André Idserda (1879-1952) - Bloemstilleven





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Bloemstilleven, dipinto a olio di André Idserda (1879-1952) dai Paesi Bassi, 1910-1920, firmato, originale, in cornice, 40 × 30 cm, circa 5 kg, natura morta, necessita restauro.
Descrizione del venditore
André Idserda crebbe ad Amsterdam, dove suo padre lavorava come funzionario pubblico. Terminò la scuola secondaria triennale a Zaandam. Studiò brevemente per diventare insegnante di disegno, ma non riuscì ad adattarsi alla regolarità e alla disciplina. Sarebbe rimasto per tutta la vita un uomo nomade e inquieto. André Idserda lavorò per un periodo come pittore di casa presso Verkade e nel 1898 si trasferì ad Anversa, dove lavorò come pittore di interni e di opere d’arte. Tornò in Olanda dopo la morte di suo padre.
Idserda sposò l’artista Coba van der Lee e andò a vivere a Mol, in Belgio. Durante la Prima Guerra Mondiale la famiglia Idserda, con il figlio Theo, si trasferì in Olanda. Dopo la guerra tornarono in Belgio e si stabilirono a Bruges. In quel periodo André Idserda acquisì una notevole notorietà e ricevette tra l’altro l’incarico di ritrarre la figlia del primo ministro inglese Ramsay MacDonald. Questo gli procurò molti altri incarichi.
In seguito tornò a vivere in Olanda, a Meppel, dove alloggiò a bordo di una casa galleggiante chiamata “La Lutte”. Meppel aveva allora un’associazione di artisti chiamata “Kunst en Vriendschap”, che organizzava annualmente una grande mostra. Grazie a questo gruppo di pittori Meppel divenne (temporaneamente) una cittadina artistica. Ancora a Meppel, dopo la Seconda Guerra Mondiale emerse un secondo gruppo di pittori, la Kunstkring Oase, che esistette fino alla fine degli anni Cinquanta.
I suoi figli Theo Idserda (1915-1992) e Jacques Idserda (1918-2007) furono pittori. Jacques fu anche conosciuto come poeta e giornalista radiofonico.
I dipinti a olio di André Idserda sono opere espressive della vita rurale olandese, spesso paesaggi, nature morte, interni e ritratti. Sono cupi e scuri, con larghe pennellate, illuminati da tratti vivaci. Inoltre realizzò molte disegni a carboncino, che anch’essi esaltavano molto il suo stile espressivo. Il carboncino, essendo molto più economico della pittura a olio, gli si rivelò utile nei periodi in cui le sue finanze vacillavano.
André Idserda crebbe ad Amsterdam, dove suo padre lavorava come funzionario pubblico. Terminò la scuola secondaria triennale a Zaandam. Studiò brevemente per diventare insegnante di disegno, ma non riuscì ad adattarsi alla regolarità e alla disciplina. Sarebbe rimasto per tutta la vita un uomo nomade e inquieto. André Idserda lavorò per un periodo come pittore di casa presso Verkade e nel 1898 si trasferì ad Anversa, dove lavorò come pittore di interni e di opere d’arte. Tornò in Olanda dopo la morte di suo padre.
Idserda sposò l’artista Coba van der Lee e andò a vivere a Mol, in Belgio. Durante la Prima Guerra Mondiale la famiglia Idserda, con il figlio Theo, si trasferì in Olanda. Dopo la guerra tornarono in Belgio e si stabilirono a Bruges. In quel periodo André Idserda acquisì una notevole notorietà e ricevette tra l’altro l’incarico di ritrarre la figlia del primo ministro inglese Ramsay MacDonald. Questo gli procurò molti altri incarichi.
In seguito tornò a vivere in Olanda, a Meppel, dove alloggiò a bordo di una casa galleggiante chiamata “La Lutte”. Meppel aveva allora un’associazione di artisti chiamata “Kunst en Vriendschap”, che organizzava annualmente una grande mostra. Grazie a questo gruppo di pittori Meppel divenne (temporaneamente) una cittadina artistica. Ancora a Meppel, dopo la Seconda Guerra Mondiale emerse un secondo gruppo di pittori, la Kunstkring Oase, che esistette fino alla fine degli anni Cinquanta.
I suoi figli Theo Idserda (1915-1992) e Jacques Idserda (1918-2007) furono pittori. Jacques fu anche conosciuto come poeta e giornalista radiofonico.
I dipinti a olio di André Idserda sono opere espressive della vita rurale olandese, spesso paesaggi, nature morte, interni e ritratti. Sono cupi e scuri, con larghe pennellate, illuminati da tratti vivaci. Inoltre realizzò molte disegni a carboncino, che anch’essi esaltavano molto il suo stile espressivo. Il carboncino, essendo molto più economico della pittura a olio, gli si rivelò utile nei periodi in cui le sue finanze vacillavano.

