Tijs Dragtsma (1992) - A Face Kept in Light






Laurea magistrale in Cinema e Arti Visive; curatore, scrittore e ricercatore esperto.
Tutela degli acquirenti Catawiki
Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli
Trustpilot 4.4 | 142824 recensioni
Valutato Eccellente su Trustpilot.
Un ritratto originale in tecnica mista unico di Tijs Dragtsma, A Face Kept in Light, su vetro acrilico in bianco e nero, 51 × 51 cm, del 2026, firmato, dall'Olanda, venduto con cornice, in condizioni eccellenti, parte della serie Art with Scratch, direttamente dall'artista.
Descrizione del venditore
A Face Kept in Light inizia dove finiscono la maggior parte dei ritratti, nel buio. Da un campo nero ininterrotto, solo una parte del volto della tigre è autorizzata a emergere, un occhio, la posizione di un orecchio, l’architettura delle strisce sulla fronte, un respiro di baffi che riflette la luce. L’altra metà rimane dove è iniziata, ripiegata nel nero, come se l’animale avesse accettato di essere visto solo a metà.
Niente qui è dipinto o stampato. L’immagine è graffiata sulla superficie del vetro acrilico, costruita tramite danni superficiali controllati piuttosto che pigmento, un campo di segni individuali che l’occhio riapparecchia in pelliccia, muscoli e sguardo. Quello che da vicino sembra pennellata, a distanza reale è struttura: danno organizzato in un volto.
La tigre ha sempre portato questa doppia natura, pazienza e violenza trattenute nello stesso corpo, camuffamento e presenza inconfondibile nello stesso manto. Qui quella dualità diventa l’intera composizione. Le strisce che dovrebbero contrassegnare l’animale segnano invece il confine tra visibile e nascosto, così l’opera diventa tanto su ciò che resta non visto quanto su ciò che è mostrato.
La luce non crea questa immagine. La affila. Le graffiature conservo la loro forma alla luce ambientale e si approfondiscono solo sotto una fonte diretta, il contrasto si serrà, il pelo sembra respirare. Colta da dall’altra parte della stanza, il volto si legge come un unico gesto monumentale, basso e vigile nell’oscurità. Da vicino, si dissolve nei countless piccoli atti di rimozione che la formarono.
Si legge in modo diverso da ogni angolazione senza mai perdere la tigre sottostante, come un animale al buio che passa tra ombra e riconoscimento a seconda di quanto a lungo lo guardi. Quell’instabilità è deliberata, un ritratto che rifiuta di dichiararsi completamente, più una memoria di una tigre che una fotografia di una.
A Face Kept in Light prosegue la serie Art with Scratch di Tijs Dragtsma, in cui l’immagine è costruita attraverso danni superficiali controllati piuttosto che pigmento o stampa. Questo lavoro è unico.
"La metà del viso basta, se l’oscurità trattiene il resto."
About Art with Scratch
Art with Scratch è un corpus di opere in cui l’immagine non è disegnata, ma liberata. Incisa linea per linea in una superficie nera profonda, ogni lavoro emerge attraverso innumerevoli graffi precisi che catturano la luce e tirano fuori la forma dall’oscurità.
Da una distanza, l’immagine appare quasi fotografica. Potente, riconoscibile e piena di presenza. Eppure da vicino l’opera si dissolve in un fitto campo di segni individuali. Sottile, fragile e quasi senza peso. Ciò che sembrava solido si rivela come una delicata rete di linee, oguna un gesto deliberato, oguna essenziale per l’insieme.
La luce non crea l’immagine. La affila. La superficie nera assorbe, mentre le linee graffiate riflettono. Mentre la luce si sposta sulla superficie, l’immagine respira. Da un’angolazione la figura rimane chiara e definita. Da un’altra si ammorbidisce e torna verso l’oscurità da cui proviene, senza mai sparire. Sotto una luce puntata, il contrasto si approfondisce e l’immagine assume una qualità scultorea, quasi luminosa.
