De Lorris / De meung - Le romant de la rose - 1969





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Il romant di La Rosa, 1969, éditions de l’ibis
Rara riunione dei 2 volumi in-4, in una cassetta editoriale.
Si trova di solito un solo volume o l’edizione del 1981.
• Rilegatura editoriale: piena basana havane, dorso a nervi ornato di filetti e titolo dorato, piatti decorati da un ampio cornice di filetti e fregi a freddo, testa dorata.
Al centro del primo piatto: placchetta in rilievo imitazione avorio raffigurante per uno una coppia di amanti in un frutteto e per l’altro una figura allegorica, nel gusto delle rilegature del XV secolo.
Volumi principali: il testo del Roman de la Rose stampato secondo i caratteri dell’edizione incunabula di Jehan du Pré (fine XV secolo).
4 volumi accompagnanti: 2 libretti rilegati in mezzabava reproducenti la traduzione in francese moderno di Pierre Marteau (Orléans, 1878).
2 Suite delle illustrazioni: suite al tratto (disegni in bianco e nero) di tutte le composizioni di André Hubert, in una custodia separata.
Tiratura:
Questo fa parte delle 171 copie comprendenti la suite delle illustrazioni.
Illustrazioni: composizioni di André Hubert, miniaturista e maestro vetraio, impreziosite con stencil e numerosi cornici floreali policromi e dorati che imitano manoscritti miniati e l’incunabulo di Jehan du Pré. Colorazione eseguita a mano nell’atelier delle Éditions de l’Ibis.
Stato: esemplare molto buono, lievi abrasioni sui cofanetti
Capolavoro della letteratura francese del XIII secolo e uno dei testi medievali più diffusi (quasi 300 manoscritti conservati), il Roman de la Rose è un lungo poema allegorico di oltre 21 700 versi octosillabi, scritto in due tempi da due autori con sensibilità opposte.
Prima parte – Guillaume de Lorris (circa 1230-1235)
Circa 4 000 versi.
Il narratore racconta un sogno fatto a vent’anni. Scopre un parabioso giardino terrestre (il giardino di Déduit) circondato da un muro ornato delle figure dei vizi. All’interno incontra le allegorie dell’amore cortese: Bellezza, Cortesia, Franchezza, Bel Accoglimento…
Dinanzi alla fontana di Narciso, intravede un bocciolo di rosa di bellezza perfetta – simbolo della dama amata e della femminilità. Il dio Amore lo ferisce con le sue frecce. Inizia così la ricerca amorosa, fatta di avanzamenti e ritiri, finché la Gelosia costruisce una fortezza attorno alla rosa e intralcima Bel Accoglimento. L’Amante resta disperato.
Questa prima parte è un vero e proprio « arte d’amare » cortese, elegante, idealista e psicologica, nella pura tradizione della fin’amor.
Seconda parte – Jean de Meung (Jean Chopinel, circa 1269-1280)
Più di 17 700 versi.
Jean de Meung riprende la narrazione dove Guillaume l’aveva lasciata, ma cambia radicalmente tono e ambizione. Il poema diventa una vasta enciclopedia satirica e filosofica: discorsi di Ragione, di Natura, di Genio, di Vecchia…
Vi si trattano l’amore, la sessualità, il matrimonio, la religione, la scienza, il potere, la misoginia e il libero arbitrio. L’ideale cortese cede il passo a una verve gauloise, ironica e spesso provocante. L’Amante finisce per cogliere la rosa, in una scena di conquista esplicitamente sessuale.
Questa dualità (cortesia raffinata / satira enciclopedica) ha fatto del Roman de la Rose un testo fondante, ammirato, imitato, discusso e talvolta vivamente criticato (la celebre « Querelle du Roman de la Rose » agli inizi del XV secolo, con Christine de Pizan). Ha influenzato profondamente la letteratura europea, da Dante a Chaucer.
Il romant di La Rosa, 1969, éditions de l’ibis
Rara riunione dei 2 volumi in-4, in una cassetta editoriale.
Si trova di solito un solo volume o l’edizione del 1981.
• Rilegatura editoriale: piena basana havane, dorso a nervi ornato di filetti e titolo dorato, piatti decorati da un ampio cornice di filetti e fregi a freddo, testa dorata.
Al centro del primo piatto: placchetta in rilievo imitazione avorio raffigurante per uno una coppia di amanti in un frutteto e per l’altro una figura allegorica, nel gusto delle rilegature del XV secolo.
Volumi principali: il testo del Roman de la Rose stampato secondo i caratteri dell’edizione incunabula di Jehan du Pré (fine XV secolo).
4 volumi accompagnanti: 2 libretti rilegati in mezzabava reproducenti la traduzione in francese moderno di Pierre Marteau (Orléans, 1878).
2 Suite delle illustrazioni: suite al tratto (disegni in bianco e nero) di tutte le composizioni di André Hubert, in una custodia separata.
Tiratura:
Questo fa parte delle 171 copie comprendenti la suite delle illustrazioni.
Illustrazioni: composizioni di André Hubert, miniaturista e maestro vetraio, impreziosite con stencil e numerosi cornici floreali policromi e dorati che imitano manoscritti miniati e l’incunabulo di Jehan du Pré. Colorazione eseguita a mano nell’atelier delle Éditions de l’Ibis.
Stato: esemplare molto buono, lievi abrasioni sui cofanetti
Capolavoro della letteratura francese del XIII secolo e uno dei testi medievali più diffusi (quasi 300 manoscritti conservati), il Roman de la Rose è un lungo poema allegorico di oltre 21 700 versi octosillabi, scritto in due tempi da due autori con sensibilità opposte.
Prima parte – Guillaume de Lorris (circa 1230-1235)
Circa 4 000 versi.
Il narratore racconta un sogno fatto a vent’anni. Scopre un parabioso giardino terrestre (il giardino di Déduit) circondato da un muro ornato delle figure dei vizi. All’interno incontra le allegorie dell’amore cortese: Bellezza, Cortesia, Franchezza, Bel Accoglimento…
Dinanzi alla fontana di Narciso, intravede un bocciolo di rosa di bellezza perfetta – simbolo della dama amata e della femminilità. Il dio Amore lo ferisce con le sue frecce. Inizia così la ricerca amorosa, fatta di avanzamenti e ritiri, finché la Gelosia costruisce una fortezza attorno alla rosa e intralcima Bel Accoglimento. L’Amante resta disperato.
Questa prima parte è un vero e proprio « arte d’amare » cortese, elegante, idealista e psicologica, nella pura tradizione della fin’amor.
Seconda parte – Jean de Meung (Jean Chopinel, circa 1269-1280)
Più di 17 700 versi.
Jean de Meung riprende la narrazione dove Guillaume l’aveva lasciata, ma cambia radicalmente tono e ambizione. Il poema diventa una vasta enciclopedia satirica e filosofica: discorsi di Ragione, di Natura, di Genio, di Vecchia…
Vi si trattano l’amore, la sessualità, il matrimonio, la religione, la scienza, il potere, la misoginia e il libero arbitrio. L’ideale cortese cede il passo a una verve gauloise, ironica e spesso provocante. L’Amante finisce per cogliere la rosa, in una scena di conquista esplicitamente sessuale.
Questa dualità (cortesia raffinata / satira enciclopedica) ha fatto del Roman de la Rose un testo fondante, ammirato, imitato, discusso e talvolta vivamente criticato (la celebre « Querelle du Roman de la Rose » agli inizi del XV secolo, con Christine de Pizan). Ha influenzato profondamente la letteratura europea, da Dante a Chaucer.

