Attribuito a Michelangelo Pittatore (1825–1903) - Ritratto di Nobile






Laurea magistrale in pittura rinascimentale, tirocinio Sotheby’s e 15 anni di esperienza.
50 € | ||
|---|---|---|
10 € |
Tutela degli acquirenti Catawiki
Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli
Trustpilot 4.4 | 143362 recensioni
Valutato Eccellente su Trustpilot.
Descrizione del venditore
Interessante opera attribuita al pittore Michelangelo Pittatore (1825–1903) dipinta ad olio su tela in buono stato di conservazione.
Il dipinto misura cm 83x64.
La cornice è coeva all'opera e necessita di restauro sui fregi.
Nella quieta cittadina piemontese di Asti, il 12 febbraio 1825, nacque Michelangelo Pittatore, destinato a diventare il pittore che avrebbe dato volto e dignità artistica alla borghesia emergente del suo tempo. Figlio di Sebastiano, un artigiano che aveva abbandonato le aspirazioni pittoriche per dedicarsi all’attività di corniciaio e decoratore, Michelangelo mostrò sin da giovane un talento innato per l’arte. A soli undici anni, il padre lo affidò alle cure del pittore Agostino Cottolengo, fratello del più noto Giuseppe Benedetto, affinché ne coltivasse le doti.Nel 1839, appena quattordicenne, Michelangelo si trasferì a Roma per proseguire gli studi presso l’Accademia di San Luca. La Città Eterna, con la sua ricchezza artistica e culturale, offrì al giovane pittore l’opportunità di affinare la tecnica e di entrare in contatto con illustri personalità dell’epoca. Frequentando l’Antico Caffè Greco, punto di ritrovo per artisti e intellettuali, strinse amicizia con il pittore tedesco Rudolf Lehmann e conobbe altri esponenti del panorama artistico internazionale.
Durante il soggiorno romano, la vivacità culturale influenzò profondamente la sua produzione, portandolo a realizzare opere di genere che, pur nella loro apparente semplicità, riflettevano le inquietudini e le aspirazioni della nuova classe borghese in ascesa. Tra queste, spiccano “Il Fumatore” e “Il Bevitore”, dipinti che catturano momenti di vita quotidiana con una sensibilità straordinaria.
Nel 1855, Pittatore fece ritorno ad Asti, dove si dedicò principalmente alla ritrattistica, immortalando volti di artigiani, mecenati, imprenditori, politici e intellettuali locali. Le sue opere offrono uno spaccato della società astigiana dell’Ottocento, evidenziando la fierezza e la determinazione di una borghesia in piena ascesa sociale. Tra i ritratti più celebri, si annovera quello dello zio materno, Giovanni Matteo Palmiero, sindaco di Asti, raffigurato con un orecchino d’oro al lobo dell’orecchio destro, simbolo distintivo degli ex combattenti della guerra di Crimea.Lo stile pittorico di Michelangelo Pittatore si distingue per la morbidezza della pennellata e l’attenzione ai dettagli, caratteristiche che conferiscono alle sue opere una straordinaria vitalità e realismo. Rifiutando il misticismo barocco e le leziosità del rococò, l’artista adottò un approccio più sobrio e diretto, concentrandosi sulla rappresentazione autentica dei soggetti. Nei suoi ritratti, emerge una profonda comprensione dell’animo umano, con una particolare attenzione alle espressioni facciali e alla postura, elementi che rivelano il carattere e lo stato d’animo dei personaggi raffigurati.Michelangelo Pittatore si spense nella sua amata Asti il 24 marzo 1903, lasciando in eredità una ricca collezione di opere che ancora oggi testimoniano la vivacità culturale e sociale della città piemontese nel XIX secolo. Le sue tele, custodite in musei e collezioni private, continuano a raccontare storie di vita quotidiana, passioni e aspirazioni di un’epoca ormai lontana, ma ancora viva attraverso i suoi dipinti.
Provenienza mercato antiquario Italiano
Spedizione rapida con imballo sicuro
Il venditore si racconta
Interessante opera attribuita al pittore Michelangelo Pittatore (1825–1903) dipinta ad olio su tela in buono stato di conservazione.
Il dipinto misura cm 83x64.
La cornice è coeva all'opera e necessita di restauro sui fregi.
Nella quieta cittadina piemontese di Asti, il 12 febbraio 1825, nacque Michelangelo Pittatore, destinato a diventare il pittore che avrebbe dato volto e dignità artistica alla borghesia emergente del suo tempo. Figlio di Sebastiano, un artigiano che aveva abbandonato le aspirazioni pittoriche per dedicarsi all’attività di corniciaio e decoratore, Michelangelo mostrò sin da giovane un talento innato per l’arte. A soli undici anni, il padre lo affidò alle cure del pittore Agostino Cottolengo, fratello del più noto Giuseppe Benedetto, affinché ne coltivasse le doti.Nel 1839, appena quattordicenne, Michelangelo si trasferì a Roma per proseguire gli studi presso l’Accademia di San Luca. La Città Eterna, con la sua ricchezza artistica e culturale, offrì al giovane pittore l’opportunità di affinare la tecnica e di entrare in contatto con illustri personalità dell’epoca. Frequentando l’Antico Caffè Greco, punto di ritrovo per artisti e intellettuali, strinse amicizia con il pittore tedesco Rudolf Lehmann e conobbe altri esponenti del panorama artistico internazionale.
Durante il soggiorno romano, la vivacità culturale influenzò profondamente la sua produzione, portandolo a realizzare opere di genere che, pur nella loro apparente semplicità, riflettevano le inquietudini e le aspirazioni della nuova classe borghese in ascesa. Tra queste, spiccano “Il Fumatore” e “Il Bevitore”, dipinti che catturano momenti di vita quotidiana con una sensibilità straordinaria.
Nel 1855, Pittatore fece ritorno ad Asti, dove si dedicò principalmente alla ritrattistica, immortalando volti di artigiani, mecenati, imprenditori, politici e intellettuali locali. Le sue opere offrono uno spaccato della società astigiana dell’Ottocento, evidenziando la fierezza e la determinazione di una borghesia in piena ascesa sociale. Tra i ritratti più celebri, si annovera quello dello zio materno, Giovanni Matteo Palmiero, sindaco di Asti, raffigurato con un orecchino d’oro al lobo dell’orecchio destro, simbolo distintivo degli ex combattenti della guerra di Crimea.Lo stile pittorico di Michelangelo Pittatore si distingue per la morbidezza della pennellata e l’attenzione ai dettagli, caratteristiche che conferiscono alle sue opere una straordinaria vitalità e realismo. Rifiutando il misticismo barocco e le leziosità del rococò, l’artista adottò un approccio più sobrio e diretto, concentrandosi sulla rappresentazione autentica dei soggetti. Nei suoi ritratti, emerge una profonda comprensione dell’animo umano, con una particolare attenzione alle espressioni facciali e alla postura, elementi che rivelano il carattere e lo stato d’animo dei personaggi raffigurati.Michelangelo Pittatore si spense nella sua amata Asti il 24 marzo 1903, lasciando in eredità una ricca collezione di opere che ancora oggi testimoniano la vivacità culturale e sociale della città piemontese nel XIX secolo. Le sue tele, custodite in musei e collezioni private, continuano a raccontare storie di vita quotidiana, passioni e aspirazioni di un’epoca ormai lontana, ma ancora viva attraverso i suoi dipinti.
Provenienza mercato antiquario Italiano
Spedizione rapida con imballo sicuro
