Java Bronzo Ghanta - Java - XIX secolo - 15.5 cm






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Ghanta - Java - 19° secolo è una campana rituale in bronzo con manico Singa, altezza 15,5 cm e diametro 6,5 cm, cultura Java, autenticità originale, buono stato, proveniente da una collezione privata in Belgio, ora parte della Kanaka The Collection, Portogallo.
Descrizione del venditore
Cloche rituelle Ghanta con Singa
Indonesia, probabilmente isola di Giava
XIX secolo o anteriore
Lega di rame (bronzo fuso a cera persa) con importanti concrezioni di ossidi di ferro.
Dimensioni : Altezza : 15,5 cm x Diametro : 6,5 cm.
Questa opera testimonia la sopravvivenza della tradizione metallurgica di influenza indu-buddista a Giava. L’artigiano la reinterpreta qui in chiave provinciale ed espressionista i canoni formali delle grandi epoche classiche medievali dell’arte giavanese centrale e orientale.
La campana è sormontata da un manico ornato da una figura scolpita in alto rilievo. La parte inferiore del vestito presenta un profilo leggermente svasato, ritmato da una serie di cornici orizzontali concenriche in leggero rilievo alla base. L’épaulement del vestito si distingue per una discreta frangia di motivi geometrici stilizzati.
La maniglia di presa adotta la forma di un Singa (leone mitologico dell’area giavanese), raffigurato in posizione semi-umanoidi. La creatura è raffigurata in piedi sulle zampe posteriori, eretta su un plinto circolare fustellato. Il corpo robusto mostra un trattamento stilizzato della muscolatura. La testa presenta i tratti caratteristici della bestia guardiana con grandi occhi globulari, mascelle massicce dai denti prominenti e una criniera testurizzata in volute spesse. Le sue braccia anteriori sono vigorosamente sollevate verso l’alto, un gesto apotropaico tradizionale volto a respingere le influenze nefaste. La sommità della testa del Singa è coronata da una protuberanza che prosegue in un importante anello di sospensione di profilo circolare. Questo anello serviva per farne scorrere e legare un cordoncino di sospensione.
Stato di conservazione: Ossidazione superficiale marcata, presenza di una crosta di alterazione ferruginosa dall’aspetto terroso (probabilmente derivante da una lunga permanenza in contesto di sepoltura). Patina molto eterogenea che va dal bruno scuro all’ocra-arancio. Rotture minori. L’elevata presenza di ossidazione del ferro su un alluminio di rame testimonia condizioni particolari di esposizione o abbandono del pezzo, conferendogli oggi questo aspetto archeologico e grezzo, che maschera la finezza originaria della cesellatura sotto una crosta minerale viva.
Provenienza: Kanaka The Collection, Portogallo
Il venditore si racconta
Cloche rituelle Ghanta con Singa
Indonesia, probabilmente isola di Giava
XIX secolo o anteriore
Lega di rame (bronzo fuso a cera persa) con importanti concrezioni di ossidi di ferro.
Dimensioni : Altezza : 15,5 cm x Diametro : 6,5 cm.
Questa opera testimonia la sopravvivenza della tradizione metallurgica di influenza indu-buddista a Giava. L’artigiano la reinterpreta qui in chiave provinciale ed espressionista i canoni formali delle grandi epoche classiche medievali dell’arte giavanese centrale e orientale.
La campana è sormontata da un manico ornato da una figura scolpita in alto rilievo. La parte inferiore del vestito presenta un profilo leggermente svasato, ritmato da una serie di cornici orizzontali concenriche in leggero rilievo alla base. L’épaulement del vestito si distingue per una discreta frangia di motivi geometrici stilizzati.
La maniglia di presa adotta la forma di un Singa (leone mitologico dell’area giavanese), raffigurato in posizione semi-umanoidi. La creatura è raffigurata in piedi sulle zampe posteriori, eretta su un plinto circolare fustellato. Il corpo robusto mostra un trattamento stilizzato della muscolatura. La testa presenta i tratti caratteristici della bestia guardiana con grandi occhi globulari, mascelle massicce dai denti prominenti e una criniera testurizzata in volute spesse. Le sue braccia anteriori sono vigorosamente sollevate verso l’alto, un gesto apotropaico tradizionale volto a respingere le influenze nefaste. La sommità della testa del Singa è coronata da una protuberanza che prosegue in un importante anello di sospensione di profilo circolare. Questo anello serviva per farne scorrere e legare un cordoncino di sospensione.
Stato di conservazione: Ossidazione superficiale marcata, presenza di una crosta di alterazione ferruginosa dall’aspetto terroso (probabilmente derivante da una lunga permanenza in contesto di sepoltura). Patina molto eterogenea che va dal bruno scuro all’ocra-arancio. Rotture minori. L’elevata presenza di ossidazione del ferro su un alluminio di rame testimonia condizioni particolari di esposizione o abbandono del pezzo, conferendogli oggi questo aspetto archeologico e grezzo, che maschera la finezza originaria della cesellatura sotto una crosta minerale viva.
Provenienza: Kanaka The Collection, Portogallo
