Bruno Fert (1971) - Feu. Méditerranée Centrale






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Bruno Fert (1971) Feu. Méditerranée Centrale, stampa digitale Fine Art del 2017 su carta Hahnemühle Ultrasmooth, 40 × 50 cm, firma a mano.
Descrizione del venditore
Bruno FERT (Nato nel 1971)
Fu. Mediterranea Centrale, 2017
Stampa Fine Art su carta Hahnemühle Ultrasmooth,
titolo e data iscritti, firmato a matita nel margine
32 x 25,5 cm (40 x 50 cm)
In Mediterraneo, al largo delle coste libiche, una barca brucia. Disparirà come migliaia di esistenze divorate dalle onde prima di poter raggiungere le luci di un orizzonte migliore. I luoghi che fotograf o crescono sulle rotte che percorrono gli esiliati che sognano l’Europa. Lì cerco le cicatrici e le tracce lasciate nei paesaggi: alcuni ciottoli riuniti in una foresta sull’isola di Samo testimoniano traiettorie di vite brutalmente interrotte. Altrove, sono i resti di giubbotti di salvataggio dalle tinte consumate dal sole a raccontarci un attraversamento faticoso. Si immaginano sagome scendere da una barca per correre all’abri degli arbusti che disfano gli indizi del loro viaggio clandestino. Navi trattenute e numerate dalla polizia di frontiera giacciono immobili sulla terra ferma. Arrivati in Italia, alcuni scrivono a carbone frammenti della loro storia sui muri di una casa abbandonata nel paese di Case Gina. Altri, si liberano dei loro vestiti logori una volta oltrepassati i fili spinati della frontiera francese sopra Mentone.
Mentre il nostro mondo si erige di barriere e muri, ne emergono altrettante brecce attraverso cui uomini e donne transitano o periscono.
Bruno Fert — Fotografo documentarista
Bruno Fert sviluppa un’opera profondamente umanista dedicata all’esilio, alle migrazioni e ai territori attraversati. Dai villaggi palestinesi scomparsi ai rifugi precari dei migranti, fotografa meno l’evento che le sue tracce. Con Passages, prosegue questo lavoro sulle strade dell’esilio, rivelando nei paesaggi i segni lasciati da coloro che cercano di raggiungere l’Europa. Una fotografia precisa e silenziosa, dove il paesaggio diventa portatore di memoria.
Il venditore si racconta
Bruno FERT (Nato nel 1971)
Fu. Mediterranea Centrale, 2017
Stampa Fine Art su carta Hahnemühle Ultrasmooth,
titolo e data iscritti, firmato a matita nel margine
32 x 25,5 cm (40 x 50 cm)
In Mediterraneo, al largo delle coste libiche, una barca brucia. Disparirà come migliaia di esistenze divorate dalle onde prima di poter raggiungere le luci di un orizzonte migliore. I luoghi che fotograf o crescono sulle rotte che percorrono gli esiliati che sognano l’Europa. Lì cerco le cicatrici e le tracce lasciate nei paesaggi: alcuni ciottoli riuniti in una foresta sull’isola di Samo testimoniano traiettorie di vite brutalmente interrotte. Altrove, sono i resti di giubbotti di salvataggio dalle tinte consumate dal sole a raccontarci un attraversamento faticoso. Si immaginano sagome scendere da una barca per correre all’abri degli arbusti che disfano gli indizi del loro viaggio clandestino. Navi trattenute e numerate dalla polizia di frontiera giacciono immobili sulla terra ferma. Arrivati in Italia, alcuni scrivono a carbone frammenti della loro storia sui muri di una casa abbandonata nel paese di Case Gina. Altri, si liberano dei loro vestiti logori una volta oltrepassati i fili spinati della frontiera francese sopra Mentone.
Mentre il nostro mondo si erige di barriere e muri, ne emergono altrettante brecce attraverso cui uomini e donne transitano o periscono.
Bruno Fert — Fotografo documentarista
Bruno Fert sviluppa un’opera profondamente umanista dedicata all’esilio, alle migrazioni e ai territori attraversati. Dai villaggi palestinesi scomparsi ai rifugi precari dei migranti, fotografa meno l’evento che le sue tracce. Con Passages, prosegue questo lavoro sulle strade dell’esilio, rivelando nei paesaggi i segni lasciati da coloro che cercano di raggiungere l’Europa. Una fotografia precisa e silenziosa, dove il paesaggio diventa portatore di memoria.
