Cesare - Quae Exstant - 1651






Specialista in libri antichi, con focus sulle dispute teologiche dal 1999.
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Caesar Quae Exstant, edizione illustrata in latino, in un solo volume, del 1651 delle opere di Cesare, curata da Arnoldus Montanus con Scaligero, legatura in pergamena, comprende una carta geografica ripiegata e due tavole incise, 904 pagine, misure 189 × 123 mm, pubblicata a Leida dall’Ex Officina Adriani Wyngaerden.
Descrizione del venditore
CESARE – LA CONQUISTA DELLA GALLIA E LE GUERRE DI ROMA - NUMEROSE ILLUSTRAZIONI
Importante edizione seicentesca delle opere di Giulio Cesare, pubblicata a Leida nel 1651 da Adrianus Wyngaerden, con il commento e la cura di Arnoldus Montanus e i contributi geografici e filologici di Giuseppe Giusto Scaligero. Un'opera monumentale della storiografia romana, dedicata alle campagne militari che trasformarono la Repubblica e prepararono la nascita dell'Impero. L'edizione si distingue per il frontespizio allegorico inciso, la grande carta geografica ripiegata dell'Europa antica, le illustrazioni delle tecniche militari romane e il ricchissimo apparato di commenti. Esemplare conservato nella sua legatura coeva in piena pergamena, con antiche annotazioni di possesso.
ABSTRACT
Pregevole edizione olandese del 1651 delle opere superstiti di Gaio Giulio Cesare, curata da Arnoldus Montanus e arricchita dalle osservazioni di numerosi commentatori classici e umanisti. Il volume comprende i celebri Commentarii de bello Gallico e gli altri scritti del corpus cesariano, accompagnati da un esteso apparato esegetico e storico. Particolarmente significativi sono i contributi di Giuseppe Giusto Scaligero relativi alla geografia della Gallia e all'identificazione dei luoghi e dei popoli menzionati da Cesare. L'apparato iconografico comprende un elaborato frontespizio figurato, una carta geografica ripiegata e due tavole incise, secondo la descrizione bibliografica dell'esemplare. Completano l'edizione un ampio indice alfabetico e una sezione di correzioni tipografiche.
WHY TO BUY
- Importante edizione Variorum del 1651 delle opere di Giulio Cesare.
- Grande carta geografica ripiegata e incisioni dedicate all'ingegneria militare romana.
- Commenti di Arnoldus Montanus e contributi geografici di Giuseppe Giusto Scaligero.
- Legatura coeva in pergamena e interessante apparato filologico seicentesco.
MARKET VALUE
La presenza della carta geografica ripiegata, delle incisioni, del frontespizio allegorico e della legatura coeva contribuisce all'interesse collezionistico. Una stima d'asta prudenziale può essere collocata tra €500 e €700.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura coeva in piena pergamena rigida, dorso liscio con antico titolo manoscritto, tagli naturali. Frontespizio allegorico inciso in rame, una grande carta geografica ripiegata e due tavole incise, una delle quali raffigura strutture e macchine militari romane. Testo latino con caratteri romani e corsivi, ampio apparato di note disposto su due colonne, iniziali ornate, fregi tipografici, indice alfabetico e corrigenda. Pergamena con naturale ingiallimento, dorso con iscrizioni antiche. Internamente esemplare ben conservato, con alcune fioriture e bruniture fisiologiche, piccole macchie e occasionali segni del tempo. Antiche annotazioni manoscritte di possesso. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Questa inserzione contiene Visualizzazioni AI. Fai riferimento alle fotografie originali per verificare le condizioni effettive dell’oggetto. Le immagini fanno parte integrante della descrizione. Pp. (2); 10nn; 864; 26nn; (2).
FULL TITLE AND AUTHOR
C. Iulii Caesaris quae exstant.
Lugd. Bat., Ex Officina Adriani Wyngaerden, 1651.
C. Iulii Caesaris.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
I Commentarii di Giulio Cesare costituiscono una delle testimonianze fondamentali della storia militare e politica dell'antichità. Attraverso il racconto delle campagne galliche, delle operazioni contro i popoli germanici e britannici e delle guerre civili, Cesare costruì una narrazione destinata a influenzare profondamente la storiografia occidentale. Il suo stile, celebre per la precisione e la sobrietà, divenne un modello della prosa latina e dell'arte della comunicazione politica. Le edizioni Variorum del Seicento rappresentarono un momento decisivo nella trasmissione dei classici: raccoglievano e confrontavano le interpretazioni di diversi studiosi, trasformando il testo antico in uno strumento di ricerca storica, geografica e filologica. Questa edizione del 1651 appartiene alla grande tradizione editoriale di Leida, uno dei principali centri europei dell'umanesimo erudito. La carta geografica e le incisioni militari testimoniano l'interesse degli studiosi moderni per la ricostruzione concreta dei territori, delle fortificazioni e delle tecniche belliche descritte da Cesare.
