Timm Ulrichs (1940) - "Ich bin im Bilde" from La Lune en Rodage III





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Timm Ulrichs, serigrafia su tavola con firma a mano, « Ich bin im Bilde » da La Lune en Rodage III (1977), lettering riflettente a specchio, incorniciato 35 × 35 cm, buono stato, edizione limitata, venduta da Gallery.
Descrizione del venditore
Timm Ulrichs: "Ich BIN IM BILDE" (testo Spiegel) — dal portfolio La Lune en Rodage III
Mixed media (lettering in foil specchiante) su tavola, firmato. Foglio 28 × 28 cm; incorniciato con passepartout, 35 × 35 × 4 cm.
Un lavoro caratteristico di parole di Timm Ulrichs, lo stesso dichiaratosi "Total Artist" e una delle figure fondanti dell'arte concettuale tedesca. L'espressione "ICH BIN IM BILDE" è formata da foil riflettente, così che uno spettatore posto davanti all'opera veda il proprio riflesso all'interno delle lettere — entrando letteralmente, e completando, l'immagine. L'idioma tedesco im Bilde sein significa "essere informato, essere al corrente", mentre il senso letterale è "essere nella scena/nel quadro". Ulrichs fusiona le due letture in un unico gioco visivo-concettuale in cui riflessione, autopercezione e conoscenza coincidono; lo spettatore diventa sia soggetto sia contenuto dell'opera. Sottotitolato Spiegeltext ("testo-specchio"), è un esempio conciso delle opere basate sul linguaggio e sullo specchio mediante le quali Ulrichs perseguì, in sei decenni, l'identità totale di parola, immagine e fruitore.
Timm Ulrichs (Berlino 1940 – Berlino 2026) è stato uno dei pionieri dell'arte concettuale, performativa e linguistica nella Germania del dopoguerra. Studiò architettura a Hannover, dove nel 1961 si proclamò la "prima opera d'arte vivente", rifiutando ogni separazione tra arte e vita. Il suo lavoro comprende poesia concreta e visiva, azioni concettuali, scultura e body art, sempre segnato da un umorismo rigoroso, autoironico e hintergründig. Partecipò a documenta 6 a Kassel nel 1977 — l'anno dell'opera presente — e in importanti mostre di poesia concreta e arte concettuale, tra cui Konzeption – Conception (Städtisches Museum Leverkusen, 1969). Dal 1972 al 2005 tenne la cattedra di scultura e "Total Art" alla Kunstakademie Münster, plasmando un'intera generazione di artisti. Nel 2020 ricevette il Käthe Kollwitz-Preis dell'Akademie der Künste, Berlino, per l'opera della vita. Le sue opere sono conservate in numerose collezioni pubbliche, con la più ampia detenuta dal Kunstmuseum Ahlen.
La Lune en Rodage è il portfolio collettivo in tre volumi assemblato dall'editore basileense Carl Laszlo (Pécs 1923 – Basilea 2013), pubblicato da Edition Panderma, Basilea, nel 1960, 1965 e 1977. I tre volumi raccolgono circa 180 opere originali e formano una densa panoramica dell'avanguardia europea tra gli anni Cinquanta e i Settanta. Diverse delle opere incluse segnano snodi cruciali nelle carriere degli artisti coinvolti: la foglia di Enrico Castellani è considerata la prima opera grafica documentata, e l'Achrome di Piero Manzoni come l'unico multiplo mai realizzato dall'artista.
Condizioni: stato archivistico mint. Cornice con passepartout.
Provenienza: Edition Panderma, Carl Laszlo, Basilea — Galerie von Bartha, Basilea — Collezione privata, Basilea.
Il venditore si racconta
Timm Ulrichs: "Ich BIN IM BILDE" (testo Spiegel) — dal portfolio La Lune en Rodage III
Mixed media (lettering in foil specchiante) su tavola, firmato. Foglio 28 × 28 cm; incorniciato con passepartout, 35 × 35 × 4 cm.
Un lavoro caratteristico di parole di Timm Ulrichs, lo stesso dichiaratosi "Total Artist" e una delle figure fondanti dell'arte concettuale tedesca. L'espressione "ICH BIN IM BILDE" è formata da foil riflettente, così che uno spettatore posto davanti all'opera veda il proprio riflesso all'interno delle lettere — entrando letteralmente, e completando, l'immagine. L'idioma tedesco im Bilde sein significa "essere informato, essere al corrente", mentre il senso letterale è "essere nella scena/nel quadro". Ulrichs fusiona le due letture in un unico gioco visivo-concettuale in cui riflessione, autopercezione e conoscenza coincidono; lo spettatore diventa sia soggetto sia contenuto dell'opera. Sottotitolato Spiegeltext ("testo-specchio"), è un esempio conciso delle opere basate sul linguaggio e sullo specchio mediante le quali Ulrichs perseguì, in sei decenni, l'identità totale di parola, immagine e fruitore.
Timm Ulrichs (Berlino 1940 – Berlino 2026) è stato uno dei pionieri dell'arte concettuale, performativa e linguistica nella Germania del dopoguerra. Studiò architettura a Hannover, dove nel 1961 si proclamò la "prima opera d'arte vivente", rifiutando ogni separazione tra arte e vita. Il suo lavoro comprende poesia concreta e visiva, azioni concettuali, scultura e body art, sempre segnato da un umorismo rigoroso, autoironico e hintergründig. Partecipò a documenta 6 a Kassel nel 1977 — l'anno dell'opera presente — e in importanti mostre di poesia concreta e arte concettuale, tra cui Konzeption – Conception (Städtisches Museum Leverkusen, 1969). Dal 1972 al 2005 tenne la cattedra di scultura e "Total Art" alla Kunstakademie Münster, plasmando un'intera generazione di artisti. Nel 2020 ricevette il Käthe Kollwitz-Preis dell'Akademie der Künste, Berlino, per l'opera della vita. Le sue opere sono conservate in numerose collezioni pubbliche, con la più ampia detenuta dal Kunstmuseum Ahlen.
La Lune en Rodage è il portfolio collettivo in tre volumi assemblato dall'editore basileense Carl Laszlo (Pécs 1923 – Basilea 2013), pubblicato da Edition Panderma, Basilea, nel 1960, 1965 e 1977. I tre volumi raccolgono circa 180 opere originali e formano una densa panoramica dell'avanguardia europea tra gli anni Cinquanta e i Settanta. Diverse delle opere incluse segnano snodi cruciali nelle carriere degli artisti coinvolti: la foglia di Enrico Castellani è considerata la prima opera grafica documentata, e l'Achrome di Piero Manzoni come l'unico multiplo mai realizzato dall'artista.
Condizioni: stato archivistico mint. Cornice con passepartout.
Provenienza: Edition Panderma, Carl Laszlo, Basilea — Galerie von Bartha, Basilea — Collezione privata, Basilea.

