Apple, Dr. Dobb’s Journal of Computer - Macintosh (24) - Nella scatola originale





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Dr. Dobb’s Journal of Computer – una collezione di 24 numeri dal 1976 al 1980, in confezione originale, in buone condizioni.
Descrizione del venditore
(1) Dr. Dobb’s Journal of Computer – 1976
Dr. Dobb’s Journal of Computer – Calisthenics & Orthodontia – Running Light Without Overbyte – A Reference Journal for Users of Home Computers – Volume One – People’s Computer Company
Raccolto da edizioni del 1976, pubblicato nel 1977 – 364 pagine – stato completo in ordine per la sua età
Pubblicato in California dalla leggendaria People’s Computer Company. Il nome unico: "Dobb's" è una combinazione dei nomi Dennis e Bob. Il sottotitolo icónico "Running Light Without Overbyte" era uno scherzo interno sullo scrivere codice estremamente compatto per risparmiare preziosa memoria del computer.
La rivoluzione Tiny BASIC: questo primo volume è stato ai primordi del movimento del software libero. Ha condiviso il codice sorgente di Tiny BASIC, permettendo agli hobbisti di far girare gratuitamente un linguaggio di programmazione su precoci microprocessori come l’8008, l’8080 e il 6502.
Ciò che è iniziato come una piccola rivista per hobbyisti, è cresciuto fino a diventare la principale rivista di riferimento software che avrebbe dominato il mondo della tecnologia per decenni.
(2) Dr. Dobb’s Journal of Computer – 1977 – Volume 2 number 4
47 pagine – stato completo in ordine per la sua età – dimensioni ca. 28 x 21,5 cm
(3-9) Diversi numeri di questa rivista dell'anno 1979;
numero 34 – volume 4, numero 4
numero 35 – volume 4, numero 5
numero 36 – volume 4, numero 6
numero 37 – volume 4, numero 7
numero 38 – volume 4, numero 8
numero 39 – volume 4, numero 9
numero 40 – volume 4, numero 10
Circa 50-62 pagine per fascicolo – stato completo in ordine per la sua età
(10-15) Diversi numeri di questa rivista dell'anno 1980;
número 41 – volume 5, numero 1
numero 42 – volume 5, numero 2
numero 43 – volume 5, numero 3
numero 46 – volume 5, numero 6
numero 48 – volume 5, numero 8
numero 50 – volume 5, numero 10
Circa 50-56 pagine per fascicolo – stato completo in ordine per la sua età
(16-19) 4x fermagli in alluminio vintage Apple Macintosh Computer, prodotti negli Stati Uniti negli anni ’90 come parte delle campagne di marketing. Dimensione per fermaglio circa 2,7 x 1,1 cm
(20-21) 2x logo Apple Macintosh Computer da applicare sul bavero: un piccolo pezzo di storia; il classico logo arcobaleno di Apple fu progettato nel 1977 dal grafico Rob Janoff. Rimpiazzò il primo logo Apple del 1976, che raffigurava Isaac Newton sotto un albero di mele.
Perché una mela? Secondo Janoff il logo doveva essere semplice e riconoscibile. La mela richiamava naturalmente al nome “Apple”, ma il morso aveva anche uno scopo pratico:
• affinché non venisse scambiata con una ciliegia o un altro frutto rotondo;
• e come parola-gioco su “byte”, un termine informatico.
Perché colori arcobaleno? Le strisce colorate avevano molteplici motivi:
• l’Apple II era una delle prime personal computer con schermo a colori.
• Steve Jobs voleva mostrare che Apple riusciva a visualizzare i colori.
• i colori rendevano l’azienda più amichevole e accessibile rispetto ai marchi informatici considerati più “seri” dell’epoca.
L’ordine dei colori non era esattamente quello dell’arcobaleno. Il verde era posto in alto intenzionalmente perché lì si trovava la foglia. Dimensione per logo ca. 1 x 0,7 cm
(22-23) 2x spille con logo arcobaleno Apple Macintosh Computer per revers della giacca, anni ’80. Una ancora nuova, nella confezione originale, entrambe integre e mai usate. Dimensione per spilla ca. 1,5 x 1,2 x 1,2 cm
(24) Estrattore Apple I.C. Extra
In una lista di componenti di Apple del 1984 è esplicitamente indicato l"attrezzo “APPLE I.C. EXTRACTOR”, con numero di pezzo 918-0014.
I.C. sta per integrated circuit: circuito integrato. L’attrezzo serviva per estrarre con delicatezza i chip dai loro piedini sulle schede, senza strapparli con un cacciavite.
