Peckham - Perspectivae Communis - 1580






Specialista in libri antichi, con focus sulle dispute teologiche dal 1999.
Tutela degli acquirenti Catawiki
Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli
Trustpilot 4.4 | 143539 recensioni
Valutato Eccellente su Trustpilot.
Perspectivae communis di John Peckham, edizione latina illustrata del 1580, pubblicata da Coloniae, apud haeredes Arnoldi Birckmanni, è un unico volume rilegato in pergamena con 96 pagine e tavole fuori testo, in buone condizioni.
Descrizione del venditore
LA SCIENZA DELLA VISIONE SECONDO PECKHAM: DALLA BIBLIOTECA DEL FAMOSO FISICO BORELLI
Un'importante testimonianza della storia dell'ottica, della prospettiva e della trasmissione del sapere scientifico dall'età medievale al Rinascimento.
Stampato a Colonia nel 1580, questo trattato raccoglie tre libri dedicati alla luce, alla visione, alla riflessione e alla rifrazione, illustrati da numerosi diagrammi geometrici xilografici.
Sul frontespizio compare la iscrizione manoscritta «Ex lib. Borelli», riconducibile alla biblioteca di Giovanni Alfonso Borelli (1608–1679), uno dei protagonisti della rivoluzione scientifica italiana, celebre matematico e fisiologo, figura dell'ambiente scientifico galileiano, che conferisce all'esemplare un interesse storico particolare.
La legatura coeva in pergamena floscia conserva il carattere materiale di un autentico libro scientifico del XVI secolo.
ABSTRACT
La Perspectiva communis di John Peckham è uno dei trattati più rappresentativi dell'ottica medievale, disciplina che per secoli costituì il fondamento teorico dello studio della luce e della percezione visiva. Composta nel XIII secolo, l'opera sistematizza le conoscenze geometriche e fisiche della tradizione ottica araba e latina, organizzandole in tre libri dedicati alla visione diretta, alla riflessione e alla rifrazione.
Questa edizione di Colonia del 1580, pubblicata dagli eredi di Arnold Birckmann, presenta il testo nella tradizione editoriale associata a Pascal Duhamel, accompagnato da numerosi diagrammi xilografici che illustrano raggi luminosi, angoli visuali e fenomeni ottici.
L'elemento più significativo del singolo esemplare è l'iscrizione antica «Ex lib. Borelli», presente sul frontespizio. La formula, che significa «dalla biblioteca di Borelli», indica la provenienza dalla biblioteca di Giovanni Alfonso Borelli, celebre matematico, astronomo e fisiologo italiano.
WHY TO BUY
Un libro che riunisce tre ambiti di particolare interesse collezionistico: la storia della scienza, la tradizione dell'ottica rinascimentale e la provenienza da una biblioteca scientifica illustre.
L'opera di Peckham rappresenta un passaggio fondamentale nella trasmissione delle conoscenze ottiche elaborate da autori come Alhazen, Euclide e la tradizione prospettica medievale. Il suo impianto geometrico, costruito intorno alla propagazione della luce e alle leggi della visione, contribuì a formare il patrimonio teorico da cui si svilupparono gli studi successivi sulla prospettiva e sull'ottica fisica.
L'edizione cinquecentesca testimonia la lunga fortuna di un testo nato quasi tre secoli prima e ancora ritenuto meritevole di pubblicazione nell'Europa della rivoluzione scientifica.
Di particolare rilievo è l'iscrizione «Ex lib. Borelli». Giovanni Alfonso Borelli (1608–1679) fu uno dei maggiori rappresentanti della scienza matematica italiana del Seicento. Professore a Pisa, membro dell'Accademia del Cimento e figura legata alla tradizione galileiana, applicò i principi della geometria e della meccanica allo studio della natura e del corpo umano.
La sua opera più celebre, De motu animalium, pubblicata postuma nel 1680–1681, è considerata uno dei testi fondativi della biomeccanica moderna. Borelli contribuì inoltre allo studio dell'astronomia, della meccanica e dei fenomeni naturali, inserendosi nel grande processo di trasformazione della scienza europea.
