Ausonio - Decii Ausonii Burdegalensis Opuscula Varia - 1540

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Descrizione del venditore

Decii Ausonii Burdigalensis, viri consularis opuscula varia

Lione, apud Seb. Gryphium, 1540 · Letteratura latina · Edizione cinquecentesca

L’autore: Decimo Magno Ausonio

Decimo Magno Ausonio (circa 310 – circa 395 d.C.) fu uno dei più significativi poeti latini della tarda antichità. Originario di Burdigala, l’odierna Bordeaux, visse in un periodo di profonde trasformazioni politiche, culturali e religiose dell’Impero romano, distinguendosi per la propria formazione retorica e per la capacità di unire erudizione classica, osservazione della società e raffinatezza letteraria.

Dopo aver esercitato l’insegnamento della grammatica e della retorica, Ausonio raggiunse una posizione di rilievo alla corte imperiale, entrando in rapporto con l’imperatore Graziano e ricoprendo importanti incarichi pubblici, fino alla dignità consolare. La sua esperienza di uomo di lettere e di funzionario imperiale si riflette in una produzione ampia e articolata, nella quale convivono poesia celebrativa, componimenti brevi, epigrammi, ricordi personali e descrizioni della vita quotidiana.

La sua opera riveste un particolare interesse storico, poiché testimonia la persistenza della cultura letteraria pagana e della tradizione scolastica romana durante la progressiva affermazione del cristianesimo. Ausonio rappresenta, in questo senso, una figura di passaggio tra il mondo classico e quello tardoantico, capace di conservare e rielaborare forme e modelli della grande letteratura latina.

Lo stampatore: Sébastien Gryphe

L’edizione fu impressa a Lione nel 1540 presso la tipografia di Sébastien Gryphe (circa 1493–1556), uno dei più importanti stampatori del Rinascimento europeo. Di origine tedesca, Gryphe sviluppò nella città francese un’attività editoriale di altissimo livello, dedicata soprattutto ai testi classici, alla filologia, alla filosofia e alla cultura umanistica.

La sua officina si distinse per la qualità della composizione tipografica, l’attenzione alla correttezza dei testi e la diffusione di edizioni maneggevoli destinate a studiosi, insegnanti, studenti e lettori colti. Lione, grazie alla propria posizione commerciale e alla vivacità delle sue tipografie, era allora uno dei principali centri europei della produzione libraria.

Il frontespizio dell’esemplare presenta il caratteristico apparato tipografico rinascimentale, con il nome dell’autore disposto secondo una rigorosa gerarchia visiva, il titolo articolato su più righe e la marca dello stampatore raffigurante il grifone. Quest’ultima, accompagnata dal motto Virtute duce, comite fortuna — «Con la virtù come guida e la fortuna come compagna» — costituisce un elemento distintivo dell’identità editoriale dei Gryphe.

Stato di preservazione: Ottimo stato di preservazione, legatura floscia cinquecentesca pagine croccanti lievissime finiture e da pagina centosette a centodieci si segnala che queste quattro pagine sono in anastatica, nel complesso un esemplare bellissimo e di difficile reperibilita' sul mercato pensato per collezzionisti di altissimo livello

L’edizione del 1540 è documentata nei cataloghi bibliografici, che ne registrano la pubblicazione a Lione presso Sébastien Gryphe e la consistenza di 231 carte o pagine numerate bibliograficamente come 231, [1] pagine, in formato ottavo.



Il significato e il contenuto dell’opera

Il titolo Decii Ausonii Burdigalensis, viri consularis opuscula varia può essere tradotto come «Opere diverse di Decimo Ausonio di Bordeaux, uomo insignito della dignità consolare». La definizione opuscula varia richiama la natura composita della raccolta, destinata a riunire diversi scritti poetici dell’autore e a restituire al lettore la varietà dei suoi interessi letterari.

Il volume si inserisce nella grande stagione rinascimentale di recupero, studio e diffusione degli autori dell’antichità. Attraverso la stampa, testi che per secoli erano circolati soprattutto in forma manoscritta potevano raggiungere un pubblico più ampio, diventando strumenti di studio e modelli per la formazione umanistica.

