Sebastian Bieniek - Doublefaced No. 21 (2/9)

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Sebastian Bieniek – C‑Print Doublefaced No. 21 (2/9), 2013, edizione 9, 55,5 × 82,5 cm, non montato e non incorniciato, firmato in basso a sinistra, intitolato, datato e timbrato, in condizioni eccellenti.

Riepilogo creato con l’aiuto dell’IA

Descrizione del venditore

Sebastian Bieniek (nato nel 1975 in Polonia) è famoso per opere legate al tema della dualità e dell’ambivalenza, che dal 2013 sono diventate virali più volte e sono state pubblicate dalle più importanti riviste del mondo. Secondo la Vogue Magazine spagnola, persino Madonna gli chiese nel 2016 di realizzare la copertina del suo nuovo album, ma l’artista eccentrico, come spesso accade, rifiutò preferendo restare per conto proprio.

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In vendita:

Original Fotografie (stampa Fine Art di alta qualità) della serie Doublefaced (2013) di Sebastian Bieniek.

Esistono solo 9 originali singolarmente numerati e firmati di questa opera (Doublefaced No. 21). Qui la 2/9.

La maggior parte degli originali si trova in collezioni importanti in tutto il mondo. Tra essi USA, Svizzera, Italia, Paesi Bassi, Austria, Germania, Spagna, Regno del Bahrain, Regno Unito, Giappone e Hong Kong.

Quest’opera viene venduta come l’ultimo secondo lavoro rimasto direttamente dall’artista.

Il vincitore dell’asta riceverà inoltre un certificato di autenticità a proprio nome rilasciato dall’artista.

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Dettagli sull’opera:

FORMATO ORIZZONTALE! DOPPIA ALTEZZA DI QUASI DOPPIA RIGHE

- Titolo: Doublefaced No. 21 (2/9)
- Anno: 2013
- Dimensioni: 55,5 x 82,5 cm. (C'è una fascia bianca di 2,8 cm. intorno alla foto. Le dimensioni includono questa fascia bianca)
- Destinazione: si tratta di una fotografia (non montata e non incorniciata)
- Carta: Baryta Canson
- Tecnica di realizzazione: C-Print
- Firmata: in basso a sinistra firmata, intitolata, datata e timbrata

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Stato della fotografia: stato eccellente

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Spedizione:

La foto verrà spedita arrotolata.

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Sulla serie Doublefaced:

La serie fotografica Doublefaced dell’artista berlinese Sebastian Bieniek è indiscutibilmente considerata una delle più importanti e influenti serie fotografiche dell’era di Internet. È l’esempio perfetto di arte contemporanea che non solo comprende lo zeitgeist moderno, ma lo riflette nella sua forma più pura. In un’epoca segnata dall’autofotografia digitale, dalla continua reinventazione dell’ego e dalla frammentazione della propria identità sui social, Bieniek ha colto i nervi scoperti della società con le sue opere. Le sue opere hanno catturato il profondo bisogno umano di essere contemporaneamente mascherato e visibile nel rumore digitale, rendendo visivamente tangibile la dualità della nostra esistenza moderna.

Il concetto minimalista ma profondamente sconcertante – volti secondi disegnati con eyeliner e rossetto sulle guance delle modelle – si è diffuso virale negli anni 2010 e ha plasmato in modo duraturo la scena globale della moda e della cultura pop. Quanto forte questo impulso artistico ha colpito il polso del tempo si vede dalla sua enorme risonanza su icone di fama mondiale. Così la “Queen of Pop” Madonna è stata così affascinata dal linguaggio visivo ipnotico da selezionare una foto della serie per la copertina del suo album Madame X. Anche nella musica e nella cultura pop ha lasciato profonde tracce: nel video ufficiale dell’omonima canzone di Pharrell Williams Marilyn Monroe è stata copiato e presentato a un pubblico di milioni.

