Replica etrusca Bronzo Figura femminile - 5 cm

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Ruth Garrido Vila
Esperto
Selezionato da Ruth Garrido Vila

Ha diretto il museo della collezione Ifergan, specializzata in archeologia fenicia.

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Replica in bronzo di una figura femminile ispirata all'arte etrusca (Figura femenina), alta 5 cm, larga 2,5 cm, profonda 1 cm, in buone condizioni, acquisita nel 2026 in Spagna da collezione privata.

Riepilogo creato con l’aiuto dell’IA

Descrizione del venditore

Replica di una figura femminile ispirata all’arte etrusca, che richiama le piccole sculture votive e le rappresentazioni umane tipiche di questa antica civiltà dell’Italia preromana.

La pezzo mostra il torso nudo di una donna rappresentata frontalmente, con il seno marcato e le braccia raccolte sul grembio. La testa appare leggermente ruotata da un lato, una trovata che apporta dinamismo alla figura e che suggerisce un atteggiamento sereno e contemplativo. I capelli cadono in ciocche voluminose ai due lati della testa, probabilmente coperti da un copricapo o velo stilizzato, un elemento frequente nell’iconografia femminile etrusca.

Il modellato del corpo presenta tratti semplificati e robusti, con un’ anatomia suggerita mediante volumi morbidi e compatti. Questo trattamento risponde a un’estetica caratteristica dell’arte etrusca arcaica, dove la rappresentazione del corpo umano non mirava a un naturalismo assoluto, ma a un’espressione simbolica e stilizzata della figura. I tratti del volto, seppur schematici, riflettono quella tendenza alla semplificazione formale che distingue molte sculture etrusche, specialmente in pezzi di piccolo formato.

La superficie dell’opera riproduce una patina scura con sfumature verdognole e ocra, evocando l’aspetto dei bronzi antichi dopo secoli di ossidazione. Questo trattamento imita le caratteristiche visive di numerosi pezzi archeologici rinvenuti in santuari, necropoli e depositi votivi dell’antica Etruria, territorio che comprendeva regioni dell’attuale Toscana, Umbria e nord Lazio. In questi contesti, le figurine umane venivano offerte come ex voto alle divinità, rappresentando l’offerente o simboleggiando richieste legate alla fertilità, alla salute o alla protezione divina.

La rappresentazione del corpo femminile nudo possiede inoltre una forte carica simbolica all’interno delle culture mediterranee antiche. Nell’ambito etrusco, la figura femminile poteva associarsi a idee di fertilità, prosperità e continuità familiare. Questo tipo di iconografia ha parallelismi in numerose figurine votive rinvenute in santuari etruschi, dove le rappresentazioni umane — sia complete sia frammentarie — costituivano una forma di comunicazione rituale tra fedeli e divinità.

L’arte etrusca, profondamente influenzata dalle tradizioni greche e orientali, sviluppò tuttavia un linguaggio artistico proprio che in seguito influenzò lo sviluppo precoce dell’arte romana. Le sculture etrusche, sia in bronzo sia in terracotta, si distinguono per la loro espressività e per il loro modo particolare di rappresentare la figura umana, a metà strada tra stilizzazione arcaica e una progressiva ricerca del naturalismo.

Esistono parallelismi formali nelle piccole sculture votive conservate in istituzioni come il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, il Museo Gregoriano Etrusco Vaticano o il Museo Archeologico Nacional de Madrid, dove sono custoditi numerosi bronzi e terracotte etruschi che rappresentano figure umane in atteggiamenti simili. Questi pezzi permettono di comprendere meglio la funzione religiosa e culturale delle figurine nel mondo etrusco, nonché la loro influenza successiva nello sviluppo dell’arte romana.

Collezione MMD, Spagna

Replica di una figura femminile ispirata all’arte etrusca, che richiama le piccole sculture votive e le rappresentazioni umane tipiche di questa antica civiltà dell’Italia preromana.

La pezzo mostra il torso nudo di una donna rappresentata frontalmente, con il seno marcato e le braccia raccolte sul grembio. La testa appare leggermente ruotata da un lato, una trovata che apporta dinamismo alla figura e che suggerisce un atteggiamento sereno e contemplativo. I capelli cadono in ciocche voluminose ai due lati della testa, probabilmente coperti da un copricapo o velo stilizzato, un elemento frequente nell’iconografia femminile etrusca.

