre la produzione più recente testimonia un'ulteriore liberazione della materia e del gesto. Pigmenti, acrilici, smalti, resine e procedimenti mutuati dalla lunga esperienza tecnica dell'artista concorrono alla costruzione di superfici che non vogliono semplicemente essere osservate, ma percorse.
In Collisione silenziosa questa ricerca raggiunge una sintesi particolarmente efficace: energia e memoria, materia e grafismo, accidente e controllo convivono senza annullarsi reciprocamente.
Ed è forse questo che rimane dopo averla guardata: non l'immagine di qualcosa, ma la sensazione che qualcosa sia appena accaduto sulla tela.
Il rumore è finito.
La collisione rimane.
Collisione Silenziosa
C’è una contraddizione solo apparente nel titolo Collisione silenziosa: la pittura esplode, ma non fa rumore. È un urto trattenuto, una deflagrazione che sembra essersi consumata in uno spazio interiore, lasciando sulla tela le proprie tracce, le proprie ferite, i propri residui. Maurizio Castagna costruisce qui una superficie nella quale il gesto non è mai semplice impulso, ma memoria del gesto; ogni segno sembra provenire da qualcosa che è accaduto prima e che continua, ostinatamente, ad affiorare.
Il fondo, dominato da tonalità acquatiche di verde, turchese, azzurro polveroso, grigio e bianco, non costituisce uno scenario passivo. È materia viva, corrosa, attraversata, cancellata e nuovamente riscritta. Su questa atmosfera fredda irrompono il nero e il rosso: due presenze di natura profondamente diversa. Il nero costruisce, incide, separa; il rosso ferisce, accelera, accende.
È proprio nel rapporto fra questi tre universi cromatici che il dipinto trova uno dei suoi maggiori punti di forza. Alla quiete quasi minerale dei verdi e degli azzurri si contrappone la temperatura emotiva del rosso, mentre il nero attraversa la composizione con la funzione di una struttura portante, una sorta di scheletro visibile della pittura.
Le grandi diagonali impediscono allo sguardo di trovare una posizione definitiva. Lo conducono, lo interrompono, lo costringono a cambiare direzione. Reticoli, colature, graffi, sovrapposizioni, impronte e improvvise concentrazioni materiche generano differenti velocità di lettura. Da lontano Collisione silenziosa possiede l’immediatezza di un evento; da vicino rivela invece una sorprendente geografia di piccoli accadimenti.
Tra questi emergono enigmatiche forme circolari, attraversate da filamenti e raggi neri. Non sappiamo se siano cellule osservate al microscopio, astri, epicentri, organismi primordiali o semplicemente la memoria di un segno. Ed è precisamente questa indeterminatezza a renderle affascinanti. Castagna non consegna allo spettatore un simbolo da decifrare, ma una presenza sulla quale interrogarsi.
La tecnica mista diviene così parte stessa del significato dell'opera. Strati differenti convivono senza cercare una levigatezza definitiva: pittura, materia, gesto grafico, sgocciolature e abrasioni conservano la memoria della loro esecuzione. La superficie non nasconde il proprio processo; lo espone.
E qui interviene un elemento particolarmente significativo: Collisione silenziosa nasce dalla trasformazione di una tela precedentemente dipinta. L'artista non cancella completamente ciò che esisteva, ma lo assorbe nella nuova composizione. La pittura precedente sopravvive sotto quella attuale come una memoria sepolta. Il quadro diventa dunque, letteralmente, una collisione fra due tempi: ciò che era e ciò che è.
È forse questa la chiave più profonda dell'opera. Non tutto ciò che viene coperto scompare.
Castagna sembra comprenderlo perfettamente. Dipinge sopra la memoria senza distruggerla, lasciando che frammenti, segni e stratificazioni precedenti partecipino alla nascita di una nuova identità. Per questo il titolo assume una forza quasi inevitabile: la collisione non riguarda soltanto forme e colori, ma passato e presente, ordine e istinto, costruzione e dissoluzione.
Non siamo davanti a un'astrazione decorativa. Il quadro possiede inquietudine. E la sua bellezza nasce proprio dal fatto che Castagna non cerca di pacificarla. Dove una pittura più accomodante avrebbe cercato armonia, egli conserva l'attrito; dove sarebbe stato possibile ripulire, lascia la traccia; dove il gesto potrebbe diventare elegante, introduce deliberatamente una frattura. La bellezza, qui, non coincide con l'ordine: nasce dalla resistenza del caos a diventare ordine.
Collisione silenziosa si inserisce coerentemente nella ricerca di Maurizio Castagna, artista con oltre cinquantacinque anni di attività, formatosi all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Partito da una solida esperienza figurativa e classica, Castagna ha progressivamente spostato la propria ricerca verso un linguaggio più libero, materico e gestuale, nel quale colore, segno e stratificazione diventano strumenti di indagine della dimensione emotiva. Nel corso della sua lunga attività ha affrontato anche opere di grande formato e commissioni di carattere monumentale, tra cui La Lapidazione di Santo Stefano, di circa 3,50 × 2,20 metri.
Il suo percorso è stato accompagnato da presenze editoriali e documentarie legate, tra l'altro, a Bolaffi e Giorgio Mondadori, mentre la produzione più recente testimonia un'ulteriore liberazione della materia e del gesto. Pigmenti, acrilici, smalti, resine e procedimenti mutuati dalla lunga esperienza tecnica dell'artista concorrono alla costruzione di superfici che non vogliono semplicemente essere osservate, ma percorse.
In Collisione silenziosa questa ricerca raggiunge una sintesi particolarmente efficace: energia e memoria, materia e grafismo, accidente e controllo convivono senza annullarsi reciprocamente.
Ed è forse questo che rimane dopo averla guardata: non l'immagine di qualcosa, ma la sensazione che qualcosa sia appena accaduto sulla tela.
Il rumore è finito.
La collisione rimane.
