Ken Schles - Oculus - 2011





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Descrizione del venditore
Descrizione dell’editore:
Infondiamo al mondo che incontriamo significato, rilevanza sociale e simbolica in base al valore che attribuiamo alle rappresentazioni che condividiamo. Questa, forse, è l’ironia delle nostre concettualizzazioni: creiamo e condividiamo immagini affinché possiamo conoscere il mondo. Ma quale è la natura delle nostre rappresentazioni visive e cosa ci offrono? Con Oculus, il fotografo Ken Schles ci presenta un eloquente seguito al suo ultimo sforzo fotografico, A New History of Photography: The World Outside and the Pictures In Our Heads (White Press, 2009).
Attraverso un’integrazione di testo e immagine, Schles prosegue la sua indagine sul legame tra immagine e memoria esplorando l’agency e la natura dell’immagine stessa. Le immagini, ci ricorda Schles, informano i nostri “modi di vedere” e “conoscere” su base transazionale continua. Sono costruzioni che stimolano la nostra memoria che, a sua volta, evoca altre immagini e altri pensieri—rafforzando o mettendo in crisi ciò che riteniamo vero o sappiamo essere vero. Schles ci collega a queste idee attraverso l’uso dell’immagine e tramite brevi testi che fanno riferimento a idee su immagini, memoria e metafore using la luce presente nella letteratura, nella filosofia, negli scritti iniziali sulla psicologia e nella mitologia antica. Nella confluenza di queste fonti troviamo corollari senza tempo per approfondire la nostra comprensione di ciò che l’immagine può offrire.
Spinto da turbamenti privati a rivalutare la propria comprensione dell’immagine e della sua relazione con la memoria, Ken Schles ci propone in Oculus una ricerca angosciante del significato che ci conduce al di là del rumore e della confusione quotidiana della cultura pop. Oculus è un viaggio che va oltre il gioco d’ombra delle immagini. È meditazione sulla natura della percezione e dell’esistenza nella luce grigia di questo mondo.
Libro dell’autore del classico Invisible City (1988). Copia in condizioni eccellenti.
Descrizione dell’editore:
Infondiamo al mondo che incontriamo significato, rilevanza sociale e simbolica in base al valore che attribuiamo alle rappresentazioni che condividiamo. Questa, forse, è l’ironia delle nostre concettualizzazioni: creiamo e condividiamo immagini affinché possiamo conoscere il mondo. Ma quale è la natura delle nostre rappresentazioni visive e cosa ci offrono? Con Oculus, il fotografo Ken Schles ci presenta un eloquente seguito al suo ultimo sforzo fotografico, A New History of Photography: The World Outside and the Pictures In Our Heads (White Press, 2009).
Attraverso un’integrazione di testo e immagine, Schles prosegue la sua indagine sul legame tra immagine e memoria esplorando l’agency e la natura dell’immagine stessa. Le immagini, ci ricorda Schles, informano i nostri “modi di vedere” e “conoscere” su base transazionale continua. Sono costruzioni che stimolano la nostra memoria che, a sua volta, evoca altre immagini e altri pensieri—rafforzando o mettendo in crisi ciò che riteniamo vero o sappiamo essere vero. Schles ci collega a queste idee attraverso l’uso dell’immagine e tramite brevi testi che fanno riferimento a idee su immagini, memoria e metafore using la luce presente nella letteratura, nella filosofia, negli scritti iniziali sulla psicologia e nella mitologia antica. Nella confluenza di queste fonti troviamo corollari senza tempo per approfondire la nostra comprensione di ciò che l’immagine può offrire.
Spinto da turbamenti privati a rivalutare la propria comprensione dell’immagine e della sua relazione con la memoria, Ken Schles ci propone in Oculus una ricerca angosciante del significato che ci conduce al di là del rumore e della confusione quotidiana della cultura pop. Oculus è un viaggio che va oltre il gioco d’ombra delle immagini. È meditazione sulla natura della percezione e dell’esistenza nella luce grigia di questo mondo.
Libro dell’autore del classico Invisible City (1988). Copia in condizioni eccellenti.