La produzione di Ausonio comprende epigrammi, componimenti encomiastici, poesie di carattere descrittivo e testi legati alla memoria personale. Vi si ritrovano l’attenzione per la forma, il gusto per il gioco verbale, la cultura mitologica e retorica e la capacità di rappresentare persone, luoghi e consuetudini del proprio tempo. La sua scrittura offre inoltre preziose testimonianze sulla società gallo-romana del IV secolo, sulle relazioni intellettuali e sul prestigio della cultura letteraria nell’ambiente imperiale.

Il valore della raccolta risiede dunque non soltanto nella qualità poetica dei singoli componimenti, ma anche nella possibilità di osservare attraverso di essi la continuità della tradizione classica in un’epoca di transizione. La poesia di Ausonio conserva infatti il patrimonio della cultura latina e, al contempo, ne documenta le trasformazioni, rendendo visibile il dialogo tra l’eredità romana e la nuova realtà tardoantica.

L’impatto culturale nell’Europa del Cinquecento

Nel XVI secolo la riscoperta degli autori classici costituiva uno dei fondamenti dell’Umanesimo e della cultura rinascimentale. La conoscenza del latino, lo studio della retorica e la lettura diretta delle fonti antiche erano considerati elementi essenziali della formazione di letterati, uomini di Chiesa, giuristi e funzionari.

In questo contesto, la pubblicazione delle opere di Ausonio presso la tipografia di Gryphe assume un significato che supera la semplice riproduzione di un testo antico. L’edizione a stampa contribuiva a rendere accessibile un autore apprezzato per la sua erudizione, per la varietà della sua produzione e per la testimonianza offerta sulla civiltà romana.

Lione rappresentava un ambiente particolarmente favorevole a questa circolazione culturale: la presenza di tipografie specializzate, commercianti di libri e reti internazionali di distribuzione favoriva la diffusione dei testi umanistici oltre i confini francesi. Le edizioni dei classici divenivano così parte di un sistema europeo di trasmissione del sapere, nel quale stampatori, studiosi e lettori partecipavano alla conservazione e alla reinterpretazione dell’antichità.

L’importanza storica di questo volume si colloca proprio in tale processo. Non è possibile attribuire alla singola edizione un’influenza specifica senza ulteriori testimonianze documentarie; è tuttavia possibile riconoscerla come espressione concreta della cultura editoriale che contribuì a consolidare la presenza dei classici nella formazione intellettuale del Rinascimento.

Collazzione: 2pp;(231pp) Capilettera acquerellati

Conclusione

L’edizione lionese del 1540 degli Opuscula varia di Decimo Magno Ausonio rappresenta una significativa testimonianza dell’incontro tra letteratura latina antica e cultura tipografica rinascimentale. In essa convergono l’eredità poetica di un autore della tarda antichità, l’interesse umanistico per la riscoperta dei classici e la perizia editoriale di Sébastien Gryphe, protagonista della grande stagione libraria di Lione.

Il volume possiede un interesse che si sviluppa su più livelli: letterario, per la varietà della produzione ausoniana; storico, per la testimonianza offerta sulla cultura romana del IV secolo; bibliografico, per la sua appartenenza alla produzione tipografica cinquecentesca; collezionistico, infine, in quanto esemplare materiale della trasmissione del sapere attraverso i secoli.

Un libro di questo genere non è soltanto il veicolo di un testo antico, ma anche un documento della storia della lettura, della stampa e della conservazione della memoria culturale europea. La sua presenza in una raccolta di libri antichi permette di apprezzare tanto il contenuto intellettuale dell’opera quanto il ruolo svolto dall’editoria rinascimentale nel mantenere viva la tradizione classica.

Per il collezionista e lo studioso, l’esemplare assume quindi un valore particolare come testimonianza di un momento nel quale il patrimonio letterario dell’antichità veniva nuovamente accolto, studiato e trasmesso attraverso il libro a stampa.

Spedizione: express che vi permettera' di ottenere il libro in sole 24h lavorative dal momento della spedizione per i paesi UE mentre per i paesi extra UE saranno necessarie 48h lavorative.

