Roma antica Marmo offerta votiva fallica - 6.5 cm






Ha diretto il museo della collezione Ifergan, specializzata in archeologia fenicia.
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Descrizione del venditore
Questo ex voto romano, phallus scolpito in marmo e databile tra il I e II secolo a.C., è una potente testimonianza delle pratiche religiose, simboliche e apotropaiche del mondo romano antico. Di piccole dimensioni (6,5 × 5,4 × 4 cm), questo frammento scultorico rappresenta sinteticamente ma in modo recognoscibile un pene maschile, lavorato con un certo grado di modellazione anatomica e volume naturalistico, sebbene con caratteristiche schematiche e funzionali.
Nell'antica Roma, i phalloi votivi non erano oggetti oltraggiosi, ma simboli profondamente legati alla fertilità, alla protezione, alla salute e alla buona fortuna. Queste piccole sculture erano frequentemente offerte nei santuari come voti, in gratitudine per favori ricevuti, o come suppliche per malattie, soprattutto quelle legate alla virilità, al sistema riproduttivo o alla prole. Potrebbero anche svolgere un ruolo protettivo, funzionando da amuleti contro il malocchio o influenze negative, secondo credenze ampiamente diffuse nel Mediterraneo fin dall’epoca etrusca.
La scultura è realizzata in marmo, materiale valorizzato non solo per la sua durabilità ma anche per la connessione con il mondo sacro e prestigioso. In questo caso, la superficie presenta una patina di lieve ocrite con aree di usura superficiale, a indicare l’età e possibili tracce di esposizione prolungata o di sepoltura. Nonostante la natura frammentaria — la base del tronco è appena suggerita e mancano arti o supporto architettonico — l’opera mantiene una potente presenza artistica. La forma del glans, la curvatura del corpo e la rotondità dello scroto sono stati definiti con economia di mezzi ma con notevole espressività.
La funzione originale di questo oggetto potrebbe essere stata legata al suo collocamento in spazi rituali o domestici, inserito in nicchie, altari o muri come elemento di invocazione della potenza generativa. In altri casi, il suo uso è documentato in contesti pubblici, come parte di rilievi architettonici, portali o fontane, dove il pene agiva da garante simbolico del benessere collettivo.
Questo tipo di pezzo non è insolito nelle collezioni archeologiche del mondo classico: esempi simili sono conservati al Museo Nazionale Romano, al Museo di Capua e persino al British Museum, dove sono tra gli oggetti votivi più rappresentativi della religiosità popolare in Roma Repubblicana e Imperiale. La semplicità di questa scultura richiama l’arte italica antica, prima dell’influenza completa del canone ellenistico, e conserva il linguaggio della magia e del rituale al di sopra di qualsiasi idealizzazione formale.
Acquisito da una collezione privata spagnola, F.C.C. negli anni Ottanta.
Il Venditore può dimostrare che l’acquisto di questo lotto è legale. Informazioni importanti. Il venditore garantisce di avere il diritto di spedire questo lotto. Il venditore si farà carico di ottenere eventuali permessi necessari; questo processo può richiedere tra 2 e 4 settimane.
IMPORTANTE: a causa delle nuove leggi sull’export di pezzi archeologici, non vendiamo più al di fuori del territorio europeo per Svizzera e Stati Uniti.
Si prega di notare che per destinazioni lontane (Asia, Medio Oriente, ecc.), ci sarà un costo aggiuntivo per la spedizione.
Questo ex voto romano, phallus scolpito in marmo e databile tra il I e II secolo a.C., è una potente testimonianza delle pratiche religiose, simboliche e apotropaiche del mondo romano antico. Di piccole dimensioni (6,5 × 5,4 × 4 cm), questo frammento scultorico rappresenta sinteticamente ma in modo recognoscibile un pene maschile, lavorato con un certo grado di modellazione anatomica e volume naturalistico, sebbene con caratteristiche schematiche e funzionali.
Nell'antica Roma, i phalloi votivi non erano oggetti oltraggiosi, ma simboli profondamente legati alla fertilità, alla protezione, alla salute e alla buona fortuna. Queste piccole sculture erano frequentemente offerte nei santuari come voti, in gratitudine per favori ricevuti, o come suppliche per malattie, soprattutto quelle legate alla virilità, al sistema riproduttivo o alla prole. Potrebbero anche svolgere un ruolo protettivo, funzionando da amuleti contro il malocchio o influenze negative, secondo credenze ampiamente diffuse nel Mediterraneo fin dall’epoca etrusca.
La scultura è realizzata in marmo, materiale valorizzato non solo per la sua durabilità ma anche per la connessione con il mondo sacro e prestigioso. In questo caso, la superficie presenta una patina di lieve ocrite con aree di usura superficiale, a indicare l’età e possibili tracce di esposizione prolungata o di sepoltura. Nonostante la natura frammentaria — la base del tronco è appena suggerita e mancano arti o supporto architettonico — l’opera mantiene una potente presenza artistica. La forma del glans, la curvatura del corpo e la rotondità dello scroto sono stati definiti con economia di mezzi ma con notevole espressività.
La funzione originale di questo oggetto potrebbe essere stata legata al suo collocamento in spazi rituali o domestici, inserito in nicchie, altari o muri come elemento di invocazione della potenza generativa. In altri casi, il suo uso è documentato in contesti pubblici, come parte di rilievi architettonici, portali o fontane, dove il pene agiva da garante simbolico del benessere collettivo.
Questo tipo di pezzo non è insolito nelle collezioni archeologiche del mondo classico: esempi simili sono conservati al Museo Nazionale Romano, al Museo di Capua e persino al British Museum, dove sono tra gli oggetti votivi più rappresentativi della religiosità popolare in Roma Repubblicana e Imperiale. La semplicità di questa scultura richiama l’arte italica antica, prima dell’influenza completa del canone ellenistico, e conserva il linguaggio della magia e del rituale al di sopra di qualsiasi idealizzazione formale.
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Disclaimer
Il venditore è stato informato da Catawiki dei requisiti di documentazione e garantisce quanto segue: - l’oggetto è stato ottenuto legalmente - il venditore ha diritto a vendere e/o esportare l’oggetto, se del caso - il venditore fornirà le informazioni di provenienza necessarie e predisporrà documentazione e licenze/permessi richiesti, se del caso e in base alle leggi locali - il venditore comunicherà all’acquirente eventuali ritardi nell’ottenimento di permessi/licenze Facendo offerte, dichiari di essere a conoscenza della possibilità che siano richiesti documenti d’importazione in base al tuo Paese di residenza e che l’ottenimento di permessi/licenze potrebbe causare ritardi nella consegna del tuo oggetto.
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