Jacopo Benito Bossuet - Massime, e riflessioni sopra la Comedia - 1730





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Massime, e riflessioni sopra la comedia di Jacques-Bénigne Bossuet, traduzione italiana pubblicata a Venezia nel 1730 da Gio Gabriello Hertz, legatura in pergamena, 79 pagine, 17 x 11 cm, in buone condizioni.
Descrizione del venditore
Massime, e riflessioni sopra la comedia di Jacques-Bénigne Bossuet, nella traduzione italiana pubblicata a Venezia da Giovanni Gabriello Hertz nel 1730.
[79]. 8*
Libro in buone condizioni , coperta in pergamena con titolo manoscritto al dorso , pagine interno con segni di umidità e bruniture non excessive .
È la versione italiana delle Maximes et réflexions sur la comédie, pubblicate originariamente a Parigi da Jean Anisson nel 1694. Il termine «comedia» indica qui il teatro e le rappresentazioni sceniche in senso ampio.
L’opera nasce dalla controversia sulla moralità del teatro. Il religioso teatino Francesco Caffaro aveva sostenuto posizioni favorevoli alla possibilità di ammettere gli spettacoli; Bossuet reagì con una critica severa, poi sviluppata in questo trattato.
Il punto centrale è l’effetto della rappresentazione sullo spettatore: secondo Bossuet, mostrare le passioni in modo piacevole e coinvolgente può alimentarle anche in chi assiste. La sua critica riguarda quindi il potere emotivo dello spettacolo, oltre al contenuto dei testi. È un documento significativo del confronto fra cultura teatrale e disciplina religiosa nella Francia del Seicento.
Jacques-Bénigne Bossuet, nato a Digione il 27 settembre 1627 e morto il 12 aprile 1704, fu teologo, predicatore e scrittore. Divenne precettore del Delfino di Francia nel 1670 e membro dell’Académie française nel 1671. È celebre soprattutto per i sermoni e le orazioni funebri, il Discours sur l’histoire universelle e gli scritti di controversia religiosa, compresi quelli contro Fénelon sul quietismo.
Conosciuto come «l’Aquila di Meaux», fu vescovo di quella città dal 1681 al 1704. La sua attività unì l’eloquenza letteraria alla difesa della dottrina e della disciplina Cattolica
Il volume interessa soprattutto chi colleziona storia del teatro, polemiche sugli spettacoli e traduzioni italiane di autori francesi. La presenza dell’edizione in raccolte storiche documenta la sua circolazione, ma non basta da sola a definirne la rarità.
Non attribuirei ancora la qualifica di “prima edizione italiana”: occorre approfondire la successione delle traduzioni. La bibliografia specialistica segnala anche un’edizione lucchese presso Nicolao Mencacci.
Massime, e riflessioni sopra la comedia di Jacques-Bénigne Bossuet, nella traduzione italiana pubblicata a Venezia da Giovanni Gabriello Hertz nel 1730.
[79]. 8*
Libro in buone condizioni , coperta in pergamena con titolo manoscritto al dorso , pagine interno con segni di umidità e bruniture non excessive .
È la versione italiana delle Maximes et réflexions sur la comédie, pubblicate originariamente a Parigi da Jean Anisson nel 1694. Il termine «comedia» indica qui il teatro e le rappresentazioni sceniche in senso ampio.
L’opera nasce dalla controversia sulla moralità del teatro. Il religioso teatino Francesco Caffaro aveva sostenuto posizioni favorevoli alla possibilità di ammettere gli spettacoli; Bossuet reagì con una critica severa, poi sviluppata in questo trattato.
Il punto centrale è l’effetto della rappresentazione sullo spettatore: secondo Bossuet, mostrare le passioni in modo piacevole e coinvolgente può alimentarle anche in chi assiste. La sua critica riguarda quindi il potere emotivo dello spettacolo, oltre al contenuto dei testi. È un documento significativo del confronto fra cultura teatrale e disciplina religiosa nella Francia del Seicento.
Jacques-Bénigne Bossuet, nato a Digione il 27 settembre 1627 e morto il 12 aprile 1704, fu teologo, predicatore e scrittore. Divenne precettore del Delfino di Francia nel 1670 e membro dell’Académie française nel 1671. È celebre soprattutto per i sermoni e le orazioni funebri, il Discours sur l’histoire universelle e gli scritti di controversia religiosa, compresi quelli contro Fénelon sul quietismo.
Conosciuto come «l’Aquila di Meaux», fu vescovo di quella città dal 1681 al 1704. La sua attività unì l’eloquenza letteraria alla difesa della dottrina e della disciplina Cattolica
Il volume interessa soprattutto chi colleziona storia del teatro, polemiche sugli spettacoli e traduzioni italiane di autori francesi. La presenza dell’edizione in raccolte storiche documenta la sua circolazione, ma non basta da sola a definirne la rarità.
Non attribuirei ancora la qualifica di “prima edizione italiana”: occorre approfondire la successione delle traduzioni. La bibliografia specialistica segnala anche un’edizione lucchese presso Nicolao Mencacci.

