Anthony Van Dyck (1599-1641), Seguace di - Crocifixion






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Crocifissione, dipinto a olio del XVII secolo attribuito a un seguace di Anthony van Dyck, non firmato, proveniente dal Belgio, 56,5 x 34 cm, stile Barocco, scena religiosa storica; necessita di restauro ed è venduto da Gallery.
Descrizione del venditore
17th Century Antoon van Dyck Follower Religious Painting
Una pittura molto importante della scuola fiamminga, attribuita a un artista appartenente al circolo del grande pittore Anthony van Dyck.
Raffigura, nello stile del grande maestro, Gesù Crocifisso nel momento della sua agonia.
Il soggetto è trattato con tale intensità e maestria da rappresentare un piccolo capolavoro dell’arte religiosa.
Questo dipinto proviene da una importante collezione privata europea
L’atmosfera che regna è di intensità indescrivibile, e l’espressione di Gesù nel momento del suo passaggio, con gli occhi rivolti al Padre, è opera di un grande artista che deve essere stato in strettissimo contatto con Anthony van Dyck.
Si sa che il grande artista trascorse molti anni della sua vita in Italia, lavorando principalmente a Genova e a Roma.
Sir Anthony van Dyck olandese: (22 marzo 1599 – 9 dicembre 1641) era un artista fiammingo del Barocco che divenne il principale pittore di corte in Inghilterra dopo il successo nelle Fiandre Spagnole e in Italia.
Il settimo figlio di Frans van Dyck, un ricco mercante di seta di Anversa, Anthony dipinse fin dall’infanzia.
Fu successo come pittore indipendente nella tarda adolescenza e divenne maestro nella Gilda di Anversa il 18 ottobre 1617.
A quel tempo lavorava nello studio del principale pittore settentrionale dell’epoca, Peter Paul Rubens, che divenne una grande influenza sul suo lavoro.
Van Dyck lavorò a Londra per alcuni mesi nel 1621, poi tornò in Fiandre per un breve periodo, prima di recarsi in Italia, dove rimase fino al 1627, soprattutto a Genova.
Alla fine degli anni ’20 completò la sua amata serie Iconography di incisioni ritraggranti principalmente altri artisti e altri famosi contemporanei.
Trascorse cinque anni in Fiandra dopo il ritorno dall’Italia, e dal 1630 fu pittore di corte dell’Arciduchessa Isabella, governatrice dei Paesi Bassi.
Su richiesta di Charles I d’Inghilterra tornò nel 1632 a Londra come principale pittore di corte.
Con l’eccezione di Holbein, van Dyck e il suo contemporaneo Diego Velázquez furono i primi pittori di talento preminente a lavorare prevalentemente come ritrattisti di corte, rivoluzionando il genere.
Van Dyck è meglio noto per i suoi ritratti dell’aristocrazia, in particolare di Carlo I, e della sua famiglia e collaboratori.
È stato l’influenza dominante sull’arte ritrattistica inglese per oltre 150 anni.
Ha dipinto anche soggetti mitologici, allegorici e biblici, tra cui pale d’altare, dimostrando notevole abilità come disegnatore, ed è stato un importante innovatore nel acquerello e nell’acquaforte.
La sua influenza si estende fino al periodo moderno.
La barba Van Dyke prende il nome da lui. Durante la sua vita, Carlo I gli conferì la croce di cavaliere, ed è sepolto nella Cattedrale di St Paul, a indicare la sua posizione al momento della morte.
Questo oggetto, su richiesta, è accompagnato da un certificato di autenticità rilasciato da un esperto ufficiale per la Camera di Commercio di Roma e per i Tribunali Civili di Roma.
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Il venditore si racconta
17th Century Antoon van Dyck Follower Religious Painting
Una pittura molto importante della scuola fiamminga, attribuita a un artista appartenente al circolo del grande pittore Anthony van Dyck.
Raffigura, nello stile del grande maestro, Gesù Crocifisso nel momento della sua agonia.
Il soggetto è trattato con tale intensità e maestria da rappresentare un piccolo capolavoro dell’arte religiosa.
Questo dipinto proviene da una importante collezione privata europea
L’atmosfera che regna è di intensità indescrivibile, e l’espressione di Gesù nel momento del suo passaggio, con gli occhi rivolti al Padre, è opera di un grande artista che deve essere stato in strettissimo contatto con Anthony van Dyck.
Si sa che il grande artista trascorse molti anni della sua vita in Italia, lavorando principalmente a Genova e a Roma.
Sir Anthony van Dyck olandese: (22 marzo 1599 – 9 dicembre 1641) era un artista fiammingo del Barocco che divenne il principale pittore di corte in Inghilterra dopo il successo nelle Fiandre Spagnole e in Italia.
Il settimo figlio di Frans van Dyck, un ricco mercante di seta di Anversa, Anthony dipinse fin dall’infanzia.
Fu successo come pittore indipendente nella tarda adolescenza e divenne maestro nella Gilda di Anversa il 18 ottobre 1617.
A quel tempo lavorava nello studio del principale pittore settentrionale dell’epoca, Peter Paul Rubens, che divenne una grande influenza sul suo lavoro.
Van Dyck lavorò a Londra per alcuni mesi nel 1621, poi tornò in Fiandre per un breve periodo, prima di recarsi in Italia, dove rimase fino al 1627, soprattutto a Genova.
Alla fine degli anni ’20 completò la sua amata serie Iconography di incisioni ritraggranti principalmente altri artisti e altri famosi contemporanei.
Trascorse cinque anni in Fiandra dopo il ritorno dall’Italia, e dal 1630 fu pittore di corte dell’Arciduchessa Isabella, governatrice dei Paesi Bassi.
Su richiesta di Charles I d’Inghilterra tornò nel 1632 a Londra come principale pittore di corte.
Con l’eccezione di Holbein, van Dyck e il suo contemporaneo Diego Velázquez furono i primi pittori di talento preminente a lavorare prevalentemente come ritrattisti di corte, rivoluzionando il genere.
Van Dyck è meglio noto per i suoi ritratti dell’aristocrazia, in particolare di Carlo I, e della sua famiglia e collaboratori.
È stato l’influenza dominante sull’arte ritrattistica inglese per oltre 150 anni.
Ha dipinto anche soggetti mitologici, allegorici e biblici, tra cui pale d’altare, dimostrando notevole abilità come disegnatore, ed è stato un importante innovatore nel acquerello e nell’acquaforte.
La sua influenza si estende fino al periodo moderno.
La barba Van Dyke prende il nome da lui. Durante la sua vita, Carlo I gli conferì la croce di cavaliere, ed è sepolto nella Cattedrale di St Paul, a indicare la sua posizione al momento della morte.
Questo oggetto, su richiesta, è accompagnato da un certificato di autenticità rilasciato da un esperto ufficiale per la Camera di Commercio di Roma e per i Tribunali Civili di Roma.
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