La provenienza dalla sua biblioteca costituisce un collegamento diretto fra la tradizione ottica medievale e uno dei protagonisti della nuova scienza seicentesca.
La presenza dei diagrammi xilografici, il formato in quarto e la legatura coeva in pergamena completano il profilo di un esemplare di notevole fascino storico e bibliografico.
MARKET VALUE
Valore di mercato proposto: €2.500–2.800.
La valutazione commerciale considera l'importanza del testo per la storia dell'ottica, l'edizione cinquecentesca, l'apparato di diagrammi xilografici e soprattutto l'interesse della provenienza manoscritta «Ex lib. Borelli».
L'appartenenza alla biblioteca di Giovanni Alfonso Borelli rappresenta un elemento distintivo di notevole rilevanza per collezionisti di libri scientifici, storia della fisica e documenti della rivoluzione galileiana.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Colonia, eredi di Arnold Birckmann, 1580. In-4°, 48 carte, corrispondenti a 96 pagine, secondo la collazione bibliografica A–M⁴. Numerosi diagrammi geometrici xilografici nel testo, marca tipografica ovale al frontespizio, iniziale decorata e testatina xilografica.
Legatura coeva in pergamena floscia, con riparazioni ai bordi e al dorso.
Sul frontespizio si conserva l'iscrizione manoscritta a inchiostro «Ex lib. Borelli», elemento di particolare interesse per la storia della provenienza.
Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Questa inserzione contiene Visualizzazioni AI. Fai riferimento alle fotografie originali per verificare le condizioni effettive dell’oggetto. Le immagini fanno parte integrante della descrizione.
FULL TITLE AND AUTHOR
Perspectivae communis libri tres.
Coloniae, apud haeredes Arnoldi Birckmanni, 1580.
Johannes Peckham (John Pecham).
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
Prima della nascita dell'ottica moderna, lo studio della luce apparteneva a un complesso universo di conoscenze nel quale geometria, filosofia naturale, fisiologia e matematica si intrecciavano profondamente.
La Perspectiva communis di John Peckham occupa una posizione importante in questa tradizione. Composta nel XIII secolo, contribuì alla diffusione di un modello di spiegazione della visione fondato sull'analisi geometrica dei raggi luminosi e sullo studio delle proprietà della luce.
Il primo libro affronta la natura della luce, dei colori e della visione diretta, considerando il funzionamento dell'occhio e la propagazione dei raggi visuali. Il secondo esamina la riflessione e il comportamento della luce negli specchi. Il terzo è dedicato alla rifrazione e alle modificazioni della direzione dei raggi luminosi nell'attraversamento di mezzi differenti.
I diagrammi costituiscono parte essenziale dell'esposizione. Attraverso linee, angoli e costruzioni geometriche, il lettore può seguire visivamente le dimostrazioni e comprendere fenomeni altrimenti difficili da rappresentare.
L'opera si inserisce nella tradizione della prospettiva medievale, influenzata in modo decisivo dalla scienza ottica araba e in particolare dagli studi di Ibn al-Haytham, noto in Occidente come Alhazen.
La sua permanenza nel mercato librario del Cinquecento dimostra quanto queste conoscenze continuassero a essere studiate e trasmesse anche in un'epoca di profonde trasformazioni scientifiche.
Il legame dell'esemplare con Giovanni Alfonso Borelli aggiunge un ulteriore livello di interesse: un libro medievale sulla visione che è passato attraverso la biblioteca di uno scienziato protagonista della nuova filosofia matematica della natura.
BRIEF BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
John Peckham, conosciuto anche come Johannes Pecham, nacque intorno al 1230 e morì nel 1292. Francescano inglese, teologo, filosofo naturale e matematico, fu una delle figure intellettuali più importanti dell'Inghilterra medievale.
Studiò e insegnò nell'ambiente universitario europeo, in particolare a Parigi, e ricoprì importanti incarichi nell'ordine francescano. Nel 1279 fu nominato arcivescovo di Canterbury.
