Evelyn Weiss - Ursula Schultze-Bluhm [1921–1999] - 2006
![Evelyn Weiss - Ursula Schultze-Bluhm [1921–1999] - 2006 #1.0](https://assets.catawiki.com/image/cw_ldp_l/plain/assets/catawiki/assets/2024/5/15/9/b/c/9bc23748-291e-4ce4-aca3-f2dc53a678d2.jpg)
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![Evelyn Weiss - Ursula Schultze-Bluhm [1921–1999] - 2006 #2.1](https://assets.catawiki.com/image/cw_ldp_l/plain/assets/catawiki/assets/2024/5/15/a/0/2/a02412e7-9a2b-43f2-9deb-42204c258b97.jpg)
![Evelyn Weiss - Ursula Schultze-Bluhm [1921–1999] - 2006 #3.2](https://assets.catawiki.com/image/cw_ldp_l/plain/assets/catawiki/assets/2024/5/15/3/b/c/3bc81ce0-c450-40d3-a4e0-86c904b089d2.jpg)
![Evelyn Weiss - Ursula Schultze-Bluhm [1921–1999] - 2006 #4.3](https://assets.catawiki.com/image/cw_ldp_l/plain/assets/catawiki/assets/2024/5/15/a/a/4/aa49d72c-e637-4704-98ee-31f87cff9c64.jpg)
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Ursula Schultze-Bluhm [1921–1999], di Evelyn Weiss, è un libro d'arte in tedesco (1ª edizione, 2006) pubblicato da Hirmer, in hardcover con sovraccoperta e astuccio, 452 pagine.
Descrizione del venditore
Ursula (Ursula Schultze-Bluhm, 1921–1999), la cui potenza creativa Jean Dubuffet aveva già scoperto nel 1954 per il leggendario Musée de l’art brut, realizzò le sue enigmatiche rappresentazioni della figura in dipinti sapientemente costruiti, che variavano prevalentemente in tonalità ricche o morbide.
«Costringo le mie visioni della realtà – sono completamente artificiale», così l'artista descriveva i suoi lavori, in cui ricordi, associazioni e bizzarre fantasie si uniscono spesso a elementi mitologici in creazioni che nella storia dell’arte hanno assunto un proprio posto autonomo. Nello spettro tra gaia allegria, sensualità e demonismo, si assemblano a volte figure sontuose e vivaci, altre volte fredde e irrigidite, trasformandosi in immagini di una bellezza sempre pericolosamente apparente. Oltre alla pittura, fin dalla fine degli anni cinquanta l'artista si è distinta per i suoi oggetti spesso a forma di scrigno, come maestra dell'assemblage.
Il catalogo delle opere propone un'analisi scientifica dei disegni, dipinti e oggetti di Ursula. Molte sfaccettature della sua vita e del suo lavoro sono illuminate da un vasto materiale archivistico, fotografie e scritti.
Ursula (Ursula Schultze-Bluhm, 1921–1999), la cui potenza creativa Jean Dubuffet aveva già scoperto nel 1954 per il leggendario Musée de l’art brut, realizzò le sue enigmatiche rappresentazioni della figura in dipinti sapientemente costruiti, che variavano prevalentemente in tonalità ricche o morbide.
«Costringo le mie visioni della realtà – sono completamente artificiale», così l'artista descriveva i suoi lavori, in cui ricordi, associazioni e bizzarre fantasie si uniscono spesso a elementi mitologici in creazioni che nella storia dell’arte hanno assunto un proprio posto autonomo. Nello spettro tra gaia allegria, sensualità e demonismo, si assemblano a volte figure sontuose e vivaci, altre volte fredde e irrigidite, trasformandosi in immagini di una bellezza sempre pericolosamente apparente. Oltre alla pittura, fin dalla fine degli anni cinquanta l'artista si è distinta per i suoi oggetti spesso a forma di scrigno, come maestra dell'assemblage.
Il catalogo delle opere propone un'analisi scientifica dei disegni, dipinti e oggetti di Ursula. Molte sfaccettature della sua vita e del suo lavoro sono illuminate da un vasto materiale archivistico, fotografie e scritti.

