Maschera - Vuvi - Gabon (Senza prezzo di riserva)





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Maschera Vuvi dal Gabon, tardo XX secolo, intagliata in legno, 32 cm di altezza e 20 cm di larghezza, in eccellente stato, autenticità originale.
Descrizione del venditore
Maschera decorativa Vouvi del Gabon. Ethnie Tsogho.
Il paese Tsogho, sebbene conservato geograficamente nelle sue montagne inospitali, si trova al crocevia di correnti stilistiche nettamente differenziate.
La cultura Tsogho si trova quindi al punto di convergenza di apporti e credenze che sembra aver voluto sintetizzare per vocazione religiosa e mistica.
Utilizzate durante le cerimonie notturne della società iniziatica del Bwété, queste maschere sono oggetti rituali, sottratti alla vista dei non iniziati.
Intervengono quale apparizioni soprannaturali, materializzando la moltitudine di entità anthropomorfe e zoomorfe che l'insegnamento esoterico dispensato dalla confraternita usa come simbolo.
La maschera ha quindi la funzione di visualizzare il pantheon variegato e proliferante di immagini simboliche che i racconti iniziatici evocano.
Car infatti presso i Mitsogho e all'interno della società Bwété, la maschera assume una doppia funzione.
Oggetto sacro riservato ai soli iniziati di notte, la stessa maschera appare di giorno agli occhi di tutti, assumendo così un ruolo ambiguo:
in tal caso, suscita ancora timore ma diventa anche pretesto per un gioco.
Si può osservare inoltre durante le festività diurne che seguono le cerimonie del Bwété, vere messe in scena dove intervengono personaggi non mascherati, ma travestiti o caricati di orpelli grotteschi, una sorta di buffoni interpretano personaggi aneddotici, nel corso di scene licenziose o satiriche in cui è evocata la storia della tribù e dei suoi contenziosi con le tribù vicine.
Il venditore si racconta
Maschera decorativa Vouvi del Gabon. Ethnie Tsogho.
Il paese Tsogho, sebbene conservato geograficamente nelle sue montagne inospitali, si trova al crocevia di correnti stilistiche nettamente differenziate.
La cultura Tsogho si trova quindi al punto di convergenza di apporti e credenze che sembra aver voluto sintetizzare per vocazione religiosa e mistica.
Utilizzate durante le cerimonie notturne della società iniziatica del Bwété, queste maschere sono oggetti rituali, sottratti alla vista dei non iniziati.
Intervengono quale apparizioni soprannaturali, materializzando la moltitudine di entità anthropomorfe e zoomorfe che l'insegnamento esoterico dispensato dalla confraternita usa come simbolo.
La maschera ha quindi la funzione di visualizzare il pantheon variegato e proliferante di immagini simboliche che i racconti iniziatici evocano.
Car infatti presso i Mitsogho e all'interno della società Bwété, la maschera assume una doppia funzione.
Oggetto sacro riservato ai soli iniziati di notte, la stessa maschera appare di giorno agli occhi di tutti, assumendo così un ruolo ambiguo:
in tal caso, suscita ancora timore ma diventa anche pretesto per un gioco.
Si può osservare inoltre durante le festività diurne che seguono le cerimonie del Bwété, vere messe in scena dove intervengono personaggi non mascherati, ma travestiti o caricati di orpelli grotteschi, una sorta di buffoni interpretano personaggi aneddotici, nel corso di scene licenziose o satiriche in cui è evocata la storia della tribù e dei suoi contenziosi con le tribù vicine.