Il suo contributo alla storia della scienza è legato soprattutto alla Perspectiva communis, trattato che sintetizza e organizza una parte significativa del sapere ottico del XIII secolo.
L'opera divenne un testo di riferimento nella tradizione universitaria e contribuì a mantenere viva la conoscenza delle teorie medievali sulla luce e sulla visione.
PROVENANCE: THE BORELLI INSCRIPTION
L'iscrizione «Ex lib. Borelli», visibile sul frontespizio, costituisce l'elemento più intrigante dell'esemplare.
Giovanni Alfonso Borelli (1608–1679) fu matematico, fisico, astronomo e fisiologo, considerato uno dei fondatori della biomeccanica. Insegnò a Messina e Pisa e partecipò all'attività dell'Accademia del Cimento, istituzione fondamentale per la diffusione del metodo sperimentale nell'Italia del Seicento.
Nelle sue ricerche applicò il ragionamento matematico e i principi della meccanica allo studio dei fenomeni naturali. La sua opera De motu animalium, pubblicata dopo la morte, descrisse il movimento degli organismi attraverso l'analisi delle forze, delle leve e delle strutture anatomiche.
La presenza di un libro di ottica medievale nella sua biblioteca è coerente con gli interessi scientifici dell'epoca e con la continuità fra le tradizioni matematiche antiche e medievali e la nuova scienza.
L'iscrizione rappresenta quindi un'interessante testimonianza di provenienza.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
La Perspectiva communis fu composta probabilmente negli anni Settanta del XIII secolo e raggiunse un'ampia diffusione manoscritta prima dell'introduzione della stampa.
La prima edizione a stampa risale al 1482–1483. Nel corso del Rinascimento l'opera continuò a essere pubblicata, studiata e utilizzata come riferimento per la tradizione ottica e prospettica.
L'edizione di Colonia del 1580, impressa dagli eredi di Arnold Birckmann, testimonia la vitalità di questo patrimonio scientifico nella seconda metà del Cinquecento.
La presenza di numerosi diagrammi xilografici riflette l'importanza della rappresentazione grafica nella comunicazione delle conoscenze matematiche. Le figure non hanno soltanto una funzione decorativa, ma accompagnano e rendono intelligibili le dimostrazioni geometriche.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
DiLaura, Bibliotheca Opticoria, 35.
VD16, J 679.
John Peckham, Perspectivae communis libri tres, Colonia, eredi di Arnold Birckmann, 1580.
Il venditore si racconta
LA SCIENZA DELLA VISIONE SECONDO PECKHAM: DALLA BIBLIOTECA DEL FAMOSO FISICO BORELLI
Un'importante testimonianza della storia dell'ottica, della prospettiva e della trasmissione del sapere scientifico dall'età medievale al Rinascimento.
Stampato a Colonia nel 1580, questo trattato raccoglie tre libri dedicati alla luce, alla visione, alla riflessione e alla rifrazione, illustrati da numerosi diagrammi geometrici xilografici.
Sul frontespizio compare la iscrizione manoscritta «Ex lib. Borelli», riconducibile alla biblioteca di Giovanni Alfonso Borelli (1608–1679), uno dei protagonisti della rivoluzione scientifica italiana, celebre matematico e fisiologo, figura dell'ambiente scientifico galileiano, che conferisce all'esemplare un interesse storico particolare.
La legatura coeva in pergamena floscia conserva il carattere materiale di un autentico libro scientifico del XVI secolo.
ABSTRACT
La Perspectiva communis di John Peckham è uno dei trattati più rappresentativi dell'ottica medievale, disciplina che per secoli costituì il fondamento teorico dello studio della luce e della percezione visiva. Composta nel XIII secolo, l'opera sistematizza le conoscenze geometriche e fisiche della tradizione ottica araba e latina, organizzandole in tre libri dedicati alla visione diretta, alla riflessione e alla rifrazione.
Questa edizione di Colonia del 1580, pubblicata dagli eredi di Arnold Birckmann, presenta il testo nella tradizione editoriale associata a Pascal Duhamel, accompagnato da numerosi diagrammi xilografici che illustrano raggi luminosi, angoli visuali e fenomeni ottici.
