Hugo Grotius - DE JURE BELLI AC PACIS - 1680






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Ugo Grozio, De jure belli ac pacis, edizione in latino del 1680 pubblicata da Janssonio Waesbergios, legatura in pelle, in condizioni molto buone, 1168 pagine.
Descrizione del venditore
Ugo Grozio, De jure belli ac pacis libri tres, Amsterdam, Janssonio-Waesbergios, 1680: una seicentina latina di un’opera fondamentale nella storia del diritto internazionale.
[12], 680, [10] ,31, [11] , 216 ,[108] 8*
Libro in condizioni molto buone , coperta in pelle con qualche marginale abrasione sulle parti più esterne , tassello con titolo e fregi dorati al dorso , pagine interne fresche e senza segni di umidità gore o tarli .
Grozio cerca di dimostrare che anche la guerra deve rispettare regole giuridiche e morali. L’opera esamina:
* Libro I: che cosa sia la guerra e chi abbia il diritto di intraprenderla.
* Libro II: le cause che possono giustificarla, con discussioni su proprietà, obblighi e diritti.
* Libro III: la condotta dei combattenti e i limiti delle azioni durante il conflitto.
Il trattato contribuì profondamente allo sviluppo del diritto internazionale, del diritto naturale e delle riflessioni sulla sovranità degli Stati.
Le altre opere comprese nel volume :
* Annotata in Epistolam Pauli ad Philemonem: annotazioni alla lettera di san Paolo a Filemone.
* Dissertatio de Mari libero: il trattato sulla libertà dei mari.
* De aequitate, indulgentia et facilitate: uno scritto sull’equità, l’indulgenza e la disponibilità, pubblicato dal manoscritto dell’autore da Nicolaus Blancardus.
* Le note di Gronovius all’intero De jure belli ac pacis.
Il Mare liberum, pubblicato originariamente nel 1609, difende la libertà di navigazione e commercio marittimo: un altro contributo decisivo di Grozio alla storia del diritto.
Ugo Grozio (1583–1645) fu un giurista, umanista e diplomatico olandese, nato a Delft. Precocissimo, entrò all’Università di Leida a undici anni. Coinvolto nei conflitti politici e religiosi dei Paesi Bassi, fu condannato all’ergastolo; nel 1621 evase nascosto in una cassa destinata al trasporto dei libri, con l’aiuto della moglie Maria. Si rifugiò in Francia, dove pubblicò il suo grande trattato, e successivamente rappresentò la Svezia come ambasciatore a Parigi.
Ugo Grozio, De jure belli ac pacis libri tres, Amsterdam, Janssonio-Waesbergios, 1680: una seicentina latina di un’opera fondamentale nella storia del diritto internazionale.
[12], 680, [10] ,31, [11] , 216 ,[108] 8*
Libro in condizioni molto buone , coperta in pelle con qualche marginale abrasione sulle parti più esterne , tassello con titolo e fregi dorati al dorso , pagine interne fresche e senza segni di umidità gore o tarli .
Grozio cerca di dimostrare che anche la guerra deve rispettare regole giuridiche e morali. L’opera esamina:
* Libro I: che cosa sia la guerra e chi abbia il diritto di intraprenderla.
* Libro II: le cause che possono giustificarla, con discussioni su proprietà, obblighi e diritti.
* Libro III: la condotta dei combattenti e i limiti delle azioni durante il conflitto.
Il trattato contribuì profondamente allo sviluppo del diritto internazionale, del diritto naturale e delle riflessioni sulla sovranità degli Stati.
Le altre opere comprese nel volume :
* Annotata in Epistolam Pauli ad Philemonem: annotazioni alla lettera di san Paolo a Filemone.
* Dissertatio de Mari libero: il trattato sulla libertà dei mari.
* De aequitate, indulgentia et facilitate: uno scritto sull’equità, l’indulgenza e la disponibilità, pubblicato dal manoscritto dell’autore da Nicolaus Blancardus.
* Le note di Gronovius all’intero De jure belli ac pacis.
Il Mare liberum, pubblicato originariamente nel 1609, difende la libertà di navigazione e commercio marittimo: un altro contributo decisivo di Grozio alla storia del diritto.
Ugo Grozio (1583–1645) fu un giurista, umanista e diplomatico olandese, nato a Delft. Precocissimo, entrò all’Università di Leida a undici anni. Coinvolto nei conflitti politici e religiosi dei Paesi Bassi, fu condannato all’ergastolo; nel 1621 evase nascosto in una cassa destinata al trasporto dei libri, con l’aiuto della moglie Maria. Si rifugiò in Francia, dove pubblicò il suo grande trattato, e successivamente rappresentò la Svezia come ambasciatore a Parigi.