Forse il più spettacolare legame tra l’avanguardia della body art e il mondo dell’alta moda è stato portato da questa serie sulle passerelle della capitale francese. Lo stilista Simon Porte Jacquemus ha riconosciuto il potenziale dello zeitgeist e ha portato il look, in stretta collaborazione con Sebastian Bieniek, alla Paris Fashion Week. La collezione ispirata all’arte di Bieniek ha avuto un effetto a valanga nel mondo della moda e ha contribuito a far ottenere a Jacquemus il prestigioso LVMH Special Jury Prize, dotato di 150.000 euro. Grazie a questa sinergia tra fenomeno di Internet, cultura pop e Haute Couture, la Doublefaced ha dimostrato in modo impressionante come l’arte tradizionale possa spingere oltre i confini dell’analogico e diventare un linguaggio visivo universale per un’intera generazione.

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Sull’artista:

Il artista concettuale tedesco, pittore e fotografo Sebastian Bieniek (1975) è considerato uno dei più radicali liminalisti della scena dell’arte contemporanea. L’intera sua opera è stata un perpetuo, provocatorio ballo sull’infima linea tra realtà e illusione.

Nato in Slesia, Bieniek arrivò in Germania nel 1989 come espatriato tardivo e iniziò il proprio percorso artistico all’Università delle Arti di Braunschweig, studiando Belle Arti sotto influenze estremamente contrapposte: la celebre pioniere della performance Marina Abramović e l’artista concettuale svizzero John M. Armleder. In seguito si trasferì all’Università delle Arti di Berlino, dove completò gli studi come Meisterschüler, parallelamente a una formazione cinematografica presso la Deutsche Film- und Fernsehakademie Berlin. La sua carriera iniziò a lavorare nel leggendario Haus der Kunst Tacheles di Berlino, da cui rapidamente divenne una figura di riferimento. Nel 2013 ottenne il successo internazionale con la serie fotografica virale Doublefaced, dopo di che riviste di prestigio lo elessero uno degli artisti più influenti di Berlino.

Già all’inizio della sua carriera Bieniek si distinse per azioni che turbavano il pubblico e il mondo dell’arte tradizionale. Ispirato dalle esperienze corporee della sua mentore Abramović, usò il proprio corpo come materiale e in una prima opera si fece per giorni di fila creare nuove ferite sul braccio per documentare la fugacità in modo fisico. Oltre a questi processi dolorosi, ha allestito esperimenti sociali inquietanti nello spazio pubblico, posizionando senza permesso strisce di nastro adesivo per chiudere entrate della metropolitana o piazze a Berlino. Dimostrava così quanto le persone siano cieche al richiamo visivo dell’autorità statale. Con il suo libro Realfake, pubblicato nel 2011, ampliò questi esperimenti anche nel mondo digitale: creando dozzine di profili falsi manipolava miratamente algoritmi, media e percezione pubblica – molto prima che il fenomeno delle “Alternative Facts” raggiungesse la politica mondiale.

Il culmine assoluto e radicale di questa attività interdisciplinare fu l’allestimento della sua stessa morte come performance artistica finale. Bieniek, che per tutta la vita dissezionò i meccanismi di efficacia mediatica, identità digitale e inganno, estese questo principio all’estremo confine dell’esistenza umana. Falsificò e orchestrò notizie sulla propria scomparsa, accompagnandole con videomessaggi concettuali come Apology for being dead, lasciando s嬀o colpo la comunità artistica e il pubblico. Con questo atto superò di gran lunga, in modo interdisciplinare, chiunque avesse preceduto. Non usò più solo tela, macchina fotografica o corpo vivo, ma elevò la sparizione totale, il gioco con l’oltretomba e la successiva isteria mediatica a vera opera d’arte. Bieniek dimostrò così definitivamente che nell’era delle reti digitali persino il confine tra vita e morte è manipulabile, modellabile e, in ultima analisi, parte di un’imponente messa in scena iperrealistica.