L'elemento più significativo del singolo esemplare è l'iscrizione antica «Ex lib. Borelli», presente sul frontespizio. La formula, che significa «dalla biblioteca di Borelli», indica la provenienza dalla biblioteca di Giovanni Alfonso Borelli, celebre matematico, astronomo e fisiologo italiano.
WHY TO BUY
Un libro che riunisce tre ambiti di particolare interesse collezionistico: la storia della scienza, la tradizione dell'ottica rinascimentale e la provenienza da una biblioteca scientifica illustre.
L'opera di Peckham rappresenta un passaggio fondamentale nella trasmissione delle conoscenze ottiche elaborate da autori come Alhazen, Euclide e la tradizione prospettica medievale. Il suo impianto geometrico, costruito intorno alla propagazione della luce e alle leggi della visione, contribuì a formare il patrimonio teorico da cui si svilupparono gli studi successivi sulla prospettiva e sull'ottica fisica.
L'edizione cinquecentesca testimonia la lunga fortuna di un testo nato quasi tre secoli prima e ancora ritenuto meritevole di pubblicazione nell'Europa della rivoluzione scientifica.
Di particolare rilievo è l'iscrizione «Ex lib. Borelli». Giovanni Alfonso Borelli (1608–1679) fu uno dei maggiori rappresentanti della scienza matematica italiana del Seicento. Professore a Pisa, membro dell'Accademia del Cimento e figura legata alla tradizione galileiana, applicò i principi della geometria e della meccanica allo studio della natura e del corpo umano.
La sua opera più celebre, De motu animalium, pubblicata postuma nel 1680–1681, è considerata uno dei testi fondativi della biomeccanica moderna. Borelli contribuì inoltre allo studio dell'astronomia, della meccanica e dei fenomeni naturali, inserendosi nel grande processo di trasformazione della scienza europea.
La provenienza dalla sua biblioteca costituisce un collegamento diretto fra la tradizione ottica medievale e uno dei protagonisti della nuova scienza seicentesca.
La presenza dei diagrammi xilografici, il formato in quarto e la legatura coeva in pergamena completano il profilo di un esemplare di notevole fascino storico e bibliografico.
MARKET VALUE
Valore di mercato proposto: €2.500–2.800.
La valutazione commerciale considera l'importanza del testo per la storia dell'ottica, l'edizione cinquecentesca, l'apparato di diagrammi xilografici e soprattutto l'interesse della provenienza manoscritta «Ex lib. Borelli».
L'appartenenza alla biblioteca di Giovanni Alfonso Borelli rappresenta un elemento distintivo di notevole rilevanza per collezionisti di libri scientifici, storia della fisica e documenti della rivoluzione galileiana.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Colonia, eredi di Arnold Birckmann, 1580. In-4°, 48 carte, corrispondenti a 96 pagine, secondo la collazione bibliografica A–M⁴. Numerosi diagrammi geometrici xilografici nel testo, marca tipografica ovale al frontespizio, iniziale decorata e testatina xilografica.
Legatura coeva in pergamena floscia, con riparazioni ai bordi e al dorso.
Sul frontespizio si conserva l'iscrizione manoscritta a inchiostro «Ex lib. Borelli», elemento di particolare interesse per la storia della provenienza.
Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Questa inserzione contiene Visualizzazioni AI. Fai riferimento alle fotografie originali per verificare le condizioni effettive dell’oggetto. Le immagini fanno parte integrante della descrizione.
FULL TITLE AND AUTHOR
Perspectivae communis libri tres.
Coloniae, apud haeredes Arnoldi Birckmanni, 1580.
Johannes Peckham (John Pecham).
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
Prima della nascita dell'ottica moderna, lo studio della luce apparteneva a un complesso universo di conoscenze nel quale geometria, filosofia naturale, fisiologia e matematica si intrecciavano profondamente.
La Perspectiva communis di John Peckham occupa una posizione importante in questa tradizione. Composta nel XIII secolo, contribuì alla diffusione di un modello di spiegazione della visione fondato sull'analisi geometrica dei raggi luminosi e sullo studio delle proprietà della luce.
