Reinaldo Ortega Sardiñas - Utopía de Titanes en el Mediterraneo






Ha studiato Storia dell'Arte all'École du Louvre e si è specializzata in arte contemporanea da oltre 25 anni.
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Reinaldo Ortega Sardiñas presenta Utopía de Titanes en el Mediterraneo, una originale di 66 x 100 cm in collage colori su tela con pittura acrilica, firmata a mano dall'artista, realizzata nel 2026 in Spagna, tema surrealismo/pop art, venduta direttamente dall'artista e in ottime condizioni.
Descrizione del venditore
Autore: Reinaldo Ortega Sardiñas 1977-XXI Spagna.
Titolo: Serie: Teatri della Democrazia (2024 - 2026).
Titolo: Utopia di Titani nel Mediterraneo - Pop surrealismo
Collage digitale stampato su tela, intervenuto a mano con pittura acrillica e vernice.
Dimensioni: 66 x 100 cm.
Opera firmata a mano dall’artista.
In ottime condizioni
Unica edizione in questo formato e con questa relazione di personaggi ed elementi presenti nella composizione, originale.
La spedizione non include cornice o cavalletto in legno. Avrà tracciabilità tramite il sito web di UPS o FeEx
Dichiarazione — Reinaldo Ortega Sardiñas
Il mio lavoro si sviluppa all’interno del surrealismo contemporaneo, integrando influenze del Pop Art e dell’Urban Art. A partire da fotografie da me realizzate, ricreo e trasformo scene, personaggi, simboli e immagini provenienti dalla cultura popolare e dalla mia stessa esperienza. In questo modo, non cerco di riprodurre la realtà, ma di ricrearla: trasformare il quotidiano, lo storico e l’iconico in una nuova costruzione surrealista dove memoria, cultura popolare, ironia e contraddizione possano convivere.
Queste combinazioni inaspettate possono sembrare irrazionali, ma rispondono a una logica interna. Riflettono il modo in cui la memoria, la cultura e l’esperienza visiva contemporanea mettono costantemente in contatto immagini, racconti e significati distanti. Colpendo la cronologia, creo uno spazio in cui lo spettatore passa progressivamente dalla realtà fotografica all’immaginario, in cui il passato non si limita a sopravvivere, ma muta e genera possibilità per un futuro imprevedibile. Non mi interessa ricostruire il passato esattamente com’era, né prevedere il futuro. Cerco di creare uno spazio tra entrambi, dove la realtà possa essere reimmaginata e dove l’apparente impossibile acquisti coerenza all’interno della sua logica visiva.
Ogni trasformazione parte da una realtà che ho io stesso fotografato. Partendo da questa esperienza personale, costruisco immagini in cui memoria, storia e immaginazione collidono, creando una nuova mitologia visiva che non appartiene completamente né al passato né al futuro, ma a quello spazio intermedio tra entrambi dove ciò che è sacro viene smantellato e ciò che è riconoscibile diventa oggetto di riflessione, ironia o contraddizione. Non cerco risposte; genero frizioni. Perché nello scontro tra iconico e assurdo, tra ciò che è venerato e ciò che è banale, emerge lo specchio distorto del nostro tempo.
Le mie opere sono rivolte a chi ha fatto della libertà una forma di resistenza e si riconosce ancora nei sogni, negli eccessi, nelle contraddizioni e nelle conquiste culturali dei decenni che hanno trasformato il XX secolo.
Autore: Reinaldo Ortega Sardiñas 1977-XXI Spagna.
Titolo: Serie: Teatri della Democrazia (2024 - 2026).
Titolo: Utopia di Titani nel Mediterraneo - Pop surrealismo
Collage digitale stampato su tela, intervenuto a mano con pittura acrillica e vernice.
Dimensioni: 66 x 100 cm.
Opera firmata a mano dall’artista.
In ottime condizioni
Unica edizione in questo formato e con questa relazione di personaggi ed elementi presenti nella composizione, originale.
La spedizione non include cornice o cavalletto in legno. Avrà tracciabilità tramite il sito web di UPS o FeEx
Dichiarazione — Reinaldo Ortega Sardiñas
Il mio lavoro si sviluppa all’interno del surrealismo contemporaneo, integrando influenze del Pop Art e dell’Urban Art. A partire da fotografie da me realizzate, ricreo e trasformo scene, personaggi, simboli e immagini provenienti dalla cultura popolare e dalla mia stessa esperienza. In questo modo, non cerco di riprodurre la realtà, ma di ricrearla: trasformare il quotidiano, lo storico e l’iconico in una nuova costruzione surrealista dove memoria, cultura popolare, ironia e contraddizione possano convivere.
Queste combinazioni inaspettate possono sembrare irrazionali, ma rispondono a una logica interna. Riflettono il modo in cui la memoria, la cultura e l’esperienza visiva contemporanea mettono costantemente in contatto immagini, racconti e significati distanti. Colpendo la cronologia, creo uno spazio in cui lo spettatore passa progressivamente dalla realtà fotografica all’immaginario, in cui il passato non si limita a sopravvivere, ma muta e genera possibilità per un futuro imprevedibile. Non mi interessa ricostruire il passato esattamente com’era, né prevedere il futuro. Cerco di creare uno spazio tra entrambi, dove la realtà possa essere reimmaginata e dove l’apparente impossibile acquisti coerenza all’interno della sua logica visiva.
Ogni trasformazione parte da una realtà che ho io stesso fotografato. Partendo da questa esperienza personale, costruisco immagini in cui memoria, storia e immaginazione collidono, creando una nuova mitologia visiva che non appartiene completamente né al passato né al futuro, ma a quello spazio intermedio tra entrambi dove ciò che è sacro viene smantellato e ciò che è riconoscibile diventa oggetto di riflessione, ironia o contraddizione. Non cerco risposte; genero frizioni. Perché nello scontro tra iconico e assurdo, tra ciò che è venerato e ciò che è banale, emerge lo specchio distorto del nostro tempo.
Le mie opere sono rivolte a chi ha fatto della libertà una forma di resistenza e si riconosce ancora nei sogni, negli eccessi, nelle contraddizioni e nelle conquiste culturali dei decenni che hanno trasformato il XX secolo.