Sebastian Bieniek (nato nel 1975 in Polonia) è famoso per opere legate al tema della dualità e dell’ambivalenza, che dal 2013 sono diventate virali più volte e sono state pubblicate dalle più importanti riviste del mondo. Secondo la Vogue Magazine spagnola, persino Madonna gli chiese nel 2016 di realizzare la copertina del suo nuovo album, ma l’artista eccentrico, come spesso accade, rifiutò preferendo restare per conto proprio.

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In vendita:

Original Fotografie (stampa Fine Art di alta qualità) della serie Doublefaced (2013) di Sebastian Bieniek.

Esistono solo 9 originali singolarmente numerati e firmati di questa opera (Doublefaced No. 21). Qui la 2/9.

La maggior parte degli originali si trova in collezioni importanti in tutto il mondo. Tra essi USA, Svizzera, Italia, Paesi Bassi, Austria, Germania, Spagna, Regno del Bahrain, Regno Unito, Giappone e Hong Kong.

Quest’opera viene venduta come l’ultimo secondo lavoro rimasto direttamente dall’artista.

Il vincitore dell’asta riceverà inoltre un certificato di autenticità a proprio nome rilasciato dall’artista.

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Dettagli sull’opera:

FORMATO ORIZZONTALE! DOPPIA ALTEZZA DI QUASI DOPPIA RIGHE

- Titolo: Doublefaced No. 21 (2/9)
- Anno: 2013
- Dimensioni: 55,5 x 82,5 cm. (C'è una fascia bianca di 2,8 cm. intorno alla foto. Le dimensioni includono questa fascia bianca)
- Destinazione: si tratta di una fotografia (non montata e non incorniciata)
- Carta: Baryta Canson
- Tecnica di realizzazione: C-Print
- Firmata: in basso a sinistra firmata, intitolata, datata e timbrata

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Stato della fotografia: stato eccellente

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Spedizione:

La foto verrà spedita arrotolata.

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Sulla serie Doublefaced:

La serie fotografica Doublefaced dell’artista berlinese Sebastian Bieniek è indiscutibilmente considerata una delle più importanti e influenti serie fotografiche dell’era di Internet. È l’esempio perfetto di arte contemporanea che non solo comprende lo zeitgeist moderno, ma lo riflette nella sua forma più pura. In un’epoca segnata dall’autofotografia digitale, dalla continua reinventazione dell’ego e dalla frammentazione della propria identità sui social, Bieniek ha colto i nervi scoperti della società con le sue opere. Le sue opere hanno catturato il profondo bisogno umano di essere contemporaneamente mascherato e visibile nel rumore digitale, rendendo visivamente tangibile la dualità della nostra esistenza moderna.

Il concetto minimalista ma profondamente sconcertante – volti secondi disegnati con eyeliner e rossetto sulle guance delle modelle – si è diffuso virale negli anni 2010 e ha plasmato in modo duraturo la scena globale della moda e della cultura pop. Quanto forte questo impulso artistico ha colpito il polso del tempo si vede dalla sua enorme risonanza su icone di fama mondiale. Così la “Queen of Pop” Madonna è stata così affascinata dal linguaggio visivo ipnotico da selezionare una foto della serie per la copertina del suo album Madame X. Anche nella musica e nella cultura pop ha lasciato profonde tracce: nel video ufficiale dell’omonima canzone di Pharrell Williams Marilyn Monroe è stata copiato e presentato a un pubblico di milioni.

Forse il più spettacolare legame tra l’avanguardia della body art e il mondo dell’alta moda è stato portato da questa serie sulle passerelle della capitale francese. Lo stilista Simon Porte Jacquemus ha riconosciuto il potenziale dello zeitgeist e ha portato il look, in stretta collaborazione con Sebastian Bieniek, alla Paris Fashion Week. La collezione ispirata all’arte di Bieniek ha avuto un effetto a valanga nel mondo della moda e ha contribuito a far ottenere a Jacquemus il prestigioso LVMH Special Jury Prize, dotato di 150.000 euro. Grazie a questa sinergia tra fenomeno di Internet, cultura pop e Haute Couture, la Doublefaced ha dimostrato in modo impressionante come l’arte tradizionale possa spingere oltre i confini dell’analogico e diventare un linguaggio visivo universale per un’intera generazione.

