serena grassetti - Silent Agony






Laurea magistrale in Cinema e Arti Visive; curatore, scrittore e ricercatore esperto.
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Descrizione del venditore
Silent Agony
Esiste una forma di dolore che non lascia tracce visibili, eppure cambia il modo in cui abitiamo il nostro corpo.
In Silent Agony, le mani si contorcono in un gesto carico di tensione, come se qualcosa, dall’interno, cercasse disperatamente una via d’uscita. La figura sembra sospesa tra il bisogno di liberarsi e l’impossibilità di dare voce a ciò che sente.
Non è soltanto un’immagine di sofferenza. È il ritratto di una condizione interiore che molti conoscono: la stanchezza emotiva, il peso dei pensieri, il momento in cui continuare a trattenere ciò che si prova diventa quasi insostenibile.
Le mani assumono il ruolo di un volto invisibile. Nella loro torsione si manifesta ciò che le parole non riescono a contenere, trasformando una sensazione intima in una presenza fisica, concreta, impossibile da ignorare.
La scultura invita a riconoscere quella parte fragile e autentica che spesso nascondiamo per continuare a essere forti agli occhi degli altri. Non offre risposte né cerca consolazione: dà forma a un’esperienza umana che raramente trova il coraggio di mostrarsi.
Nella ricerca di Serena Grassetti, la materia diventa il luogo in cui l’invisibile prende corpo e l’emozione si trasforma in linguaggio.
Perché a volte ciò che non riusciamo a dire è proprio ciò che più profondamente ci rappresenta.
Materiale: resina e polvere di marmo
Edizione LIMITATA di 50 esemplari.
* Pezzo originale firmato dall’artista, accompagnato da certificato di autenticità.
SERENA GRASSETTI — CONTEMPORARY ARTIST
Serena Grassetti è un’artista contemporanea italiana la cui ricerca indaga la complessità dell’essere umano, esplorando identità, memoria, fragilità e trasformazione interiore attraverso un linguaggio artistico personale e multidisciplinare.
Figlia d’arte, formatasi presso l’Istituto d’Arte di Macerata, ha sviluppato nel corso degli anni una profonda conoscenza della materia e delle sue possibilità espressive, sperimentando pittura, scultura, modellazione, resine, carboncino e tecniche legate alla Natural Art. Questa esperienza costituisce il fondamento di una pratica in cui il materiale non è semplice supporto, ma parte integrante del significato dell’opera.
Al centro della sua ricerca si trova il corpo inteso come spazio psicologico e simbolico: una presenza capace di manifestare ciò che le parole non riescono a esprimere. Attraverso figure incomplete, gesti carichi di tensione e forme che oscillano tra presenza e dissoluzione, Grassetti dà consistenza visiva agli stati più profondi dell’esperienza umana.
Il suo lavoro si inserisce nel dialogo internazionale della scultura e dell’arte figurativa contemporanea, in relazione tematica con le ricerche di Rabarama, Berlinde De Bruyckere e Xiang Jing, mentre il confronto con Andy Warhol, Banksy e KAWS apre una riflessione sulle diverse modalità attraverso cui l’arte contemporanea interpreta l’identità e la condizione umana.
Con opere presentate in contesti espositivi in Italia e all’estero, Serena Grassetti sviluppa una ricerca orientata a superare la rappresentazione superficiale per raggiungere una dimensione più intima e universale. La sua poetica si fonda su un principio essenziale: dare forma a ciò che non si vede, ma che determina profondamente ciò che siamo.
Silent Agony
Esiste una forma di dolore che non lascia tracce visibili, eppure cambia il modo in cui abitiamo il nostro corpo.
In Silent Agony, le mani si contorcono in un gesto carico di tensione, come se qualcosa, dall’interno, cercasse disperatamente una via d’uscita. La figura sembra sospesa tra il bisogno di liberarsi e l’impossibilità di dare voce a ciò che sente.
Non è soltanto un’immagine di sofferenza. È il ritratto di una condizione interiore che molti conoscono: la stanchezza emotiva, il peso dei pensieri, il momento in cui continuare a trattenere ciò che si prova diventa quasi insostenibile.
Le mani assumono il ruolo di un volto invisibile. Nella loro torsione si manifesta ciò che le parole non riescono a contenere, trasformando una sensazione intima in una presenza fisica, concreta, impossibile da ignorare.
La scultura invita a riconoscere quella parte fragile e autentica che spesso nascondiamo per continuare a essere forti agli occhi degli altri. Non offre risposte né cerca consolazione: dà forma a un’esperienza umana che raramente trova il coraggio di mostrarsi.
Nella ricerca di Serena Grassetti, la materia diventa il luogo in cui l’invisibile prende corpo e l’emozione si trasforma in linguaggio.
Perché a volte ciò che non riusciamo a dire è proprio ciò che più profondamente ci rappresenta.
Materiale: resina e polvere di marmo
Edizione LIMITATA di 50 esemplari.
* Pezzo originale firmato dall’artista, accompagnato da certificato di autenticità.
SERENA GRASSETTI — CONTEMPORARY ARTIST
Serena Grassetti è un’artista contemporanea italiana la cui ricerca indaga la complessità dell’essere umano, esplorando identità, memoria, fragilità e trasformazione interiore attraverso un linguaggio artistico personale e multidisciplinare.
Figlia d’arte, formatasi presso l’Istituto d’Arte di Macerata, ha sviluppato nel corso degli anni una profonda conoscenza della materia e delle sue possibilità espressive, sperimentando pittura, scultura, modellazione, resine, carboncino e tecniche legate alla Natural Art. Questa esperienza costituisce il fondamento di una pratica in cui il materiale non è semplice supporto, ma parte integrante del significato dell’opera.
Al centro della sua ricerca si trova il corpo inteso come spazio psicologico e simbolico: una presenza capace di manifestare ciò che le parole non riescono a esprimere. Attraverso figure incomplete, gesti carichi di tensione e forme che oscillano tra presenza e dissoluzione, Grassetti dà consistenza visiva agli stati più profondi dell’esperienza umana.
Il suo lavoro si inserisce nel dialogo internazionale della scultura e dell’arte figurativa contemporanea, in relazione tematica con le ricerche di Rabarama, Berlinde De Bruyckere e Xiang Jing, mentre il confronto con Andy Warhol, Banksy e KAWS apre una riflessione sulle diverse modalità attraverso cui l’arte contemporanea interpreta l’identità e la condizione umana.
Con opere presentate in contesti espositivi in Italia e all’estero, Serena Grassetti sviluppa una ricerca orientata a superare la rappresentazione superficiale per raggiungere una dimensione più intima e universale. La sua poetica si fonda su un principio essenziale: dare forma a ciò che non si vede, ma che determina profondamente ciò che siamo.