Ciò che rende questo medium così affascinante è la sua quieta tensione. L’atto del graffiare è diretto e irreversibile. Ogni linea è una decisione che non può essere annullata. Eppure il risultato non è aspro. È intimo, atmosferico e vivo di movimento. La durezza diventa morbidezza. La distruzione diventa creazione. L’assenza diventa presenza.
In opere come questo ritratto, la figura non è mai completamente fissata. Attraverso l’interazione di linea, luce e ombra, l’immagine cambia con la prospettiva e l’atmosfera. In certi momenti, il soggetto sembra avanzare dal buio. In altri, si placa e torna all’immobilità. È in quel movimento, tra nitidezza e calma, che l’opera prende vita.
Come tutti i materiali toccati dal tempo, anche la superficie porta una sua quieta vita. Ogni graffio contiene un momento, un respiro, un gesto. Insieme formano non solo un’immagine, ma una presenza, una presenza che continua a rivelarsi ad ogni cambiamento di luce.
About the Artist
Mi chiamo Tijs Dragtsma, fondatore di TD Fine Art Studio.
Come artista, sono guidato dal costante desiderio di esplorare nuovi linguaggi visivi. Non vedo l’arte come uno stile fisso, ma come un campo di scoperta in evoluzione in cui materiale, struttura, luce ed emozione si incontrano.
Il mio lavoro spesso inizia da una domanda semplice. Come può un materiale parlare in un modo nuovo. Come può la durezza diventare intimità. Come può la precisione creare emozione. Quella ricerca è al cuore di tutto ciò che creo.
All’interno di TD Fine Art Studio, ogni corpo di lavoro è affrontato come un proprio mondo, con la sua logica, atmosfera e identità visiva. Alcune opere nascono attraverso ritmo, ripetizione e struttura. Altre emergono attraverso assenza, ombra, riflessione o tensione. Ciò che le collega è un impegno condiviso per originalità, chiarezza e presenza emotiva.
Sono affascinato dal contrasto. Tra forza e fragilità. Tra controllo e sentimento. Tra ciò che è visibile e ciò che resta aperto all’interpretazione. Il mio obiettivo non è semplicemente creare un’immagine, ma forgiare un’opera che trattenga l’attenzione, inviti alla riflessione e continui a rivelarsi nel tempo.
TD Fine Art Studio è lo spazio in cui queste esplorazioni si raccolgono. Non è solo uno studio, ma un universo artistico in evoluzione plasmato dalla curiosità, dalla precisione e dall’ambizione di creare opere che sembrino distintive, intenzionali e vive.
A Face Kept in Light inizia dove finiscono la maggior parte dei ritratti, nel buio. Da un campo nero ininterrotto, solo una parte del volto della tigre è autorizzata a emergere, un occhio, la posizione di un orecchio, l’architettura delle strisce sulla fronte, un respiro di baffi che riflette la luce. L’altra metà rimane dove è iniziata, ripiegata nel nero, come se l’animale avesse accettato di essere visto solo a metà.
Niente qui è dipinto o stampato. L’immagine è graffiata sulla superficie del vetro acrilico, costruita tramite danni superficiali controllati piuttosto che pigmento, un campo di segni individuali che l’occhio riapparecchia in pelliccia, muscoli e sguardo. Quello che da vicino sembra pennellata, a distanza reale è struttura: danno organizzato in un volto.
La tigre ha sempre portato questa doppia natura, pazienza e violenza trattenute nello stesso corpo, camuffamento e presenza inconfondibile nello stesso manto. Qui quella dualità diventa l’intera composizione. Le strisce che dovrebbero contrassegnare l’animale segnano invece il confine tra visibile e nascosto, così l’opera diventa tanto su ciò che resta non visto quanto su ciò che è mostrato.
La luce non crea questa immagine. La affila. Le graffiature conservo la loro forma alla luce ambientale e si approfondiscono solo sotto una fonte diretta, il contrasto si serrà, il pelo sembra respirare. Colta da dall’altra parte della stanza, il volto si legge come un unico gesto monumentale, basso e vigile nell’oscurità. Da vicino, si dissolve nei countless piccoli atti di rimozione che la formarono.
