Philippus Verheyen - Corporis Humani Anatomiae - 1734

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Zena Chiara Masud
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Corporis humani anatomiae, due volumi di Philippus Verheyen, pubblicati a Napoli nel 1734 in latino su pergamena, Vol. I (16 pp. + 403 pp. + 40 tavole) e Vol. II (16 pp. + 348 pp. + 6 tavole), in buone condizioni con lieve Fioritura e dorso leggermente danneggiato.

Riepilogo creato con l’aiuto dell’IA

Descrizione del venditore

L'opera che vediamo nella fotografia è il Corporis humani anatomiae liber primus, cioè il “Primo libro dell'anatomia del corpo umano”, scritto in latino da Philippe Verheyen. Il frontespizio specifica che l'autore era professore di anatomia e chirurgia presso l'Università di Lovanio.

L'esemplare appartiene all'edizione pubblicata a Napoli nel 1734, con il titolo stampato in rosso e nero. La pagina presenta anche un'importante incisione con il ritratto di Verheyen, elemento che contribuisce a trasformare il libro non soltanto in uno strumento scientifico, ma anche in una testimonianza della cultura accademica dell'epoca. L'edizione del 1734 comprende due volumi e numerose tavole anatomiche incise, destinate a rappresentare visivamente le strutture del corpo umano.

Collazione e stato di preservazione
2 voll. in-4°
Vol. I:
[16] + 403 + [1] pp., [40] tav.
Vol. II:
XVI + 348 pp., [6] tav.

Ottimo stato di peservazione da segnalare lievi fioriture e il dorso lievemente danneggiato da restaurare come si evince in foto.

L'autore: Philippe Verheyen

Philippe Verheyen (1648-1710) fu un medico, chirurgo e anatomista fiammingo. Nacque a Verrebroek, nell'attuale Belgio, e compì la propria formazione soprattutto a Lovanio, dove successivamente divenne professore di anatomia e chirurgia.

La sua vicenda personale è particolarmente significativa. Prima di dedicarsi alla medicina aveva intrapreso studi filosofici e teologici con l'intenzione di entrare nel clero. Una grave malattia alla gamba provocò però una gangrena e rese necessaria l'amputazione dell'arto. Questo episodio ebbe un'importanza decisiva nella sua vita e contribuì al suo passaggio verso gli studi medici.

Verheyen arrivò così a dedicarsi allo studio diretto dell'anatomia. Nel 1693 pubblicò per la prima volta la sua Anatomiae corporis humani, opera che sarebbe stata successivamente ampliata e ristampata in numerose edizioni.

Il suo lavoro ebbe una notevole fortuna anche tra gli anatomisti delle generazioni successive. Una testimonianza interessante è quella legata ad Albrecht von Haller, uno dei grandi protagonisti della fisiologia settecentesca, che considerò con grande attenzione gli studi anatomici di Verheyen.

Lo stampatore e l'edizione napoletana

Un aspetto interessante è che il frontespizio della fotografia indica “Neapoli, MDCCXXXIV”, cioè Napoli, 1734, e specifica Publica Authoritate. Nei cataloghi bibliografici l'edizione è associata a Bernardino Gessari; la scheda bibliografica della copia conservata presso la Sapienza identifica infatti Gessari tra i collaboratori dell'edizione del 1734.

È importante però distinguere questa edizione napoletana dalle prime edizioni dell'opera. La prima pubblicazione del trattato risale infatti al 1693, a Lovanio, presso Aegidius (Gilles) Denique.

La stampa settecentesca che abbiamo davanti è quindi una riedizione, realizzata quando Verheyen era già morto da oltre vent'anni. Questo ci fa capire quanto fosse rimasta importante la sua opera nel panorama medico europeo.

Il contenuto dell'opera

Il libro è un vero e proprio trattato di anatomia umana. Verheyen cerca di descrivere il corpo attraverso un metodo sistematico, mettendo insieme le conoscenze degli anatomisti precedenti e le osservazioni più recenti.

Lo stesso titolo è molto significativo: l'autore dichiara di voler presentare le scoperte degli anatomisti antichi e moderni attraverso un metodo nuovo e facilmente comprensibile, accompagnandole con tavole incise.

