Melissa Shook - Daily Self-Portraits 1972-1973 - 2024





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Descrizione del venditore
Era importante lasciare che fosse l’inconscio, piuttosto che l’intelletto, a dettare l’evoluzione. E, per motivi che non comprendo appieno, essere nuda è diventato parte del progetto sin dall’inizio. E lavorare contro quel muro bianco, vicino alle due finestre frontali nella cosiddetta living room, è diventato un punto centrale.
—Melissa Shook
Nel dicembre del 1972, Melissa Shook (1939–2020) iniziò una serie di autoritratto quotidiani nel suo appartamento del Lower East Side che avrebbe continuato fino all’agosto 1973. Daily Self-Portraits 1972–1973 è l’intera serie dell’artista composta da 192 fotografie pubblicate per la prima volta insieme. Con le sue fotografie in formato medio, in bianco e nero, Shook si ritrae in una varietà di pose, creando un ritratto più completo di quello che potrebbe offrire una singola immagine. Le fotografie spesso includono la figlia di Shook e gli amici che popolano la sua sfera. Lo spettatore viene introdotto nel dominio intimo dell’artista e la quotidianità dell’esistenza quotidiana viene messa in primo piano: curarsi l’alluce malandato sul divano, sedersi al tavolo della cucina con un’amica, i capelli avvolti in un asciugamano dopo la doccia, ballare con sua figlia. Piuttosto che incarnare rigidamente una visione tipica della bellezza, le pose di Shook sono spesso intrise di irreverenza e parody come rifiuto della tradizione del ritratto femminile fatto da una prospettiva maschile. Il libro è acutamente contestualizzato dall saggio di Sally Stein che evidenzia il rifiuto consapevole dell’idea di un momento singolo e rivelatore da parte dell’artista, optando invece per il ritratto seriale esteso, con tutte le sue contraddizioni e complessità."
Era importante lasciare che fosse l’inconscio, piuttosto che l’intelletto, a dettare l’evoluzione. E, per motivi che non comprendo appieno, essere nuda è diventato parte del progetto sin dall’inizio. E lavorare contro quel muro bianco, vicino alle due finestre frontali nella cosiddetta living room, è diventato un punto centrale.
—Melissa Shook
Nel dicembre del 1972, Melissa Shook (1939–2020) iniziò una serie di autoritratto quotidiani nel suo appartamento del Lower East Side che avrebbe continuato fino all’agosto 1973. Daily Self-Portraits 1972–1973 è l’intera serie dell’artista composta da 192 fotografie pubblicate per la prima volta insieme. Con le sue fotografie in formato medio, in bianco e nero, Shook si ritrae in una varietà di pose, creando un ritratto più completo di quello che potrebbe offrire una singola immagine. Le fotografie spesso includono la figlia di Shook e gli amici che popolano la sua sfera. Lo spettatore viene introdotto nel dominio intimo dell’artista e la quotidianità dell’esistenza quotidiana viene messa in primo piano: curarsi l’alluce malandato sul divano, sedersi al tavolo della cucina con un’amica, i capelli avvolti in un asciugamano dopo la doccia, ballare con sua figlia. Piuttosto che incarnare rigidamente una visione tipica della bellezza, le pose di Shook sono spesso intrise di irreverenza e parody come rifiuto della tradizione del ritratto femminile fatto da una prospettiva maschile. Il libro è acutamente contestualizzato dall saggio di Sally Stein che evidenzia il rifiuto consapevole dell’idea di un momento singolo e rivelatore da parte dell’artista, optando invece per il ritratto seriale esteso, con tutte le sue contraddizioni e complessità."