BRIEF BIOGRAPHY
Gaio Giulio Cesare (100–44 a.C.) fu generale, uomo politico, scrittore e protagonista della crisi finale della Repubblica romana. Dopo una straordinaria carriera politica e militare, conquistò gran parte della Gallia tra il 58 e il 50 a.C., ampliando enormemente il dominio romano e consolidando il proprio prestigio. Il successivo conflitto con Pompeo e il Senato culminò nella guerra civile e nell'affermazione del suo potere personale. Assassinato alle Idi di marzo del 44 a.C., lasciò un'eredità politica destinata a trasformare definitivamente Roma. I suoi Commentarii de bello Gallico e Commentarii de bello civili sono considerati capolavori della prosa storica latina. Arnoldus Montanus, erudito olandese del XVII secolo, contribuì alla diffusione dei classici attraverso lavori editoriali e compilazioni storiche. Giuseppe Giusto Scaligero (1540–1609), tra i maggiori filologi dell'umanesimo europeo, rivoluzionò gli studi cronologici e storici mediante l'applicazione rigorosa del metodo critico alle testimonianze antiche.
PRINTING HISTORY
L'edizione fu stampata nel 1651 a Leida da Adrianus Wyngaerden, nell'ambiente editoriale olandese che aveva fatto della pubblicazione dei classici latini uno dei propri settori più prestigiosi. Il lavoro di Arnoldus Montanus si inserisce nella tradizione delle edizioni Variorum, caratterizzate dalla raccolta sistematica di commenti provenienti da differenti generazioni di studiosi. Il volume integra il testo cesariano con osservazioni storiche, linguistiche, militari e geografiche, comprese quelle di Giuseppe Giusto Scaligero. Il frontespizio figurato presenta un'elaborata scena allegorica di carattere militare, mentre la carta geografica ripiegata illustra i territori interessati dalle campagne romane. Le tavole tecniche documentano l'attenzione degli eruditi seicenteschi verso l'ingegneria militare antica. La presenza di una sezione autonoma dedicata alla Notitia Galliae e di un indice analitico testimonia l'ambizione enciclopedica dell'edizione. Si tratta di una significativa stampa seicentesca delle opere cesariane, non della loro prima edizione.
BIBLIOGRAPHY
Brunet, Manuel du libraire et de l'amateur de livres, voce Caesar; Graesse, Trésor de livres rares et précieux, voce Caesar; Schweiger, Handbuch der classischen Bibliographie, sezione dedicata a C. Julius Caesar; STCN, repertorio delle edizioni olandesi del XVII secolo, per la verifica bibliografica dell'impressione di Leida del 1651.
Il venditore si racconta
CESARE – LA CONQUISTA DELLA GALLIA E LE GUERRE DI ROMA - NUMEROSE ILLUSTRAZIONI
Importante edizione seicentesca delle opere di Giulio Cesare, pubblicata a Leida nel 1651 da Adrianus Wyngaerden, con il commento e la cura di Arnoldus Montanus e i contributi geografici e filologici di Giuseppe Giusto Scaligero. Un'opera monumentale della storiografia romana, dedicata alle campagne militari che trasformarono la Repubblica e prepararono la nascita dell'Impero. L'edizione si distingue per il frontespizio allegorico inciso, la grande carta geografica ripiegata dell'Europa antica, le illustrazioni delle tecniche militari romane e il ricchissimo apparato di commenti. Esemplare conservato nella sua legatura coeva in piena pergamena, con antiche annotazioni di possesso.
ABSTRACT
Pregevole edizione olandese del 1651 delle opere superstiti di Gaio Giulio Cesare, curata da Arnoldus Montanus e arricchita dalle osservazioni di numerosi commentatori classici e umanisti. Il volume comprende i celebri Commentarii de bello Gallico e gli altri scritti del corpus cesariano, accompagnati da un esteso apparato esegetico e storico. Particolarmente significativi sono i contributi di Giuseppe Giusto Scaligero relativi alla geografia della Gallia e all'identificazione dei luoghi e dei popoli menzionati da Cesare. L'apparato iconografico comprende un elaborato frontespizio figurato, una carta geografica ripiegata e due tavole incise, secondo la descrizione bibliografica dell'esemplare. Completano l'edizione un ampio indice alfabetico e una sezione di correzioni tipografiche.
WHY TO BUY
- Importante edizione Variorum del 1651 delle opere di Giulio Cesare.
- Grande carta geografica ripiegata e incisioni dedicate all'ingegneria militare romana.
- Commenti di Arnoldus Montanus e contributi geografici di Giuseppe Giusto Scaligero.
- Legatura coeva in pergamena e interessante apparato filologico seicentesco.