La fotografia mostra infatti una delle caratteristiche più importanti del libro: l'unione tra testo e immagine. Il ritratto dell'autore e le tavole anatomiche non hanno soltanto una funzione decorativa, ma appartengono alla nuova cultura scientifica dell'epoca, nella quale l'immagine diventa uno strumento fondamentale per osservare, descrivere e trasmettere la conoscenza.

L'opera tratta moltissimi aspetti dell'anatomia: vengono studiati, tra gli altri, muscoli, vasi sanguigni, nervi, cervello, cuore, organi dell'addome, pelle e apparato riproduttivo. L'indice dell'edizione del 1734 mostra infatti una struttura molto ampia e articolata.

Il significato storico dell'opera

Per comprendere veramente l'importanza di questo libro bisogna inserirlo nella grande trasformazione della medicina europea iniziata alcuni secoli prima.

Un collegamento fondamentale è con Andrea Vesalio, autore nel 1543 del celebre De humani corporis fabrica. Vesalio aveva rivoluzionato l'anatomia mettendo in discussione molte delle conoscenze ereditate dall'antichità e dando grande importanza alla dissezione e all'osservazione diretta del corpo umano.

Verheyen appartiene a una fase successiva di questa stessa rivoluzione. Non parte da zero: raccoglie e organizza una tradizione anatomica ormai molto ricca, ma continua a considerare l'osservazione del corpo e la rappresentazione grafica come strumenti essenziali.

In questo senso, il libro testimonia il passaggio dalla medicina fondata soprattutto sull'autorità dei testi antichi verso una medicina sempre più fondata su osservazione, confronto, esperienza e verifica.

Un altro importante collegamento è con William Harvey, che nel Seicento aveva dimostrato la circolazione del sangue. Le nuove conoscenze sulla circolazione, sui vasi e sulla struttura degli organi stavano modificando profondamente la concezione del corpo umano. L'anatomia non era più soltanto la descrizione di parti statiche: diventava sempre più collegata alla comprensione delle funzioni dell'organismo.

Anche la storia personale di Verheyen assume, in questo contesto, un significato particolare. Il fatto che un uomo che aveva perso una gamba diventasse uno dei protagonisti dello studio anatomico rende ancora più forte il rapporto tra esperienza personale, corpo e conoscenza scientifica.

Un libro tra scienza, arte e storia

La fotografia permette inoltre di apprezzare il valore materiale dell'esemplare.

La carta antica, l'incisione, il carattere tipografico, la stampa a due colori e soprattutto la legatura in pergamena sono tutti elementi che testimoniano la cultura libraria dell'Europa tra Sei e Settecento. I cataloghi descrivono infatti esemplari dell'edizione del 1734 in legatura coeva e con numerose tavole incise in rame.

Il libro diventa quindi qualcosa di più di un semplice testo medico: è un oggetto nel quale si incontrano scienza, arte dell'incisione, storia della stampa e storia della medicina.

Il fatto che il testo sia scritto in latino è altrettanto importante. Nel XVIII secolo il latino continuava a essere una delle principali lingue internazionali della cultura scientifica europea. Un medico formato a Lovanio, Napoli, Parigi o in altre grandi università poteva quindi riconoscere e studiare un'opera come quella di Verheyen indipendentemente dalla propria lingua nazionale.

Conclusione

In conclusione, questo volume rappresenta una testimonianza straordinaria della nascita della medicina moderna. Attraverso il lavoro di Philippe Verheyen possiamo vedere come, tra Seicento e Settecento, lo studio del corpo umano stesse diventando sempre più preciso, sistematico e fondato sull'osservazione.

Il suo valore non è però soltanto scientifico. La fotografia mostra un oggetto che ha attraversato quasi tre secoli di storia: dalla cultura medica europea dell'epoca di Vesalio, Harvey e dei primi grandi anatomisti moderni, fino alle successive generazioni di medici che avrebbero portato alla fisiologia e alla medicina scientifica dell'Ottocento.

Per questo motivo, Corporis humani anatomiae può essere considerato contemporaneamente un libro di medicina, un documento della rivoluzione scientifica e un prezioso manufatto storico. La sua importanza sta proprio nel raccontare, attraverso testo, immagini e materia, il momento in cui il corpo umano cominciò a essere studiato sempre più come un oggetto da osservare direttamente, comprendere scientificamente e rappresentare con precisione.

