Pietro Scoppetta (1863-1920) - Due donne orientali






Laurea magistrale in pittura rinascimentale, tirocinio Sotheby’s e 15 anni di esperienza.
Tutela degli acquirenti Catawiki
Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli
Trustpilot 4.4 | 142645 recensioni
Valutato Eccellente su Trustpilot.
Due donne orientali, disegno del XIX secolo in tecnica mista e inchiostro su carta granulosa, di Pietro Scoppetta (1863-1920), firmato a mano, Italia, 15 × 28 cm, buone condizioni.
Descrizione del venditore
Quest'opera è un disegno intitolato "Due donne orientali", realizzato dal pittore e illustratore italiano Pietro Scoppetta.
L'opera, risalente a cavallo tra il XIX e il XX secolo, è eseguita a china e inchiostro bistro su carta (o rifinita ad acquerello monocromo) e reca la firma dell'artista visibile nell'angolo in basso a sinistra.
Pietro Scoppetta (Amalfi, 1863 - Napoli, 1920) : Due donne orientali
Due donne orientali è un'acquarello monocromo realizzato da Pietro Scoppetta nel XIX-XX secolo.
L'opera di Pietro Scoppetta sfrutta un raffinato mix di tecniche grafiche tradizionali su carta, tipico dei pittori e illustratori del tardo Ottocento per creare effetti di luce, profondità e morbidezza.
Le tecniche principali utilizzate nel disegno sono tre:
1. Inchiostro di china
• Che cos'è: Un inchiostro nero molto pigmentato, permanente e coprente, storicamente derivato da fuliggine di pino e colle animali.
• Come viene usato qui: Scoppetta lo utilizza con un pennino finissimo (o un pennello a punta sottile) per tracciare le linee di contorno principali, i dettagli dei volti, i profili degli occhi e i lineamenti dei capelli. Serve a dare struttura e precisione geometrica alle figure.
2. Inchiostro bistro (o seppia)
• Che cos'è: Il bistro è un pigmento marrone ricavato originariamente dalla fuliggine del legno bruciato (spesso quercia o faggio), che dona una tonalità calda, giallognola-brunastra. Spesso viene alternato o unito all'inchiostro di seppia.
• Come viene usato qui: Viene impiegato per i passaggi sfumati e i mezzi toni. L'artista lo stende per creare le ombreggiature dei vestiti e del tappeto su cui sono sdraiate le donne. Questa tinta calda si fonde perfettamente con il colore naturale della carta invecchiata, eliminando i contrasti troppo netti e dando un senso di atmosfera soffusa ed esotica.
3. Acquerello monocromo e lavatura (Wash)
• Che cos'è: La tecnica della "lavatura" consiste nel diluire l'inchiostro o il pigmento con molta acqua per stenderlo in velature semitrasparenti.
• Come viene usato qui: Scoppetta non usa il colore per riempire le forme, ma gioca con le variazioni di intensità di un unico tono (monocromia). Diluendo il bistro, crea il chiaroscuro sui corpi e sullo sfondo. I volumi non sono definiti da linee dure, ma da passaggi morbidi di luce e ombra che imitano l'effetto della pittura.
Il supporto: Carta granulosa
La scelta di una carta con una leggera trama o granulosità (visibile nella consistenza dello sfondo) aiuta a trattenere il pigmento in modo non uniforme. Questo espediente esalta l'effetto "polveroso" e vibrante del disegno, perfetto per evocare l'aria calda e la luce riflessa tipiche delle ambientazioni orientaliste.
Quest'opera è un disegno intitolato "Due donne orientali", realizzato dal pittore e illustratore italiano Pietro Scoppetta.
L'opera, risalente a cavallo tra il XIX e il XX secolo, è eseguita a china e inchiostro bistro su carta (o rifinita ad acquerello monocromo) e reca la firma dell'artista visibile nell'angolo in basso a sinistra.
Pietro Scoppetta (Amalfi, 1863 - Napoli, 1920) : Due donne orientali
Due donne orientali è un'acquarello monocromo realizzato da Pietro Scoppetta nel XIX-XX secolo.
L'opera di Pietro Scoppetta sfrutta un raffinato mix di tecniche grafiche tradizionali su carta, tipico dei pittori e illustratori del tardo Ottocento per creare effetti di luce, profondità e morbidezza.
Le tecniche principali utilizzate nel disegno sono tre:
1. Inchiostro di china
• Che cos'è: Un inchiostro nero molto pigmentato, permanente e coprente, storicamente derivato da fuliggine di pino e colle animali.
• Come viene usato qui: Scoppetta lo utilizza con un pennino finissimo (o un pennello a punta sottile) per tracciare le linee di contorno principali, i dettagli dei volti, i profili degli occhi e i lineamenti dei capelli. Serve a dare struttura e precisione geometrica alle figure.
2. Inchiostro bistro (o seppia)
• Che cos'è: Il bistro è un pigmento marrone ricavato originariamente dalla fuliggine del legno bruciato (spesso quercia o faggio), che dona una tonalità calda, giallognola-brunastra. Spesso viene alternato o unito all'inchiostro di seppia.
• Come viene usato qui: Viene impiegato per i passaggi sfumati e i mezzi toni. L'artista lo stende per creare le ombreggiature dei vestiti e del tappeto su cui sono sdraiate le donne. Questa tinta calda si fonde perfettamente con il colore naturale della carta invecchiata, eliminando i contrasti troppo netti e dando un senso di atmosfera soffusa ed esotica.
3. Acquerello monocromo e lavatura (Wash)
• Che cos'è: La tecnica della "lavatura" consiste nel diluire l'inchiostro o il pigmento con molta acqua per stenderlo in velature semitrasparenti.
• Come viene usato qui: Scoppetta non usa il colore per riempire le forme, ma gioca con le variazioni di intensità di un unico tono (monocromia). Diluendo il bistro, crea il chiaroscuro sui corpi e sullo sfondo. I volumi non sono definiti da linee dure, ma da passaggi morbidi di luce e ombra che imitano l'effetto della pittura.
Il supporto: Carta granulosa
La scelta di una carta con una leggera trama o granulosità (visibile nella consistenza dello sfondo) aiuta a trattenere il pigmento in modo non uniforme. Questo espediente esalta l'effetto "polveroso" e vibrante del disegno, perfetto per evocare l'aria calda e la luce riflessa tipiche delle ambientazioni orientaliste.