Si legge in modo diverso da ogni angolazione senza mai perdere la tigre sottostante, come un animale al buio che passa tra ombra e riconoscimento a seconda di quanto a lungo lo guardi. Quell’instabilità è deliberata, un ritratto che rifiuta di dichiararsi completamente, più una memoria di una tigre che una fotografia di una.
A Face Kept in Light prosegue la serie Art with Scratch di Tijs Dragtsma, in cui l’immagine è costruita attraverso danni superficiali controllati piuttosto che pigmento o stampa. Questo lavoro è unico.
"La metà del viso basta, se l’oscurità trattiene il resto."
About Art with Scratch
Art with Scratch è un corpus di opere in cui l’immagine non è disegnata, ma liberata. Incisa linea per linea in una superficie nera profonda, ogni lavoro emerge attraverso innumerevoli graffi precisi che catturano la luce e tirano fuori la forma dall’oscurità.
Da una distanza, l’immagine appare quasi fotografica. Potente, riconoscibile e piena di presenza. Eppure da vicino l’opera si dissolve in un fitto campo di segni individuali. Sottile, fragile e quasi senza peso. Ciò che sembrava solido si rivela come una delicata rete di linee, oguna un gesto deliberato, oguna essenziale per l’insieme.
La luce non crea l’immagine. La affila. La superficie nera assorbe, mentre le linee graffiate riflettono. Mentre la luce si sposta sulla superficie, l’immagine respira. Da un’angolazione la figura rimane chiara e definita. Da un’altra si ammorbidisce e torna verso l’oscurità da cui proviene, senza mai sparire. Sotto una luce puntata, il contrasto si approfondisce e l’immagine assume una qualità scultorea, quasi luminosa.
Ciò che rende questo medium così affascinante è la sua quieta tensione. L’atto del graffiare è diretto e irreversibile. Ogni linea è una decisione che non può essere annullata. Eppure il risultato non è aspro. È intimo, atmosferico e vivo di movimento. La durezza diventa morbidezza. La distruzione diventa creazione. L’assenza diventa presenza.
In opere come questo ritratto, la figura non è mai completamente fissata. Attraverso l’interazione di linea, luce e ombra, l’immagine cambia con la prospettiva e l’atmosfera. In certi momenti, il soggetto sembra avanzare dal buio. In altri, si placa e torna all’immobilità. È in quel movimento, tra nitidezza e calma, che l’opera prende vita.
Come tutti i materiali toccati dal tempo, anche la superficie porta una sua quieta vita. Ogni graffio contiene un momento, un respiro, un gesto. Insieme formano non solo un’immagine, ma una presenza, una presenza che continua a rivelarsi ad ogni cambiamento di luce.
About the Artist
Mi chiamo Tijs Dragtsma, fondatore di TD Fine Art Studio.
Come artista, sono guidato dal costante desiderio di esplorare nuovi linguaggi visivi. Non vedo l’arte come uno stile fisso, ma come un campo di scoperta in evoluzione in cui materiale, struttura, luce ed emozione si incontrano.
Il mio lavoro spesso inizia da una domanda semplice. Come può un materiale parlare in un modo nuovo. Come può la durezza diventare intimità. Come può la precisione creare emozione. Quella ricerca è al cuore di tutto ciò che creo.
All’interno di TD Fine Art Studio, ogni corpo di lavoro è affrontato come un proprio mondo, con la sua logica, atmosfera e identità visiva. Alcune opere nascono attraverso ritmo, ripetizione e struttura. Altre emergono attraverso assenza, ombra, riflessione o tensione. Ciò che le collega è un impegno condiviso per originalità, chiarezza e presenza emotiva.
Sono affascinato dal contrasto. Tra forza e fragilità. Tra controllo e sentimento. Tra ciò che è visibile e ciò che resta aperto all’interpretazione. Il mio obiettivo non è semplicemente creare un’immagine, ma forgiare un’opera che trattenga l’attenzione, inviti alla riflessione e continui a rivelarsi nel tempo.
TD Fine Art Studio è lo spazio in cui queste esplorazioni si raccolgono. Non è solo uno studio, ma un universo artistico in evoluzione plasmato dalla curiosità, dalla precisione e dall’ambizione di creare opere che sembrino distintive, intenzionali e vive.