Spedizione
express in solo 24h lavorative in tutta europa, 48h lavorative per i paesi extra UE

L'opera che vediamo nella fotografia è il Corporis humani anatomiae liber primus, cioè il “Primo libro dell'anatomia del corpo umano”, scritto in latino da Philippe Verheyen. Il frontespizio specifica che l'autore era professore di anatomia e chirurgia presso l'Università di Lovanio.

L'esemplare appartiene all'edizione pubblicata a Napoli nel 1734, con il titolo stampato in rosso e nero. La pagina presenta anche un'importante incisione con il ritratto di Verheyen, elemento che contribuisce a trasformare il libro non soltanto in uno strumento scientifico, ma anche in una testimonianza della cultura accademica dell'epoca. L'edizione del 1734 comprende due volumi e numerose tavole anatomiche incise, destinate a rappresentare visivamente le strutture del corpo umano.

Collazione e stato di preservazione
2 voll. in-4°
Vol. I:
[16] + 403 + [1] pp., [40] tav.
Vol. II:
XVI + 348 pp., [6] tav.

Ottimo stato di peservazione da segnalare lievi fioriture e il dorso lievemente danneggiato da restaurare come si evince in foto.

L'autore: Philippe Verheyen

Philippe Verheyen (1648-1710) fu un medico, chirurgo e anatomista fiammingo. Nacque a Verrebroek, nell'attuale Belgio, e compì la propria formazione soprattutto a Lovanio, dove successivamente divenne professore di anatomia e chirurgia.

La sua vicenda personale è particolarmente significativa. Prima di dedicarsi alla medicina aveva intrapreso studi filosofici e teologici con l'intenzione di entrare nel clero. Una grave malattia alla gamba provocò però una gangrena e rese necessaria l'amputazione dell'arto. Questo episodio ebbe un'importanza decisiva nella sua vita e contribuì al suo passaggio verso gli studi medici.

Verheyen arrivò così a dedicarsi allo studio diretto dell'anatomia. Nel 1693 pubblicò per la prima volta la sua Anatomiae corporis humani, opera che sarebbe stata successivamente ampliata e ristampata in numerose edizioni.

Il suo lavoro ebbe una notevole fortuna anche tra gli anatomisti delle generazioni successive. Una testimonianza interessante è quella legata ad Albrecht von Haller, uno dei grandi protagonisti della fisiologia settecentesca, che considerò con grande attenzione gli studi anatomici di Verheyen.

Lo stampatore e l'edizione napoletana

Un aspetto interessante è che il frontespizio della fotografia indica “Neapoli, MDCCXXXIV”, cioè Napoli, 1734, e specifica Publica Authoritate. Nei cataloghi bibliografici l'edizione è associata a Bernardino Gessari; la scheda bibliografica della copia conservata presso la Sapienza identifica infatti Gessari tra i collaboratori dell'edizione del 1734.

È importante però distinguere questa edizione napoletana dalle prime edizioni dell'opera. La prima pubblicazione del trattato risale infatti al 1693, a Lovanio, presso Aegidius (Gilles) Denique.

La stampa settecentesca che abbiamo davanti è quindi una riedizione, realizzata quando Verheyen era già morto da oltre vent'anni. Questo ci fa capire quanto fosse rimasta importante la sua opera nel panorama medico europeo.

Il contenuto dell'opera

Il libro è un vero e proprio trattato di anatomia umana. Verheyen cerca di descrivere il corpo attraverso un metodo sistematico, mettendo insieme le conoscenze degli anatomisti precedenti e le osservazioni più recenti.

Lo stesso titolo è molto significativo: l'autore dichiara di voler presentare le scoperte degli anatomisti antichi e moderni attraverso un metodo nuovo e facilmente comprensibile, accompagnandole con tavole incise.

La fotografia mostra infatti una delle caratteristiche più importanti del libro: l'unione tra testo e immagine. Il ritratto dell'autore e le tavole anatomiche non hanno soltanto una funzione decorativa, ma appartengono alla nuova cultura scientifica dell'epoca, nella quale l'immagine diventa uno strumento fondamentale per osservare, descrivere e trasmettere la conoscenza.

L'opera tratta moltissimi aspetti dell'anatomia: vengono studiati, tra gli altri, muscoli, vasi sanguigni, nervi, cervello, cuore, organi dell'addome, pelle e apparato riproduttivo. L'indice dell'edizione del 1734 mostra infatti una struttura molto ampia e articolata.