Decii Ausonii Burdigalensis, viri consularis opuscula varia

Lione, apud Seb. Gryphium, 1540 · Letteratura latina · Edizione cinquecentesca

L’autore: Decimo Magno Ausonio

Decimo Magno Ausonio (circa 310 – circa 395 d.C.) fu uno dei più significativi poeti latini della tarda antichità. Originario di Burdigala, l’odierna Bordeaux, visse in un periodo di profonde trasformazioni politiche, culturali e religiose dell’Impero romano, distinguendosi per la propria formazione retorica e per la capacità di unire erudizione classica, osservazione della società e raffinatezza letteraria.

Dopo aver esercitato l’insegnamento della grammatica e della retorica, Ausonio raggiunse una posizione di rilievo alla corte imperiale, entrando in rapporto con l’imperatore Graziano e ricoprendo importanti incarichi pubblici, fino alla dignità consolare. La sua esperienza di uomo di lettere e di funzionario imperiale si riflette in una produzione ampia e articolata, nella quale convivono poesia celebrativa, componimenti brevi, epigrammi, ricordi personali e descrizioni della vita quotidiana.

La sua opera riveste un particolare interesse storico, poiché testimonia la persistenza della cultura letteraria pagana e della tradizione scolastica romana durante la progressiva affermazione del cristianesimo. Ausonio rappresenta, in questo senso, una figura di passaggio tra il mondo classico e quello tardoantico, capace di conservare e rielaborare forme e modelli della grande letteratura latina.

Lo stampatore: Sébastien Gryphe

L’edizione fu impressa a Lione nel 1540 presso la tipografia di Sébastien Gryphe (circa 1493–1556), uno dei più importanti stampatori del Rinascimento europeo. Di origine tedesca, Gryphe sviluppò nella città francese un’attività editoriale di altissimo livello, dedicata soprattutto ai testi classici, alla filologia, alla filosofia e alla cultura umanistica.

La sua officina si distinse per la qualità della composizione tipografica, l’attenzione alla correttezza dei testi e la diffusione di edizioni maneggevoli destinate a studiosi, insegnanti, studenti e lettori colti. Lione, grazie alla propria posizione commerciale e alla vivacità delle sue tipografie, era allora uno dei principali centri europei della produzione libraria.

Il frontespizio dell’esemplare presenta il caratteristico apparato tipografico rinascimentale, con il nome dell’autore disposto secondo una rigorosa gerarchia visiva, il titolo articolato su più righe e la marca dello stampatore raffigurante il grifone. Quest’ultima, accompagnata dal motto Virtute duce, comite fortuna — «Con la virtù come guida e la fortuna come compagna» — costituisce un elemento distintivo dell’identità editoriale dei Gryphe.

Stato di preservazione: Ottimo stato di preservazione, legatura floscia cinquecentesca pagine croccanti lievissime finiture e da pagina centosette a centodieci si segnala che queste quattro pagine sono in anastatica, nel complesso un esemplare bellissimo e di difficile reperibilita' sul mercato pensato per collezzionisti di altissimo livello

L’edizione del 1540 è documentata nei cataloghi bibliografici, che ne registrano la pubblicazione a Lione presso Sébastien Gryphe e la consistenza di 231 carte o pagine numerate bibliograficamente come 231, [1] pagine, in formato ottavo.



Il significato e il contenuto dell’opera

Il titolo Decii Ausonii Burdigalensis, viri consularis opuscula varia può essere tradotto come «Opere diverse di Decimo Ausonio di Bordeaux, uomo insignito della dignità consolare». La definizione opuscula varia richiama la natura composita della raccolta, destinata a riunire diversi scritti poetici dell’autore e a restituire al lettore la varietà dei suoi interessi letterari.

Il volume si inserisce nella grande stagione rinascimentale di recupero, studio e diffusione degli autori dell’antichità. Attraverso la stampa, testi che per secoli erano circolati soprattutto in forma manoscritta potevano raggiungere un pubblico più ampio, diventando strumenti di studio e modelli per la formazione umanistica.

La produzione di Ausonio comprende epigrammi, componimenti encomiastici, poesie di carattere descrittivo e testi legati alla memoria personale. Vi si ritrovano l’attenzione per la forma, il gusto per il gioco verbale, la cultura mitologica e retorica e la capacità di rappresentare persone, luoghi e consuetudini del proprio tempo. La sua scrittura offre inoltre preziose testimonianze sulla società gallo-romana del IV secolo, sulle relazioni intellettuali e sul prestigio della cultura letteraria nell’ambiente imperiale.

