Du Jardin Karel (1622 Ca./ 1678) - Grazing Calf






Ha trascorso cinque anni come esperto d'arte classica e tre anni come commissario-priseur.
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Karel Du Jardin (1622–1678), Grazing Calf, acquaforte su carta pesante, incisione olandese del XVII secolo, 115 × 140 mm, firmato sulla lastra, buone condizioni.
Descrizione del venditore
Tipo: Acquaforte, puntasecca e\o bulino;
Supporto: Carta pesante:
Stato: Ottima inchiostratura in bianco e nero, buono stato di conservazione con lievi tracce di fioriture e bruniture;
stampa con margini ristretti, segni di usura, segni di colla\applicazione su carta, gora di acqua in alto, il tutto come da foto;
Spedizione: ASSICURATA corriere BARTOLINI\DPD, dichiarare eventuali danneggiamenti all'atto del ritiro;
Provenienza: Provenienza collezione privata;
Karel Dujardin (1622–1678) è stato uno dei più versatili e brillanti artisti del Secolo d'oro olandese.Sebbene non abbia mai abbandonato del tutto le sue radici neerlandesi, è celebre soprattutto come membro dei Bamboccianti, un gruppo di pittori (spesso attivi a Roma) che ritraevano scene di vita quotidiana popolare e rurale con una luce calda e mediterranea.
Ecco i punti chiave per conoscere il suo lavoro:
Lo stile "Italianizzante": Dopo un viaggio in Italia in gioventù, il suo stile cambiò drasticamente. Iniziò a dipingere paesaggi inondati da una luce dorata, con pastori, rovine classiche e animali, fondendo il realismo olandese con l'atmosfera idilliaca della campagna romana.
Maestro degli animali: Come si vede nell'opera che hai condiviso, Dujardin aveva una capacità straordinaria nel ritrarre gli animali (mucche, pecore, asini e maiali) non come semplici decorazioni, ma con una dignità e un realismo quasi "psicologico".Incisore d'eccellenza: Oltre alla pittura, produsse circa 50 acqueforti. Le sue stampe sono ricercatissime dai collezionisti per la pulizia del tratto e la capacità di rendere texture complesse (come il pelo degli animali o la corteccia degli alberi) con pochi segni precisi.
Curiosità: Il suo soprannome tra i pittori fiamminghi a Roma era "Boccabarile", per via della sua presunta propensione al bere e alla vita gioviale della confraternita dei Bentvueghels. Oltre ai paesaggi, si cimentò con successo anche in ritratti eleganti e grandi composizioni storiche o religiose, dimostrando una padronanza tecnica fuori dal comune per l'epoca
Il venditore si racconta
Tipo: Acquaforte, puntasecca e\o bulino;
Supporto: Carta pesante:
Stato: Ottima inchiostratura in bianco e nero, buono stato di conservazione con lievi tracce di fioriture e bruniture;
stampa con margini ristretti, segni di usura, segni di colla\applicazione su carta, gora di acqua in alto, il tutto come da foto;
Spedizione: ASSICURATA corriere BARTOLINI\DPD, dichiarare eventuali danneggiamenti all'atto del ritiro;
Provenienza: Provenienza collezione privata;
Karel Dujardin (1622–1678) è stato uno dei più versatili e brillanti artisti del Secolo d'oro olandese.Sebbene non abbia mai abbandonato del tutto le sue radici neerlandesi, è celebre soprattutto come membro dei Bamboccianti, un gruppo di pittori (spesso attivi a Roma) che ritraevano scene di vita quotidiana popolare e rurale con una luce calda e mediterranea.
Ecco i punti chiave per conoscere il suo lavoro:
Lo stile "Italianizzante": Dopo un viaggio in Italia in gioventù, il suo stile cambiò drasticamente. Iniziò a dipingere paesaggi inondati da una luce dorata, con pastori, rovine classiche e animali, fondendo il realismo olandese con l'atmosfera idilliaca della campagna romana.
Maestro degli animali: Come si vede nell'opera che hai condiviso, Dujardin aveva una capacità straordinaria nel ritrarre gli animali (mucche, pecore, asini e maiali) non come semplici decorazioni, ma con una dignità e un realismo quasi "psicologico".Incisore d'eccellenza: Oltre alla pittura, produsse circa 50 acqueforti. Le sue stampe sono ricercatissime dai collezionisti per la pulizia del tratto e la capacità di rendere texture complesse (come il pelo degli animali o la corteccia degli alberi) con pochi segni precisi.
Curiosità: Il suo soprannome tra i pittori fiamminghi a Roma era "Boccabarile", per via della sua presunta propensione al bere e alla vita gioviale della confraternita dei Bentvueghels. Oltre ai paesaggi, si cimentò con successo anche in ritratti eleganti e grandi composizioni storiche o religiose, dimostrando una padronanza tecnica fuori dal comune per l'epoca
