Bruno Fert (1971) - Camp de refugies de Jalazone 2011






Oltre 35 anni di esperienza; ex proprietario di galleria e curatore al Museum Folkwang.
Tutela degli acquirenti Catawiki
Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli
Trustpilot 4.4 | 142824 recensioni
Valutato Eccellente su Trustpilot.
Una stampa digitale di Bruno Fert (1971) intitolata Camp de refugies de Jalazone 2011, stampata nel 2016, 24 × 30 cm, estampata, in buono stato, fotografia documentaria venduta da Galerie.
Descrizione del venditore
Nel 1948, la creazione dello stato ebraico scatenò la prima guerra israelo-araba e l’esodo di oltre 700.000 palestinesi verso i paesi vicini. Cosa resta oggi delle loro città e dei loro villaggi svuotati dei loro abitanti? È per rispondere a questa domanda che sono andato in Israele: per ritrovare e fotografare i resti di queste località fantasma scomparse nel vortice della guerra del ’48. Questo reportage è un viaggio nel tempo; un pellegrinaggio visivo alle origini della questione dei rifugiati. Queste immagini sono una testimonianza di un momento chiave della storia della regione le cui conseguenze sono oggi al centro della nostra attualità.
Bruno Fert — Fotografo documentario
Bruno Fert sviluppa un’opera profondamente umanista dedicata all’esilio, alle migrazioni e ai territori attraversati. Dei villaggi palestinesi scomparsi agli rifugi precari dei migranti, fotografa meno l’evento che le sue tracce. Con Passages, prosegue questo lavoro sulle strade dell’esilio, rivelando nei paesaggi i segni lasciati da coloro che cercano di raggiungere l’Europa. Una fotografia precisa e silenziosa, dove il paesaggio diventa portatore di memoria.
Il venditore si racconta
Nel 1948, la creazione dello stato ebraico scatenò la prima guerra israelo-araba e l’esodo di oltre 700.000 palestinesi verso i paesi vicini. Cosa resta oggi delle loro città e dei loro villaggi svuotati dei loro abitanti? È per rispondere a questa domanda che sono andato in Israele: per ritrovare e fotografare i resti di queste località fantasma scomparse nel vortice della guerra del ’48. Questo reportage è un viaggio nel tempo; un pellegrinaggio visivo alle origini della questione dei rifugiati. Queste immagini sono una testimonianza di un momento chiave della storia della regione le cui conseguenze sono oggi al centro della nostra attualità.
Bruno Fert — Fotografo documentario
Bruno Fert sviluppa un’opera profondamente umanista dedicata all’esilio, alle migrazioni e ai territori attraversati. Dei villaggi palestinesi scomparsi agli rifugi precari dei migranti, fotografa meno l’evento che le sue tracce. Con Passages, prosegue questo lavoro sulle strade dell’esilio, rivelando nei paesaggi i segni lasciati da coloro che cercano di raggiungere l’Europa. Una fotografia precisa e silenziosa, dove il paesaggio diventa portatore di memoria.
