Jeanne Gaudière (XX-XXI) - Presence






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Presence è un dipinto acrilico originale di Jeanne Gaudière (Germania), periodo 2010–2020, 30 × 30 cm, firma a mano, in eccellente stato, ritratto di un galgo visto di schiena.
Descrizione del venditore
Presence
Un levrierino grigio solitary sta di schiena allo spettatore, completamente assorbito nel proprio mondo. Raffigurat0 in tonalità carbone su uno sfondo beige smorzato, la figura possiede una immediata sensazione di quiete, eppure la sua apparente semplicità nasconde qualcosa di più elusivo.
L’assenza di una volto è deliberata. Non c’è uno sguardo da incontrare né un’espressione con cui entrare nella figura. Invece, lo spettatore è lasciato con la postura, la silhouette e la presenza. Il levriere diventa contemporaneamente animale e simbolo, suggerendo un mondo interiore che rimane inaccessibile ma inequivocabilmente vivo.
Una piccola stella interrompe l’oscurità della figura, introducendo un momento di luce in una composizione altrimenti contenuta. Diventa un punto di mistero, suggerendo la vita invisibile custodita sotto la superficie mentre funge da sello ricorrente all’interno della serie unaware di Gaudière.
Presence considera la quieta dignità dell’esistere senza la necessità di essere testimoniate. Il levriere non si volta verso di noi, né cerca riconoscimento. La sua indifferenza diventa una forma di libertà: uno stato dell’essere completamente presente senza improvvisazione.
In questo rifiuto di essere visto, l’opera trova il proprio soggetto. Presence non dipende dalla visibilità. Si trova semplicemente nello stare.
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Jeanne Gaudière
Jeanne Gaudière è un’artista autodidatta con base ad Amburgo il cui lavoro è incentrato sul levriero, soggetto che l’ha accompagnata sin dall’infanzia. Attratta dall’eleganza silenziosa dell’animale, dalla forma allungata e dalla riserva istintiva, Gaudière ha gradualmente trasformato questa fascinazione duratura in un linguaggio visivo proprio.
La sua serie ongoing unaware considera la presenza, la solitudine e la vita interna invisibile degli altri esseri. Il levriere diventa molto più di un animale raffigurato: è una figura di ritorno, un quieto simbolo di riconoscimento e di ritrovare la propria strada verso qualcosa di istintivo e profondamente familiare.
Le composizioni di Gaudière sono deliberatamente contenute. Fondi pallidi sono interrotti da forme scure, quasi silhouette, creando una tensione tra luce e ombra che ricorda i paradossi visivi de L’Empire des lumières di René Magritte. Qui, luce del giorno e notte convivono nello stesso spazio pittorico. La stella ricorrente introduce una piccola rottura in questa immobilità, al contempo dettaglio atmosferico e firma personale.
Presentando il levriere di schiena e trattenendo il volto, Gaudière si allontana dalla ritrattistica convenzionale. L’identità non è più comunicata attraverso espressione o sguardo, ma attraverso la postura, la presenza e lo spazio occupato dalla figura. Le sue pitture abitano la soglia tra ritratto e simbolo, specificità e astrazione, invitando lo spettatore a considerare ciò che resta invisibile.
Al cuore della pratica di Gaudière c’è una proposizione semplice ma avvincente: l’esistenza non richiede riconoscimento. Il levriere non si esibisce per lo spettatore. Occupa semplicemente il proprio mondo, completamente al suo interno.
Havisham & Co.
Presentato da Havisham & Co., rappresentando artisti le cui pratiche conservano e reinterpretano il linguaggio della pittura europea.
Instagram: @havishamandco
www.havishamandco.com
Le spedizioni internazionali possono essere soggette a dazi doganali e tasse di importazione, che sono determinati dalle autorità locali e sono a carico dell’acquirente.
Il venditore si racconta
Presence
Un levrierino grigio solitary sta di schiena allo spettatore, completamente assorbito nel proprio mondo. Raffigurat0 in tonalità carbone su uno sfondo beige smorzato, la figura possiede una immediata sensazione di quiete, eppure la sua apparente semplicità nasconde qualcosa di più elusivo.
L’assenza di una volto è deliberata. Non c’è uno sguardo da incontrare né un’espressione con cui entrare nella figura. Invece, lo spettatore è lasciato con la postura, la silhouette e la presenza. Il levriere diventa contemporaneamente animale e simbolo, suggerendo un mondo interiore che rimane inaccessibile ma inequivocabilmente vivo.
Una piccola stella interrompe l’oscurità della figura, introducendo un momento di luce in una composizione altrimenti contenuta. Diventa un punto di mistero, suggerendo la vita invisibile custodita sotto la superficie mentre funge da sello ricorrente all’interno della serie unaware di Gaudière.
Presence considera la quieta dignità dell’esistere senza la necessità di essere testimoniate. Il levriere non si volta verso di noi, né cerca riconoscimento. La sua indifferenza diventa una forma di libertà: uno stato dell’essere completamente presente senza improvvisazione.
In questo rifiuto di essere visto, l’opera trova il proprio soggetto. Presence non dipende dalla visibilità. Si trova semplicemente nello stare.
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Jeanne Gaudière
Jeanne Gaudière è un’artista autodidatta con base ad Amburgo il cui lavoro è incentrato sul levriero, soggetto che l’ha accompagnata sin dall’infanzia. Attratta dall’eleganza silenziosa dell’animale, dalla forma allungata e dalla riserva istintiva, Gaudière ha gradualmente trasformato questa fascinazione duratura in un linguaggio visivo proprio.
La sua serie ongoing unaware considera la presenza, la solitudine e la vita interna invisibile degli altri esseri. Il levriere diventa molto più di un animale raffigurato: è una figura di ritorno, un quieto simbolo di riconoscimento e di ritrovare la propria strada verso qualcosa di istintivo e profondamente familiare.
Le composizioni di Gaudière sono deliberatamente contenute. Fondi pallidi sono interrotti da forme scure, quasi silhouette, creando una tensione tra luce e ombra che ricorda i paradossi visivi de L’Empire des lumières di René Magritte. Qui, luce del giorno e notte convivono nello stesso spazio pittorico. La stella ricorrente introduce una piccola rottura in questa immobilità, al contempo dettaglio atmosferico e firma personale.
Presentando il levriere di schiena e trattenendo il volto, Gaudière si allontana dalla ritrattistica convenzionale. L’identità non è più comunicata attraverso espressione o sguardo, ma attraverso la postura, la presenza e lo spazio occupato dalla figura. Le sue pitture abitano la soglia tra ritratto e simbolo, specificità e astrazione, invitando lo spettatore a considerare ciò che resta invisibile.
Al cuore della pratica di Gaudière c’è una proposizione semplice ma avvincente: l’esistenza non richiede riconoscimento. Il levriere non si esibisce per lo spettatore. Occupa semplicemente il proprio mondo, completamente al suo interno.
Havisham & Co.
Presentato da Havisham & Co., rappresentando artisti le cui pratiche conservano e reinterpretano il linguaggio della pittura europea.
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Le spedizioni internazionali possono essere soggette a dazi doganali e tasse di importazione, che sono determinati dalle autorità locali e sono a carico dell’acquirente.
