(MONTIEL) - "CIRCO"






Ha una laurea magistrale in mediazione artistica e culturale con esperienza in gallerie.
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Montiel, CIRCO, 2026, pittura acrilica su beige, 60 × 80 cm, originale, firmata a mano, paesaggio marino, realizzata in Spagna.
Descrizione del venditore
José Leonardo Montiel García (Montiel) è un artista visivo cubano nato a Santa Clara, Villa Clara, la cui carriera si è sviluppata tra creazione artistica, insegnamento e promozione culturale. Attualmente risiede e sviluppa la sua pratica artistica in Spagna.
Il suo lavoro si struttura da una concezione aperta e sperimentale delle arti visive. Disegno, pittura, scultura, ceramica, incisione, fotografia, installazione e graphic design fanno parte di una pratica multidisciplinare in cui i materiali, gli oggetti e le loro possibilità di trasformazione acquisiscono una rilevanza speciale.
Nel corso della sua carriera, Montiel ha inteso la creazione non solo come produzione individuale, ma come una forma di relazione con l’ambiente e di generazione di esperienze condivise. Questa concezione ha favorito una stretta connessione tra la sua attività artistica, la formazione e il lavoro comunitario.
La sua esperienza didattica e il suo impegno come promotore culturale hanno dato luogo a laboratori, saloni, azioni plastiche, progetti espositivi e interventi in spazi pubblici. Da questi ambiti ha lavorato nella formazione artistica e nella creazione di spazi capaci di avvicinare le arti visive a diverse comunità, intendendo la cultura come un territorio di partecipazione, conoscenza e trasformazione.
Questa dimensione della sua carriera ha acquistato particolare rilievo sia a Cuba che in Venezuela, dove ha sviluppato progetti di carattere artistico e comunitario, interventi urbani, murales e proposte scultoree, oltre a partecipare a iniziative destinate alla creazione e promozione di nuovi spazi per le arti visive.
Tra queste esperienze si trova la creazione e promozione, nel 2013, della Galería de Arte Armando Reverón, nello stato Vargas, Venezuela, nonché la realizzazione di progetti comunitari, murales urbani e interventi in diversi spazi pubblici.
Parallelamente, la sua opera è stata parte di mostre personali e collettive a Cuba, in Venezuela e in Spagna. Il suo percorso è stato riconosciuto con vari premi e onorificenze, tra cui tre volte consecutive il “Gran Premio Escaramujo Nacional en Artes Plásticas” nel 2011, 2015 e 2017; il Gran Premio della Beca “Reino de este Mundo” indetta dall’Associazione Hermanos Sais AHS nel 2017; il Primo Premio del Salón de Pequeño Formato nel 2018 e il Premio del I Salón de Paisaje Rural, Urbano y de Marinas Edelson Machado nel 2019.
Negli ultimi anni, la sua pratica artistica ha continuato a svilupparsi in Spagna. Nel 2023 realizza la sua prima mostra personale, NEGRO, nella Galleria / enoteca “VINAURO”, nella città di Granada. Nel 2024 ha presentato il progetto personale NEGRO nel Centro Culturale “EL TUMBAO” ad Alicante, e nel 2025 ha partecipato alle mostre collettive AJIACO e MANIGUEROS presso la Galleria “VALBUENA”, El Campello, Alicante. Mostra collettiva “CONVERGENTES”, Galleria VEARTE, Alicante, Spagna, 2026.
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https://www.vanguardia.cu/cultura/16073-leonardo-montiel-guerrero
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CIRCO
60 × 80 cm
2026.
CIRCO costruisce una creatura impossibile: due teste fronte a fronte che condividono un corpo unico e sembrano intrappolate in una contrapposizione permanente. L’immagine parte dal pesce come elemento riconoscibile, ma lo trasforma in un organismo ibrido, esagerato e quasi scenico, dove il naturale assume una condizione assurda e inquietante.
Le bocche aperte, i denti, i grandi occhi e la tensione tra le due teste trasformano l’incontro in una metafora della competizione, del confronto e della voracità. Nessuna può avanzare senza trascinare l’altra; nessuna può imporsi senza influire sul corpo che entrambe condividono. Questa contraddizione trasforma l’opera in una rappresentazione di certi comportamenti umani e sociali: lottiamo, competiamo e ci confrontiamo anche quando facciamo parte della stessa struttura.
Il titolo CIRCO sposta l’immagine nel territorio dello spettacolo. Il confronto smette di essere solo conflitto per diventare anche rappresentazione: guardare ed essere guardati, esibirsi, esagerare, occupare una posizione all’interno di una scena. Sotto questa lettura, il grottesco e il teatrale funzionano come risorse per parlare di una realtà dove il confronto può trasformarsi in intrattenimento.