Il modellato del corpo presenta tratti semplificati e robusti, con un’ anatomia suggerita mediante volumi morbidi e compatti. Questo trattamento risponde a un’estetica caratteristica dell’arte etrusca arcaica, dove la rappresentazione del corpo umano non mirava a un naturalismo assoluto, ma a un’espressione simbolica e stilizzata della figura. I tratti del volto, seppur schematici, riflettono quella tendenza alla semplificazione formale che distingue molte sculture etrusche, specialmente in pezzi di piccolo formato.

La superficie dell’opera riproduce una patina scura con sfumature verdognole e ocra, evocando l’aspetto dei bronzi antichi dopo secoli di ossidazione. Questo trattamento imita le caratteristiche visive di numerosi pezzi archeologici rinvenuti in santuari, necropoli e depositi votivi dell’antica Etruria, territorio che comprendeva regioni dell’attuale Toscana, Umbria e nord Lazio. In questi contesti, le figurine umane venivano offerte come ex voto alle divinità, rappresentando l’offerente o simboleggiando richieste legate alla fertilità, alla salute o alla protezione divina.

La rappresentazione del corpo femminile nudo possiede inoltre una forte carica simbolica all’interno delle culture mediterranee antiche. Nell’ambito etrusco, la figura femminile poteva associarsi a idee di fertilità, prosperità e continuità familiare. Questo tipo di iconografia ha parallelismi in numerose figurine votive rinvenute in santuari etruschi, dove le rappresentazioni umane — sia complete sia frammentarie — costituivano una forma di comunicazione rituale tra fedeli e divinità.

L’arte etrusca, profondamente influenzata dalle tradizioni greche e orientali, sviluppò tuttavia un linguaggio artistico proprio che in seguito influenzò lo sviluppo precoce dell’arte romana. Le sculture etrusche, sia in bronzo sia in terracotta, si distinguono per la loro espressività e per il loro modo particolare di rappresentare la figura umana, a metà strada tra stilizzazione arcaica e una progressiva ricerca del naturalismo.

Esistono parallelismi formali nelle piccole sculture votive conservate in istituzioni come il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, il Museo Gregoriano Etrusco Vaticano o il Museo Archeologico Nacional de Madrid, dove sono custoditi numerosi bronzi e terracotte etruschi che rappresentano figure umane in atteggiamenti simili. Questi pezzi permettono di comprendere meglio la funzione religiosa e culturale delle figurine nel mondo etrusco, nonché la loro influenza successiva nello sviluppo dell’arte romana.

Collezione MMD, Spagna

Dettagli

Cultura
Replica of Etruscan
Secolo / Intervallo di tempo
-
Name of object
Female figure
Acquisito da
Da collezione privata
Anno di acquisizione
2026
Materiale
Bronzo
Paese di acquisizione
Spagna
Condizione
Buone
Proprietario precedente - acquisito da
Da collezione privata
Height
5 cm
Proprietario precedente – anno di acquisizione
2001
Width
2,5 cm
Proprietario precedente – paese di acquisizione
Spagna
Profondità
1 cm
Confermo che ho ottenuto questo oggetto legalmente e che sono autorizzato a venderlo
Sì
Autenticità
Riproduzione/replica
SpagnaVerificato
Privato

Disclaimer

Il venditore è stato informato da Catawiki dei requisiti di documentazione e garantisce quanto segue: - l’oggetto è stato ottenuto legalmente - il venditore ha diritto a vendere e/o esportare l’oggetto, se del caso - il venditore fornirà le informazioni di provenienza necessarie e predisporrà documentazione e licenze/permessi richiesti, se del caso e in base alle leggi locali - il venditore comunicherà all’acquirente eventuali ritardi nell’ottenimento di permessi/licenze Facendo offerte, dichiari di essere a conoscenza della possibilità che siano richiesti documenti d’importazione in base al tuo Paese di residenza e che l’ottenimento di permessi/licenze potrebbe causare ritardi nella consegna del tuo oggetto.

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