Sasho Violetov - I Cant Draw Hands





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Sasho Violetov presenta I Cant Draw Hands, un dipinto acrilico originale del 2026 proveniente dalla Bulgaria, 40 × 40 cm, stile contemporaneo, firmato dall’artista e in ottime condizioni.
Descrizione del venditore
Sono nata a Sofia, dove vivo e lavoro attualmente. Possiedo la laurea triennale e la laurea magistrale in pittura murale presso l'Accademia Nazionale delle Arti di Sofia. Ho partecipato a mostre personali e collettive, festival e biennali in Bulgaria e nel Regno Unito. Nel 2022 ho avuto il privilegio di essere residente nel programma di residenza presso la Cité Internationale des Arts a Parigi.
Questo lavoro nasce dal mio incontro con il romanzo breve di Kurt Vonnegut «Deadeye Dick», in particolare con uno dei personaggi, il pittore incapace di disegnare le mani, che ha messo le mani di ogni figura nelle tasche. Quel piccolo dettaglio comico è rimasto dentro di me, non solo come una limitazione artistica ma come un gesto carico di significato. Nella mia opera, le mani delle figure rimangono nascoste, una postura che può essere letta come un rifiuto silenzioso—una riluttanza a tendere una mano, ad agire o ad assumersi la responsabilità. Le tasche diventano uno spazio di ritirata. Facendo eco al mix di umorismo e inquietudine del romanzo, l’opera suggerisce come le cose a cui ci ritiriamo dalla vista spesso parlino più forte di ciò che scegliamo di mostrare.
Sono nata a Sofia, dove vivo e lavoro attualmente. Possiedo la laurea triennale e la laurea magistrale in pittura murale presso l'Accademia Nazionale delle Arti di Sofia. Ho partecipato a mostre personali e collettive, festival e biennali in Bulgaria e nel Regno Unito. Nel 2022 ho avuto il privilegio di essere residente nel programma di residenza presso la Cité Internationale des Arts a Parigi.
Questo lavoro nasce dal mio incontro con il romanzo breve di Kurt Vonnegut «Deadeye Dick», in particolare con uno dei personaggi, il pittore incapace di disegnare le mani, che ha messo le mani di ogni figura nelle tasche. Quel piccolo dettaglio comico è rimasto dentro di me, non solo come una limitazione artistica ma come un gesto carico di significato. Nella mia opera, le mani delle figure rimangono nascoste, una postura che può essere letta come un rifiuto silenzioso—una riluttanza a tendere una mano, ad agire o ad assumersi la responsabilità. Le tasche diventano uno spazio di ritirata. Facendo eco al mix di umorismo e inquietudine del romanzo, l’opera suggerisce come le cose a cui ci ritiriamo dalla vista spesso parlino più forte di ciò che scegliamo di mostrare.

