(MONTIEL) 1985 - "IKU"






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IKU di Montiel, pittura acrilica originale del 2026, in verde, 73 × 100 cm, firma a mano e venduta direttamente dall'artista come opera originale raffigurante la natura.
Descrizione del venditore
José Leonardo Montiel García (Montiel) è un artista visivo cubano nato a Santa Clara, Villa Clara, la cui carriera si è sviluppata tra la creazione artistica, l’insegnamento e la promozione culturale. Attualmente risiede e sviluppa la sua pratica artistica in Spagna.
Il suo lavoro si costruisce da una concezione aperta e sperimentale delle arti visive. Disegno, pittura, scultura, ceramica, incisione, fotografia, installazione e graphic design fanno parte di una pratica multidisciplinare in cui i materiali, gli oggetti e le loro possibilità di trasformazione assumono una rilevanza speciale.
Nel corso della sua carriera, Montiel ha inteso la creazione non solo come produzione individuale, ma come una forma di relazione con l’ambiente e di generazione di esperienze condivise. Questa concezione ha favorito una stretta correlazione tra la sua attività artistica, la formazione e il lavoro comunitario.
La sua esperienza pedagogica e l’attività di promotore culturale hanno dato luogo a workshop, saloni, azioni plastiche, progetti espositivi e interventi in spazi pubblici. In questi ambiti ha lavorato sulla formazione artistica e sulla creazione di spazi capaci di avvicinare le arti visive a diverse comunità, intessendo la cultura come territorio di partecipazione, conoscenza e trasformazione.
Questa dimensione della sua traiettoria ha acquisito particolare rilievo sia a Cuba che in Venezuela, dove ha sviluppato progetti di carattere artistico e comunitario, interventi urbani, murales e proposte scultoree, oltre a partecipare a iniziative volte alla creazione e promozione di nuovi spazi per le arti visive.
Tra queste esperienze rientra la creazione e promozione, nel 2013, della Galería de Arte Armando Reverón, nello stato Vargas, Venezuela, così come la realizzazione di progetti comunitari, murales urbani e interventi in diversi spazi pubblici.
Parallelamente, la sua opera è stata presentata in mostre personali e collettive a Cuba, in Venezuela e in Spagna. Il suo percorso è stato riconosciuto con vari premi e riconoscimenti, tra cui tre volte consecutive il “Gran Premio Escaramujo Nacional en Artes Plásticas” nel 2011, 2015 e nel 2017; il Gran Premio della Beca “Reino de este Mundo” indetta dall’Asociación Hermanos Sais AHS nel 2017; il Primo Premio del Salón de Pequeño Formato nel 2018 e il Premio del I Salón de Paisaje Rural, Urbano y de Marinas Edelson Machado nel 2019.
Negli ultimi anni, la sua pratica artistica ha continuato a svilupparsi in Spagna. Nel 2023 realizza la sua prima mostra personale, NEGRO, nella Galería / enoteca “VINAURO”, nella città di Granada. Nel 2024 ha presentato il progetto personale NEGRO presso il Centro Cultural “EL TUMBAO” ad Alicante, e nel 2025 ha partecipato alle mostre collettive AJIACO e MANIGUEROS nella Galería “VALBUENA”, El Campello, Alicante. Esposizione collettiva “CONVERGENTES”, Galería VEARTE, Alicante, Spagna, 2026.
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https://www.vanguardia.cu/cultura/16073-leonardo-montiel-guerrero
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IKU
73 × 100 cm
IKU propone una riflessione sulla morte non come scomparsa assoluta, ma come parte inevitabile del ciclo di trasformazione dell’esistenza. La figura dell’insetto occupa lo spazio in modo frontale e monumentale, diventando una presenza che sembra situarsi tra ciò che è naturale, lo ancestrale e il simbolico.
La sua anatomia è costruita a partire dalla contraddizione. Il corpo conserva l’apparenza esterna di un organismo vivo, mentre all’interno delle ali emergono strutture che ricordano ossa, cavità e resti organici. Vita e morte si presentano così come stati non opposti, ma coabitanti nello stesso corpo.
Il titolo IKU approfondisce questa lettura. Nella tradizione Yoruba, Ikú è associato alla morte, una realtà inevitabile nel transito umano. Da questa prospettiva, l’opera non intende rappresentare la morte unicamente dal timore, ma avvicinarsi ad essa come una forza che stabilisce limiti, trasforma la materia e ricorda la fragilità di ogni esistenza.
L’intenso sfondo rosso introduce un’atmosfera di tensione e vitalità. Può evocare sangue, energia, pericolo o nascita, mentre i verdi, gli azzurri e le tonalità invecchiate dell’insetto costruiscono una superficie dove l’organico sembra attraversato dal tempo. La morte appare paradossalmente circondata di colore e di una potente sensazione di vita.
L’insetto diventa così una specie di corpo rituale, una presenza che ci obbliga a guardare ciò che di solito cerchiamo di allontanare. Le ali non annunciano solo la possibilità di volare; scoprono anche ciò che resta nascosto sotto la superficie del corpo.
