Stefan Pelmus (1949) - TOTEM





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Descrizione del venditore
In Totem (1969), Ștefan Pelmuș invita lo spettatore in un mondo in cui l’immagine diventa simbolo, e il simbolo diventa un passaggio verso l’ignoto. Realizzato a olio su compensato, il dipinto appartiene all’universo visivo profondamente personale dell’artista, dove segni arcaici, riferimenti spirituali e motivi ancestrali convergono in un linguaggio enigmatico e intensamente poetico.
L’immaginario totemico di Pelmuș sembra appartenere a un tempo oltre la cronologia — un regno di ricordi antichi, connessioni invisibili e mondi che restano appena al di là della ragione. I suoi simboli non descrivono semplicemente; suggeriscono, evocano e invitano alla contemplazione, come frammenti di un manoscritto dimenticato da decifrare.
C’è qualcosa di profondamente emozionante in questo incontro. L’opera parla in silenzio della duratura ricerca dell’umanità per il significato, l’appartenenza e la trascendenza, aprendone uno spazio di riflessione in cui il familiare cede il passo al mistero.
Più di un’immagine, Totem diventa un viaggio interiore: un assaggio di un mondo ancestrale, al contempo misterioso e stranamente familiare, dove il visibile e l’invisibile sembrano toccarsi.
In Totem (1969), Ștefan Pelmuș invita lo spettatore in un mondo in cui l’immagine diventa simbolo, e il simbolo diventa un passaggio verso l’ignoto. Realizzato a olio su compensato, il dipinto appartiene all’universo visivo profondamente personale dell’artista, dove segni arcaici, riferimenti spirituali e motivi ancestrali convergono in un linguaggio enigmatico e intensamente poetico.
L’immaginario totemico di Pelmuș sembra appartenere a un tempo oltre la cronologia — un regno di ricordi antichi, connessioni invisibili e mondi che restano appena al di là della ragione. I suoi simboli non descrivono semplicemente; suggeriscono, evocano e invitano alla contemplazione, come frammenti di un manoscritto dimenticato da decifrare.
C’è qualcosa di profondamente emozionante in questo incontro. L’opera parla in silenzio della duratura ricerca dell’umanità per il significato, l’appartenenza e la trascendenza, aprendone uno spazio di riflessione in cui il familiare cede il passo al mistero.
Più di un’immagine, Totem diventa un viaggio interiore: un assaggio di un mondo ancestrale, al contempo misterioso e stranamente familiare, dove il visibile e l’invisibile sembrano toccarsi.