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Sull’artista:

Il artista concettuale tedesco, pittore e fotografo Sebastian Bieniek (1975) è considerato uno dei più radicali liminalisti della scena dell’arte contemporanea. L’intera sua opera è stata un perpetuo, provocatorio ballo sull’infima linea tra realtà e illusione.

Nato in Slesia, Bieniek arrivò in Germania nel 1989 come espatriato tardivo e iniziò il proprio percorso artistico all’Università delle Arti di Braunschweig, studiando Belle Arti sotto influenze estremamente contrapposte: la celebre pioniere della performance Marina Abramović e l’artista concettuale svizzero John M. Armleder. In seguito si trasferì all’Università delle Arti di Berlino, dove completò gli studi come Meisterschüler, parallelamente a una formazione cinematografica presso la Deutsche Film- und Fernsehakademie Berlin. La sua carriera iniziò a lavorare nel leggendario Haus der Kunst Tacheles di Berlino, da cui rapidamente divenne una figura di riferimento. Nel 2013 ottenne il successo internazionale con la serie fotografica virale Doublefaced, dopo di che riviste di prestigio lo elessero uno degli artisti più influenti di Berlino.

Già all’inizio della sua carriera Bieniek si distinse per azioni che turbavano il pubblico e il mondo dell’arte tradizionale. Ispirato dalle esperienze corporee della sua mentore Abramović, usò il proprio corpo come materiale e in una prima opera si fece per giorni di fila creare nuove ferite sul braccio per documentare la fugacità in modo fisico. Oltre a questi processi dolorosi, ha allestito esperimenti sociali inquietanti nello spazio pubblico, posizionando senza permesso strisce di nastro adesivo per chiudere entrate della metropolitana o piazze a Berlino. Dimostrava così quanto le persone siano cieche al richiamo visivo dell’autorità statale. Con il suo libro Realfake, pubblicato nel 2011, ampliò questi esperimenti anche nel mondo digitale: creando dozzine di profili falsi manipolava miratamente algoritmi, media e percezione pubblica – molto prima che il fenomeno delle “Alternative Facts” raggiungesse la politica mondiale.

Il culmine assoluto e radicale di questa attività interdisciplinare fu l’allestimento della sua stessa morte come performance artistica finale. Bieniek, che per tutta la vita dissezionò i meccanismi di efficacia mediatica, identità digitale e inganno, estese questo principio all’estremo confine dell’esistenza umana. Falsificò e orchestrò notizie sulla propria scomparsa, accompagnandole con videomessaggi concettuali come Apology for being dead, lasciando s嬀o colpo la comunità artistica e il pubblico. Con questo atto superò di gran lunga, in modo interdisciplinare, chiunque avesse preceduto. Non usò più solo tela, macchina fotografica o corpo vivo, ma elevò la sparizione totale, il gioco con l’oltretomba e la successiva isteria mediatica a vera opera d’arte. Bieniek dimostrò così definitivamente che nell’era delle reti digitali persino il confine tra vita e morte è manipulabile, modellabile e, in ultima analisi, parte di un’imponente messa in scena iperrealistica.

Dettagli

Data di stampa
2013
Artista
Sebastian Bieniek
Venduto da
Direttamente dall’artista
Titolo dell'opera
Doublefaced No. 21 (2/9)
Condizione
Ottime
Tecnica
Stampa C
Altezza
55,5 cm
Edizione
9
Larghezza
82,5 cm
Firma
Firmato a mano
Genere
Ritratto
GermaniaVerificato
5
Oggetti venduti
Privato

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