IKU parla della frontiera tra esistere e sparire, ricordandoci che morire non è necessariamente l’opposto di vivere, ma una condizione che accompagna la vita fin dalla sua origine.
José Leonardo Montiel García (Montiel) è un artista visivo cubano nato a Santa Clara, Villa Clara, la cui carriera si è sviluppata tra la creazione artistica, l’insegnamento e la promozione culturale. Attualmente risiede e sviluppa la sua pratica artistica in Spagna.
Il suo lavoro si costruisce da una concezione aperta e sperimentale delle arti visive. Disegno, pittura, scultura, ceramica, incisione, fotografia, installazione e graphic design fanno parte di una pratica multidisciplinare in cui i materiali, gli oggetti e le loro possibilità di trasformazione assumono una rilevanza speciale.
Nel corso della sua carriera, Montiel ha inteso la creazione non solo come produzione individuale, ma come una forma di relazione con l’ambiente e di generazione di esperienze condivise. Questa concezione ha favorito una stretta correlazione tra la sua attività artistica, la formazione e il lavoro comunitario.
La sua esperienza pedagogica e l’attività di promotore culturale hanno dato luogo a workshop, saloni, azioni plastiche, progetti espositivi e interventi in spazi pubblici. In questi ambiti ha lavorato sulla formazione artistica e sulla creazione di spazi capaci di avvicinare le arti visive a diverse comunità, intessendo la cultura come territorio di partecipazione, conoscenza e trasformazione.
Questa dimensione della sua traiettoria ha acquisito particolare rilievo sia a Cuba che in Venezuela, dove ha sviluppato progetti di carattere artistico e comunitario, interventi urbani, murales e proposte scultoree, oltre a partecipare a iniziative volte alla creazione e promozione di nuovi spazi per le arti visive.
Tra queste esperienze rientra la creazione e promozione, nel 2013, della Galería de Arte Armando Reverón, nello stato Vargas, Venezuela, così come la realizzazione di progetti comunitari, murales urbani e interventi in diversi spazi pubblici.
Parallelamente, la sua opera è stata presentata in mostre personali e collettive a Cuba, in Venezuela e in Spagna. Il suo percorso è stato riconosciuto con vari premi e riconoscimenti, tra cui tre volte consecutive il “Gran Premio Escaramujo Nacional en Artes Plásticas” nel 2011, 2015 e nel 2017; il Gran Premio della Beca “Reino de este Mundo” indetta dall’Asociación Hermanos Sais AHS nel 2017; il Primo Premio del Salón de Pequeño Formato nel 2018 e il Premio del I Salón de Paisaje Rural, Urbano y de Marinas Edelson Machado nel 2019.
Negli ultimi anni, la sua pratica artistica ha continuato a svilupparsi in Spagna. Nel 2023 realizza la sua prima mostra personale, NEGRO, nella Galería / enoteca “VINAURO”, nella città di Granada. Nel 2024 ha presentato il progetto personale NEGRO presso il Centro Cultural “EL TUMBAO” ad Alicante, e nel 2025 ha partecipato alle mostre collettive AJIACO e MANIGUEROS nella Galería “VALBUENA”, El Campello, Alicante. Esposizione collettiva “CONVERGENTES”, Galería VEARTE, Alicante, Spagna, 2026.
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IKU
73 × 100 cm
IKU propone una riflessione sulla morte non come scomparsa assoluta, ma come parte inevitabile del ciclo di trasformazione dell’esistenza. La figura dell’insetto occupa lo spazio in modo frontale e monumentale, diventando una presenza che sembra situarsi tra ciò che è naturale, lo ancestrale e il simbolico.
La sua anatomia è costruita a partire dalla contraddizione. Il corpo conserva l’apparenza esterna di un organismo vivo, mentre all’interno delle ali emergono strutture che ricordano ossa, cavità e resti organici. Vita e morte si presentano così come stati non opposti, ma coabitanti nello stesso corpo.
Il titolo IKU approfondisce questa lettura. Nella tradizione Yoruba, Ikú è associato alla morte, una realtà inevitabile nel transito umano. Da questa prospettiva, l’opera non intende rappresentare la morte unicamente dal timore, ma avvicinarsi ad essa come una forza che stabilisce limiti, trasforma la materia e ricorda la fragilità di ogni esistenza.
L’intenso sfondo rosso introduce un’atmosfera di tensione e vitalità. Può evocare sangue, energia, pericolo o nascita, mentre i verdi, gli azzurri e le tonalità invecchiate dell’insetto costruiscono una superficie dove l’organico sembra attraversato dal tempo. La morte appare paradossalmente circondata di colore e di una potente sensazione di vita.
L’insetto diventa così una specie di corpo rituale, una presenza che ci obbliga a guardare ciò che di solito cerchiamo di allontanare. Le ali non annunciano solo la possibilità di volare; scoprono anche ciò che resta nascosto sotto la superficie del corpo.
IKU parla della frontiera tra esistere e sparire, ricordandoci che morire non è necessariamente l’opposto di vivere, ma una condizione che accompagna la vita fin dalla sua origine.