Il valore della raccolta risiede dunque non soltanto nella qualità poetica dei singoli componimenti, ma anche nella possibilità di osservare attraverso di essi la continuità della tradizione classica in un’epoca di transizione. La poesia di Ausonio conserva infatti il patrimonio della cultura latina e, al contempo, ne documenta le trasformazioni, rendendo visibile il dialogo tra l’eredità romana e la nuova realtà tardoantica.

L’impatto culturale nell’Europa del Cinquecento

Nel XVI secolo la riscoperta degli autori classici costituiva uno dei fondamenti dell’Umanesimo e della cultura rinascimentale. La conoscenza del latino, lo studio della retorica e la lettura diretta delle fonti antiche erano considerati elementi essenziali della formazione di letterati, uomini di Chiesa, giuristi e funzionari.

In questo contesto, la pubblicazione delle opere di Ausonio presso la tipografia di Gryphe assume un significato che supera la semplice riproduzione di un testo antico. L’edizione a stampa contribuiva a rendere accessibile un autore apprezzato per la sua erudizione, per la varietà della sua produzione e per la testimonianza offerta sulla civiltà romana.

Lione rappresentava un ambiente particolarmente favorevole a questa circolazione culturale: la presenza di tipografie specializzate, commercianti di libri e reti internazionali di distribuzione favoriva la diffusione dei testi umanistici oltre i confini francesi. Le edizioni dei classici divenivano così parte di un sistema europeo di trasmissione del sapere, nel quale stampatori, studiosi e lettori partecipavano alla conservazione e alla reinterpretazione dell’antichità.

L’importanza storica di questo volume si colloca proprio in tale processo. Non è possibile attribuire alla singola edizione un’influenza specifica senza ulteriori testimonianze documentarie; è tuttavia possibile riconoscerla come espressione concreta della cultura editoriale che contribuì a consolidare la presenza dei classici nella formazione intellettuale del Rinascimento.

Collazzione: 2pp;(231pp) Capilettera acquerellati

Conclusione

L’edizione lionese del 1540 degli Opuscula varia di Decimo Magno Ausonio rappresenta una significativa testimonianza dell’incontro tra letteratura latina antica e cultura tipografica rinascimentale. In essa convergono l’eredità poetica di un autore della tarda antichità, l’interesse umanistico per la riscoperta dei classici e la perizia editoriale di Sébastien Gryphe, protagonista della grande stagione libraria di Lione.

Il volume possiede un interesse che si sviluppa su più livelli: letterario, per la varietà della produzione ausoniana; storico, per la testimonianza offerta sulla cultura romana del IV secolo; bibliografico, per la sua appartenenza alla produzione tipografica cinquecentesca; collezionistico, infine, in quanto esemplare materiale della trasmissione del sapere attraverso i secoli.

Un libro di questo genere non è soltanto il veicolo di un testo antico, ma anche un documento della storia della lettura, della stampa e della conservazione della memoria culturale europea. La sua presenza in una raccolta di libri antichi permette di apprezzare tanto il contenuto intellettuale dell’opera quanto il ruolo svolto dall’editoria rinascimentale nel mantenere viva la tradizione classica.

Per il collezionista e lo studioso, l’esemplare assume quindi un valore particolare come testimonianza di un momento nel quale il patrimonio letterario dell’antichità veniva nuovamente accolto, studiato e trasmesso attraverso il libro a stampa.

Spedizione: express che vi permettera' di ottenere il libro in sole 24h lavorative dal momento della spedizione per i paesi UE mentre per i paesi extra UE saranno necessarie 48h lavorative.

Dettagli

Numero di Libri
1
Soggetto
Letteratura, Linguistica, Poesia, Politica, Storia, Storia della guerra
Titolo del Libro
Decii Ausonii Burdegalensis Opuscula Varia
Autore/ Illustratore
Ausonio
Condizione
Ottime
Anno di pubblicazione dell’oggetto più vecchio
1540
Edizione
1° edizione
Lingua
Latino
Lingua originale
Sì
Editore
Sebastian Gryphius
Legatura
Pergamena
Numero di pagine
231
ItaliaVerificato
4
Oggetti venduti
Privato

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