I toni ossidati e terrosi contrastano con lo sfondo blu e rafforzano l’aspetto di una creatura nata tra l’organico e il costruito. Il pesce lascia di appartenere completamente alla natura per diventare una specie di artefatto, un corpo alterato dalle tensioni del proprio ambiente.
José Leonardo Montiel García (Montiel) è un artista visivo cubano nato a Santa Clara, Villa Clara, la cui carriera si è sviluppata tra creazione artistica, insegnamento e promozione culturale. Attualmente risiede e sviluppa la sua pratica artistica in Spagna.
Il suo lavoro si struttura da una concezione aperta e sperimentale delle arti visive. Disegno, pittura, scultura, ceramica, incisione, fotografia, installazione e graphic design fanno parte di una pratica multidisciplinare in cui i materiali, gli oggetti e le loro possibilità di trasformazione acquisiscono una rilevanza speciale.
Nel corso della sua carriera, Montiel ha inteso la creazione non solo come produzione individuale, ma come una forma di relazione con l’ambiente e di generazione di esperienze condivise. Questa concezione ha favorito una stretta connessione tra la sua attività artistica, la formazione e il lavoro comunitario.
La sua esperienza didattica e il suo impegno come promotore culturale hanno dato luogo a laboratori, saloni, azioni plastiche, progetti espositivi e interventi in spazi pubblici. Da questi ambiti ha lavorato nella formazione artistica e nella creazione di spazi capaci di avvicinare le arti visive a diverse comunità, intendendo la cultura come un territorio di partecipazione, conoscenza e trasformazione.
Questa dimensione della sua carriera ha acquistato particolare rilievo sia a Cuba che in Venezuela, dove ha sviluppato progetti di carattere artistico e comunitario, interventi urbani, murales e proposte scultoree, oltre a partecipare a iniziative destinate alla creazione e promozione di nuovi spazi per le arti visive.
Tra queste esperienze si trova la creazione e promozione, nel 2013, della Galería de Arte Armando Reverón, nello stato Vargas, Venezuela, nonché la realizzazione di progetti comunitari, murales urbani e interventi in diversi spazi pubblici.
Parallelamente, la sua opera è stata parte di mostre personali e collettive a Cuba, in Venezuela e in Spagna. Il suo percorso è stato riconosciuto con vari premi e onorificenze, tra cui tre volte consecutive il “Gran Premio Escaramujo Nacional en Artes Plásticas” nel 2011, 2015 e 2017; il Gran Premio della Beca “Reino de este Mundo” indetta dall’Associazione Hermanos Sais AHS nel 2017; il Primo Premio del Salón de Pequeño Formato nel 2018 e il Premio del I Salón de Paisaje Rural, Urbano y de Marinas Edelson Machado nel 2019.
Negli ultimi anni, la sua pratica artistica ha continuato a svilupparsi in Spagna. Nel 2023 realizza la sua prima mostra personale, NEGRO, nella Galleria / enoteca “VINAURO”, nella città di Granada. Nel 2024 ha presentato il progetto personale NEGRO nel Centro Culturale “EL TUMBAO” ad Alicante, e nel 2025 ha partecipato alle mostre collettive AJIACO e MANIGUEROS presso la Galleria “VALBUENA”, El Campello, Alicante. Mostra collettiva “CONVERGENTES”, Galleria VEARTE, Alicante, Spagna, 2026.
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CIRCO
60 × 80 cm
2026.
CIRCO costruisce una creatura impossibile: due teste fronte a fronte che condividono un corpo unico e sembrano intrappolate in una contrapposizione permanente. L’immagine parte dal pesce come elemento riconoscibile, ma lo trasforma in un organismo ibrido, esagerato e quasi scenico, dove il naturale assume una condizione assurda e inquietante.
Le bocche aperte, i denti, i grandi occhi e la tensione tra le due teste trasformano l’incontro in una metafora della competizione, del confronto e della voracità. Nessuna può avanzare senza trascinare l’altra; nessuna può imporsi senza influire sul corpo che entrambe condividono. Questa contraddizione trasforma l’opera in una rappresentazione di certi comportamenti umani e sociali: lottiamo, competiamo e ci confrontiamo anche quando facciamo parte della stessa struttura.
Il titolo CIRCO sposta l’immagine nel territorio dello spettacolo. Il confronto smette di essere solo conflitto per diventare anche rappresentazione: guardare ed essere guardati, esibirsi, esagerare, occupare una posizione all’interno di una scena. Sotto questa lettura, il grottesco e il teatrale funzionano come risorse per parlare di una realtà dove il confronto può trasformarsi in intrattenimento.
I toni ossidati e terrosi contrastano con lo sfondo blu e rafforzano l’aspetto di una creatura nata tra l’organico e il costruito. Il pesce lascia di appartenere completamente alla natura per diventare una specie di artefatto, un corpo alterato dalle tensioni del proprio ambiente.
