Hans Meeuwsen - 2026 - 85 wit minimalistisch wandrelief






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Hans Meeuwsen relief murale in porcellana del 2026 intitolato “2026 - 85 bianco minimalista” in eccellenti condizioni, misura 175 mm di larghezza per 210 mm di altezza per 158 mm di profondità, porcellana bianca con spessore parete di circa 1 mm e presenta due applicazioni di firma, una con il nome e l’altra con i caratteri giapponesi raku e yakimono, venduto direttamente dall’artista.
Descrizione del venditore
L'opera è realizzata in porcellana, ossidata e cottura a 1240 °C. L'altezza della parete è di circa un millimetro, perciò si rileva una certa trasparenza della porcellana.
Sul retro vi sono diverse fessure alle quali l'opera può essere appesa. Nelle foto con sfondo chiaro l'oggetto è raffigurato appeso.
Per la spedizione questa cassa sarà imballata con confezione “box in box”, riempendo lo spazio intermedio con materiale assorbente agli urti ecologico.
Hans Meeuwsen (1954, Paesi Bassi) si è diplomato all'Academy of Visual Arts di Tilburg per diventare inizialmente insegnante di arti visive in un liceo. La sua principale specializzazione era il disegno, ma ha scoperto per caso il potenziale della creta come mezzo di espressione artistica. Rotolando, comprimendo e tagliando creò piccoli quadratini di creta piatti che usò per costruire forme cubiche che ricordano celle ermeticamente chiuse.
Qualche anno dopo ottenne riconoscimenti nazionali e internazionali con mostre nei Paesi Bassi e in Germania. Opere importanti di quel periodo includono torri, piramidi e altre costruzioni, alcune esse stesse astrattismi puri, altre interpretazioni della mitica Torre di Babele. Hans sviluppò ulteriormente le sue competenze ceramiche durante soggiorni presso lEuropean Ceramic Work Centre nei Paesi Bassi e periodi di lavoro in Nuova Zelanda, Lituania e sull'isola giapponese di Hirado.
Negli ultimi anni ha ulteriormente affinato le sue capacità ceramiche e lavora con sottilissime fette cremoso bianco di porcellana che vengono montate in cubi o piramidi. Impilando queste forme geometriche in schemi ripetitivi, crea sculture che ricordano il movimento olandese Zero e in particolare le opere di Jan Schoonhoven, ma che alla fine portano chiaramente la firma dell'artista. Applica la sua esperienza pluridecennale per creare un dialogo tra spazio interno ed esterno, tra geometrico e organico, tra ordine e caos.
Hans Meeuwsen è stato candidato al “Prix de Rome” nel 1987 e ha vinto un premio di merito Fletcher Challenge Ceramic nel 1992 e da allora il suo lavoro ha trovato posto in numerose collezioni nazionali e internazionali.
Il venditore si racconta
L'opera è realizzata in porcellana, ossidata e cottura a 1240 °C. L'altezza della parete è di circa un millimetro, perciò si rileva una certa trasparenza della porcellana.
Sul retro vi sono diverse fessure alle quali l'opera può essere appesa. Nelle foto con sfondo chiaro l'oggetto è raffigurato appeso.
Per la spedizione questa cassa sarà imballata con confezione “box in box”, riempendo lo spazio intermedio con materiale assorbente agli urti ecologico.
Hans Meeuwsen (1954, Paesi Bassi) si è diplomato all'Academy of Visual Arts di Tilburg per diventare inizialmente insegnante di arti visive in un liceo. La sua principale specializzazione era il disegno, ma ha scoperto per caso il potenziale della creta come mezzo di espressione artistica. Rotolando, comprimendo e tagliando creò piccoli quadratini di creta piatti che usò per costruire forme cubiche che ricordano celle ermeticamente chiuse.
Qualche anno dopo ottenne riconoscimenti nazionali e internazionali con mostre nei Paesi Bassi e in Germania. Opere importanti di quel periodo includono torri, piramidi e altre costruzioni, alcune esse stesse astrattismi puri, altre interpretazioni della mitica Torre di Babele. Hans sviluppò ulteriormente le sue competenze ceramiche durante soggiorni presso lEuropean Ceramic Work Centre nei Paesi Bassi e periodi di lavoro in Nuova Zelanda, Lituania e sull'isola giapponese di Hirado.
Negli ultimi anni ha ulteriormente affinato le sue capacità ceramiche e lavora con sottilissime fette cremoso bianco di porcellana che vengono montate in cubi o piramidi. Impilando queste forme geometriche in schemi ripetitivi, crea sculture che ricordano il movimento olandese Zero e in particolare le opere di Jan Schoonhoven, ma che alla fine portano chiaramente la firma dell'artista. Applica la sua esperienza pluridecennale per creare un dialogo tra spazio interno ed esterno, tra geometrico e organico, tra ordine e caos.
Hans Meeuwsen è stato candidato al “Prix de Rome” nel 1987 e ha vinto un premio di merito Fletcher Challenge Ceramic nel 1992 e da allora il suo lavoro ha trovato posto in numerose collezioni nazionali e internazionali.