Il significato storico dell'opera

Per comprendere veramente l'importanza di questo libro bisogna inserirlo nella grande trasformazione della medicina europea iniziata alcuni secoli prima.

Un collegamento fondamentale è con Andrea Vesalio, autore nel 1543 del celebre De humani corporis fabrica. Vesalio aveva rivoluzionato l'anatomia mettendo in discussione molte delle conoscenze ereditate dall'antichità e dando grande importanza alla dissezione e all'osservazione diretta del corpo umano.

Verheyen appartiene a una fase successiva di questa stessa rivoluzione. Non parte da zero: raccoglie e organizza una tradizione anatomica ormai molto ricca, ma continua a considerare l'osservazione del corpo e la rappresentazione grafica come strumenti essenziali.

In questo senso, il libro testimonia il passaggio dalla medicina fondata soprattutto sull'autorità dei testi antichi verso una medicina sempre più fondata su osservazione, confronto, esperienza e verifica.

Un altro importante collegamento è con William Harvey, che nel Seicento aveva dimostrato la circolazione del sangue. Le nuove conoscenze sulla circolazione, sui vasi e sulla struttura degli organi stavano modificando profondamente la concezione del corpo umano. L'anatomia non era più soltanto la descrizione di parti statiche: diventava sempre più collegata alla comprensione delle funzioni dell'organismo.

Anche la storia personale di Verheyen assume, in questo contesto, un significato particolare. Il fatto che un uomo che aveva perso una gamba diventasse uno dei protagonisti dello studio anatomico rende ancora più forte il rapporto tra esperienza personale, corpo e conoscenza scientifica.

Un libro tra scienza, arte e storia

La fotografia permette inoltre di apprezzare il valore materiale dell'esemplare.

La carta antica, l'incisione, il carattere tipografico, la stampa a due colori e soprattutto la legatura in pergamena sono tutti elementi che testimoniano la cultura libraria dell'Europa tra Sei e Settecento. I cataloghi descrivono infatti esemplari dell'edizione del 1734 in legatura coeva e con numerose tavole incise in rame.

Il libro diventa quindi qualcosa di più di un semplice testo medico: è un oggetto nel quale si incontrano scienza, arte dell'incisione, storia della stampa e storia della medicina.

Il fatto che il testo sia scritto in latino è altrettanto importante. Nel XVIII secolo il latino continuava a essere una delle principali lingue internazionali della cultura scientifica europea. Un medico formato a Lovanio, Napoli, Parigi o in altre grandi università poteva quindi riconoscere e studiare un'opera come quella di Verheyen indipendentemente dalla propria lingua nazionale.

Conclusione

In conclusione, questo volume rappresenta una testimonianza straordinaria della nascita della medicina moderna. Attraverso il lavoro di Philippe Verheyen possiamo vedere come, tra Seicento e Settecento, lo studio del corpo umano stesse diventando sempre più preciso, sistematico e fondato sull'osservazione.

Il suo valore non è però soltanto scientifico. La fotografia mostra un oggetto che ha attraversato quasi tre secoli di storia: dalla cultura medica europea dell'epoca di Vesalio, Harvey e dei primi grandi anatomisti moderni, fino alle successive generazioni di medici che avrebbero portato alla fisiologia e alla medicina scientifica dell'Ottocento.

Per questo motivo, Corporis humani anatomiae può essere considerato contemporaneamente un libro di medicina, un documento della rivoluzione scientifica e un prezioso manufatto storico. La sua importanza sta proprio nel raccontare, attraverso testo, immagini e materia, il momento in cui il corpo umano cominciò a essere studiato sempre più come un oggetto da osservare direttamente, comprendere scientificamente e rappresentare con precisione.

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Dettagli

Numero di Libri
2
Soggetto
Antropologia, Botanica, Chimica, Illustrati, Medicina, Natura
Titolo del Libro
Corporis Humani Anatomiae
Autore/ Illustratore
Philippus Verheyen
Condizione
Buone
Anno di pubblicazione dell’oggetto più vecchio
1734
Edizione
1° edizione in questo formato
Lingua
Latino
Lingua originale
Sì
Editore
Neapoli
Legatura
Pergamena
Numero di pagine
751
ItaliaVerificato
4
Oggetti venduti
Privato

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