Maschera Punu del Gabon (Senza prezzo di riserva)





Tutela degli acquirenti Catawiki
Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli
Trustpilot 4.4 | 143313 recensioni
Valutato Eccellente su Trustpilot.
Maschera punu del Gabon, riproduzione di una maschera Punu del Gabon, proveniente dal popolo Punu dell'Africa centrale, in buono stato.
Descrizione del venditore
La Storia della Maschera Punu
I Punu sono un popolo originario dell'Africa centrale che si è migrato per insediarsi principalmente nel sud-ovest del Gabon (in particolare nel bacino della Ngounié) verso il XVIII secolo.
Per l’Occidente, la scoperta di quest’arte è stata un vero choc estetico. L’esploratore Paul Du Chaillu fu il primo europeo a osservarle queste maschere bianche nel 1865. All’inizio del XX secolo, la loro serenità, la purezza delle linee e i loro occhi a mandorla hanno profondamente affascinato e influenzato gli artisti moderni occidentali, come Amedeo Modigliani e Pablo Picasso.
La Funzione Spirituale e Sociale
Contrariamente alle apparenze, questa maschera non rappresenta una persona vivente, ma incarna lo spirito di un’antenata femminile idealizzata tornata dall’aldilà (moukala). La sua funzione è doppia:
1. Il legame con il mondo dei morti e degli antenati:
La maschera è ricoperta di kaolin bianco (pembé), un’argilla locale sacra. In Africa centrale, il colore bianco non è il simbolo della purezza nel senso occidentale, ma il colore del regno degli spiriti, della morte e della chiaroveggenza. La maschera serve quindi da receptacolo temporaneo affinché lo spirito di un’antenata possa interagire con i vivi.
2. La regolazione e la protezione sociale (Società segrete):
La coesione sociale della comunità era assicurata da confraternite maschili, in particolare dalla società segreta Okuyi (o Mukudji). La maschera interveniva durante eventi comunitari importanti:
• I riti funebri e le cerimonie di lutto,
• I riti di iniziazione dei giovani,
• I momenti di crisi per scacciare gli spiriti cattivi della foresta o ristabilire la giustizia."}
La Storia della Maschera Punu
I Punu sono un popolo originario dell'Africa centrale che si è migrato per insediarsi principalmente nel sud-ovest del Gabon (in particolare nel bacino della Ngounié) verso il XVIII secolo.
Per l’Occidente, la scoperta di quest’arte è stata un vero choc estetico. L’esploratore Paul Du Chaillu fu il primo europeo a osservarle queste maschere bianche nel 1865. All’inizio del XX secolo, la loro serenità, la purezza delle linee e i loro occhi a mandorla hanno profondamente affascinato e influenzato gli artisti moderni occidentali, come Amedeo Modigliani e Pablo Picasso.
La Funzione Spirituale e Sociale
Contrariamente alle apparenze, questa maschera non rappresenta una persona vivente, ma incarna lo spirito di un’antenata femminile idealizzata tornata dall’aldilà (moukala). La sua funzione è doppia:
1. Il legame con il mondo dei morti e degli antenati:
La maschera è ricoperta di kaolin bianco (pembé), un’argilla locale sacra. In Africa centrale, il colore bianco non è il simbolo della purezza nel senso occidentale, ma il colore del regno degli spiriti, della morte e della chiaroveggenza. La maschera serve quindi da receptacolo temporaneo affinché lo spirito di un’antenata possa interagire con i vivi.
2. La regolazione e la protezione sociale (Società segrete):
La coesione sociale della comunità era assicurata da confraternite maschili, in particolare dalla società segreta Okuyi (o Mukudji). La maschera interveniva durante eventi comunitari importanti:
• I riti funebri e le cerimonie di lutto,
• I riti di iniziazione dei giovani,
• I momenti di crisi per scacciare gli spiriti cattivi della foresta o ristabilire la giustizia."}

