Statua, Kaliya Mardana - mid 20th c. - 16 cm - Bronzo






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Scultura in bronzo dall'India intitolata Kaliya Mardana - metà XX secolo, dimensioni 16 × 7,5 × 5,2 cm, in buono stato e non firmata.
Descrizione del venditore
Krishna che danza sul serpente Kaliya
India
Metà del XX secolo
Bronzo
Dimensioni: 16 × 7,5 × 5,2 cm
Bella statuetta in bronzo che rappresenta Krishna che danza sulla naga Kaliya, episodio celebre dell’infanzia del dio narrato nella tradizione vaisnava e conosciuto nell’iconografia indiana con il nome di Kaliya Mardana, «la sottomissione di Kaliya».
Krishna è raffigurato in una postura danzante particolarmente dinamica, il corpo animato da una forte torsione. Un piede poggia sul cappuccio del serpente mentre l’altro è sollevato e piegato. Questa postura traduce il momento in cui il giovane dio, dopo aver affrontato il gigantesco naga, danza sulle sue teste per spezzarne l’orgoglio e neutralizzare il suo veleno.
Secondo il racconto tradizionale, Kaliya aveva stabilito la sua dimora nelle acque del Yamuna, che avvelenava con il suo potente veleno. Krishna s’immise nel fiume e affrontò il serpente che tentò di strangolarlo nei suoi anelli. Liberatosi dalla sua stretta, il dio balzò sui suoi cappucci e cominciò a danzare su di essi. Vinto, Kaliya si sottomise infine a Krishna, che gli risparmiò la vita e gli ordinò di lasciare il fiume.
La scultura trasportra questo episodio narrativo in una composizione verticale ingegnosa. Il corpo del naga si eleva dalla base in una lunga curva ondulante, seguendo tutta la figura di Krishna. Il dio ne afferra la parte superiore con una mano, mentre il serpente si richiude a livello inferiore prima di raggiungere la creatura posta sotto il suo piede. Questa linea sinuosa incornicia Krishna e ne accentua il movimento della danza.
Il volto del serpente è fortemente stilizzato, mentre il corpo è attraversato da profonde incisioni trasversali che evocano le scaglie e gli anelli del rettile.
Il bronzo presenta una patina calda bruno dorata, più scura nelle pieghe e più chiara sulle rilievi naturalmente lucidi. Le tracce d’uso, piccole irregolarità di fusione e variazioni di superficie partecipano al carattere dell’opera. Buono stato generale.
Il venditore si racconta
Krishna che danza sul serpente Kaliya
India
Metà del XX secolo
Bronzo
Dimensioni: 16 × 7,5 × 5,2 cm
Bella statuetta in bronzo che rappresenta Krishna che danza sulla naga Kaliya, episodio celebre dell’infanzia del dio narrato nella tradizione vaisnava e conosciuto nell’iconografia indiana con il nome di Kaliya Mardana, «la sottomissione di Kaliya».
Krishna è raffigurato in una postura danzante particolarmente dinamica, il corpo animato da una forte torsione. Un piede poggia sul cappuccio del serpente mentre l’altro è sollevato e piegato. Questa postura traduce il momento in cui il giovane dio, dopo aver affrontato il gigantesco naga, danza sulle sue teste per spezzarne l’orgoglio e neutralizzare il suo veleno.
Secondo il racconto tradizionale, Kaliya aveva stabilito la sua dimora nelle acque del Yamuna, che avvelenava con il suo potente veleno. Krishna s’immise nel fiume e affrontò il serpente che tentò di strangolarlo nei suoi anelli. Liberatosi dalla sua stretta, il dio balzò sui suoi cappucci e cominciò a danzare su di essi. Vinto, Kaliya si sottomise infine a Krishna, che gli risparmiò la vita e gli ordinò di lasciare il fiume.
La scultura trasportra questo episodio narrativo in una composizione verticale ingegnosa. Il corpo del naga si eleva dalla base in una lunga curva ondulante, seguendo tutta la figura di Krishna. Il dio ne afferra la parte superiore con una mano, mentre il serpente si richiude a livello inferiore prima di raggiungere la creatura posta sotto il suo piede. Questa linea sinuosa incornicia Krishna e ne accentua il movimento della danza.
Il volto del serpente è fortemente stilizzato, mentre il corpo è attraversato da profonde incisioni trasversali che evocano le scaglie e gli anelli del rettile.
Il bronzo presenta una patina calda bruno dorata, più scura nelle pieghe e più chiara sulle rilievi naturalmente lucidi. Le tracce d’uso, piccole irregolarità di fusione e variazioni di superficie partecipano al carattere dell’opera. Buono stato generale.