MARKET VALUE
La presenza della carta geografica ripiegata, delle incisioni, del frontespizio allegorico e della legatura coeva contribuisce all'interesse collezionistico. Una stima d'asta prudenziale può essere collocata tra €500 e €700.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura coeva in piena pergamena rigida, dorso liscio con antico titolo manoscritto, tagli naturali. Frontespizio allegorico inciso in rame, una grande carta geografica ripiegata e due tavole incise, una delle quali raffigura strutture e macchine militari romane. Testo latino con caratteri romani e corsivi, ampio apparato di note disposto su due colonne, iniziali ornate, fregi tipografici, indice alfabetico e corrigenda. Pergamena con naturale ingiallimento, dorso con iscrizioni antiche. Internamente esemplare ben conservato, con alcune fioriture e bruniture fisiologiche, piccole macchie e occasionali segni del tempo. Antiche annotazioni manoscritte di possesso. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Questa inserzione contiene Visualizzazioni AI. Fai riferimento alle fotografie originali per verificare le condizioni effettive dell’oggetto. Le immagini fanno parte integrante della descrizione. Pp. (2); 10nn; 864; 26nn; (2).
FULL TITLE AND AUTHOR
C. Iulii Caesaris quae exstant.
Lugd. Bat., Ex Officina Adriani Wyngaerden, 1651.
C. Iulii Caesaris.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
I Commentarii di Giulio Cesare costituiscono una delle testimonianze fondamentali della storia militare e politica dell'antichità. Attraverso il racconto delle campagne galliche, delle operazioni contro i popoli germanici e britannici e delle guerre civili, Cesare costruì una narrazione destinata a influenzare profondamente la storiografia occidentale. Il suo stile, celebre per la precisione e la sobrietà, divenne un modello della prosa latina e dell'arte della comunicazione politica. Le edizioni Variorum del Seicento rappresentarono un momento decisivo nella trasmissione dei classici: raccoglievano e confrontavano le interpretazioni di diversi studiosi, trasformando il testo antico in uno strumento di ricerca storica, geografica e filologica. Questa edizione del 1651 appartiene alla grande tradizione editoriale di Leida, uno dei principali centri europei dell'umanesimo erudito. La carta geografica e le incisioni militari testimoniano l'interesse degli studiosi moderni per la ricostruzione concreta dei territori, delle fortificazioni e delle tecniche belliche descritte da Cesare.
BRIEF BIOGRAPHY
Gaio Giulio Cesare (100–44 a.C.) fu generale, uomo politico, scrittore e protagonista della crisi finale della Repubblica romana. Dopo una straordinaria carriera politica e militare, conquistò gran parte della Gallia tra il 58 e il 50 a.C., ampliando enormemente il dominio romano e consolidando il proprio prestigio. Il successivo conflitto con Pompeo e il Senato culminò nella guerra civile e nell'affermazione del suo potere personale. Assassinato alle Idi di marzo del 44 a.C., lasciò un'eredità politica destinata a trasformare definitivamente Roma. I suoi Commentarii de bello Gallico e Commentarii de bello civili sono considerati capolavori della prosa storica latina. Arnoldus Montanus, erudito olandese del XVII secolo, contribuì alla diffusione dei classici attraverso lavori editoriali e compilazioni storiche. Giuseppe Giusto Scaligero (1540–1609), tra i maggiori filologi dell'umanesimo europeo, rivoluzionò gli studi cronologici e storici mediante l'applicazione rigorosa del metodo critico alle testimonianze antiche.
PRINTING HISTORY
L'edizione fu stampata nel 1651 a Leida da Adrianus Wyngaerden, nell'ambiente editoriale olandese che aveva fatto della pubblicazione dei classici latini uno dei propri settori più prestigiosi. Il lavoro di Arnoldus Montanus si inserisce nella tradizione delle edizioni Variorum, caratterizzate dalla raccolta sistematica di commenti provenienti da differenti generazioni di studiosi. Il volume integra il testo cesariano con osservazioni storiche, linguistiche, militari e geografiche, comprese quelle di Giuseppe Giusto Scaligero. Il frontespizio figurato presenta un'elaborata scena allegorica di carattere militare, mentre la carta geografica ripiegata illustra i territori interessati dalle campagne romane. Le tavole tecniche documentano l'attenzione degli eruditi seicenteschi verso l'ingegneria militare antica. La presenza di una sezione autonoma dedicata alla Notitia Galliae e di un indice analitico testimonia l'ambizione enciclopedica dell'edizione. Si tratta di una significativa stampa seicentesca delle opere cesariane, non della loro prima edizione.
BIBLIOGRAPHY
Brunet, Manuel du libraire et de l'amateur de livres, voce Caesar; Graesse, Trésor de livres rares et précieux, voce Caesar; Schweiger, Handbuch der classischen Bibliographie, sezione dedicata a C. Julius Caesar; STCN, repertorio delle edizioni olandesi del XVII secolo, per la verifica bibliografica dell'impressione di Leida del 1651.