Per illustrare, alcune pagine speciali di questi fascicoli sono state fotografate per dare un’idea del contenuto e dell’aspetto. Le foto allegate fanno parte integrante della descrizione del lotto. Sarà imballato accuratamente e spedito con tracciabilità come pacco postale.
(1) Dr. Dobb’s Journal of Computer – 1976
Dr. Dobb’s Journal of Computer – Calisthenics & Orthodontia – Running Light Without Overbyte – A Reference Journal for Users of Home Computers – Volume One – People’s Computer Company
Raccolto da edizioni del 1976, pubblicato nel 1977 – 364 pagine – stato completo in ordine per la sua età
Pubblicato in California dalla leggendaria People’s Computer Company. Il nome unico: "Dobb's" è una combinazione dei nomi Dennis e Bob. Il sottotitolo icónico "Running Light Without Overbyte" era uno scherzo interno sullo scrivere codice estremamente compatto per risparmiare preziosa memoria del computer.
La rivoluzione Tiny BASIC: questo primo volume è stato ai primordi del movimento del software libero. Ha condiviso il codice sorgente di Tiny BASIC, permettendo agli hobbisti di far girare gratuitamente un linguaggio di programmazione su precoci microprocessori come l’8008, l’8080 e il 6502.
Ciò che è iniziato come una piccola rivista per hobbyisti, è cresciuto fino a diventare la principale rivista di riferimento software che avrebbe dominato il mondo della tecnologia per decenni.
(2) Dr. Dobb’s Journal of Computer – 1977 – Volume 2 number 4
47 pagine – stato completo in ordine per la sua età – dimensioni ca. 28 x 21,5 cm
(3-9) Diversi numeri di questa rivista dell'anno 1979;
numero 34 – volume 4, numero 4
numero 35 – volume 4, numero 5
numero 36 – volume 4, numero 6
numero 37 – volume 4, numero 7
numero 38 – volume 4, numero 8
numero 39 – volume 4, numero 9
numero 40 – volume 4, numero 10
Circa 50-62 pagine per fascicolo – stato completo in ordine per la sua età
(10-15) Diversi numeri di questa rivista dell'anno 1980;
número 41 – volume 5, numero 1
numero 42 – volume 5, numero 2
numero 43 – volume 5, numero 3
numero 46 – volume 5, numero 6
numero 48 – volume 5, numero 8
numero 50 – volume 5, numero 10
Circa 50-56 pagine per fascicolo – stato completo in ordine per la sua età
(16-19) 4x fermagli in alluminio vintage Apple Macintosh Computer, prodotti negli Stati Uniti negli anni ’90 come parte delle campagne di marketing. Dimensione per fermaglio circa 2,7 x 1,1 cm
(20-21) 2x logo Apple Macintosh Computer da applicare sul bavero: un piccolo pezzo di storia; il classico logo arcobaleno di Apple fu progettato nel 1977 dal grafico Rob Janoff. Rimpiazzò il primo logo Apple del 1976, che raffigurava Isaac Newton sotto un albero di mele.
Perché una mela? Secondo Janoff il logo doveva essere semplice e riconoscibile. La mela richiamava naturalmente al nome “Apple”, ma il morso aveva anche uno scopo pratico:
• affinché non venisse scambiata con una ciliegia o un altro frutto rotondo;
• e come parola-gioco su “byte”, un termine informatico.
Perché colori arcobaleno? Le strisce colorate avevano molteplici motivi:
• l’Apple II era una delle prime personal computer con schermo a colori.
• Steve Jobs voleva mostrare che Apple riusciva a visualizzare i colori.
• i colori rendevano l’azienda più amichevole e accessibile rispetto ai marchi informatici considerati più “seri” dell’epoca.
L’ordine dei colori non era esattamente quello dell’arcobaleno. Il verde era posto in alto intenzionalmente perché lì si trovava la foglia. Dimensione per logo ca. 1 x 0,7 cm
(22-23) 2x spille con logo arcobaleno Apple Macintosh Computer per revers della giacca, anni ’80. Una ancora nuova, nella confezione originale, entrambe integre e mai usate. Dimensione per spilla ca. 1,5 x 1,2 x 1,2 cm
(24) Estrattore Apple I.C. Extra
In una lista di componenti di Apple del 1984 è esplicitamente indicato l"attrezzo “APPLE I.C. EXTRACTOR”, con numero di pezzo 918-0014.
I.C. sta per integrated circuit: circuito integrato. L’attrezzo serviva per estrarre con delicatezza i chip dai loro piedini sulle schede, senza strapparli con un cacciavite.
Per illustrare, alcune pagine speciali di questi fascicoli sono state fotografate per dare un’idea del contenuto e dell’aspetto. Le foto allegate fanno parte integrante della descrizione del lotto. Sarà imballato accuratamente e spedito con tracciabilità come pacco postale.