Il primo libro affronta la natura della luce, dei colori e della visione diretta, considerando il funzionamento dell'occhio e la propagazione dei raggi visuali. Il secondo esamina la riflessione e il comportamento della luce negli specchi. Il terzo è dedicato alla rifrazione e alle modificazioni della direzione dei raggi luminosi nell'attraversamento di mezzi differenti.
I diagrammi costituiscono parte essenziale dell'esposizione. Attraverso linee, angoli e costruzioni geometriche, il lettore può seguire visivamente le dimostrazioni e comprendere fenomeni altrimenti difficili da rappresentare.
L'opera si inserisce nella tradizione della prospettiva medievale, influenzata in modo decisivo dalla scienza ottica araba e in particolare dagli studi di Ibn al-Haytham, noto in Occidente come Alhazen.
La sua permanenza nel mercato librario del Cinquecento dimostra quanto queste conoscenze continuassero a essere studiate e trasmesse anche in un'epoca di profonde trasformazioni scientifiche.
Il legame dell'esemplare con Giovanni Alfonso Borelli aggiunge un ulteriore livello di interesse: un libro medievale sulla visione che è passato attraverso la biblioteca di uno scienziato protagonista della nuova filosofia matematica della natura.
BRIEF BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
John Peckham, conosciuto anche come Johannes Pecham, nacque intorno al 1230 e morì nel 1292. Francescano inglese, teologo, filosofo naturale e matematico, fu una delle figure intellettuali più importanti dell'Inghilterra medievale.
Studiò e insegnò nell'ambiente universitario europeo, in particolare a Parigi, e ricoprì importanti incarichi nell'ordine francescano. Nel 1279 fu nominato arcivescovo di Canterbury.
Il suo contributo alla storia della scienza è legato soprattutto alla Perspectiva communis, trattato che sintetizza e organizza una parte significativa del sapere ottico del XIII secolo.
L'opera divenne un testo di riferimento nella tradizione universitaria e contribuì a mantenere viva la conoscenza delle teorie medievali sulla luce e sulla visione.
PROVENANCE: THE BORELLI INSCRIPTION
L'iscrizione «Ex lib. Borelli», visibile sul frontespizio, costituisce l'elemento più intrigante dell'esemplare.
Giovanni Alfonso Borelli (1608–1679) fu matematico, fisico, astronomo e fisiologo, considerato uno dei fondatori della biomeccanica. Insegnò a Messina e Pisa e partecipò all'attività dell'Accademia del Cimento, istituzione fondamentale per la diffusione del metodo sperimentale nell'Italia del Seicento.
Nelle sue ricerche applicò il ragionamento matematico e i principi della meccanica allo studio dei fenomeni naturali. La sua opera De motu animalium, pubblicata dopo la morte, descrisse il movimento degli organismi attraverso l'analisi delle forze, delle leve e delle strutture anatomiche.
La presenza di un libro di ottica medievale nella sua biblioteca è coerente con gli interessi scientifici dell'epoca e con la continuità fra le tradizioni matematiche antiche e medievali e la nuova scienza.
L'iscrizione rappresenta quindi un'interessante testimonianza di provenienza.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
La Perspectiva communis fu composta probabilmente negli anni Settanta del XIII secolo e raggiunse un'ampia diffusione manoscritta prima dell'introduzione della stampa.
La prima edizione a stampa risale al 1482–1483. Nel corso del Rinascimento l'opera continuò a essere pubblicata, studiata e utilizzata come riferimento per la tradizione ottica e prospettica.
L'edizione di Colonia del 1580, impressa dagli eredi di Arnold Birckmann, testimonia la vitalità di questo patrimonio scientifico nella seconda metà del Cinquecento.
La presenza di numerosi diagrammi xilografici riflette l'importanza della rappresentazione grafica nella comunicazione delle conoscenze matematiche. Le figure non hanno soltanto una funzione decorativa, ma accompagnano e rendono intelligibili le dimostrazioni geometriche.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
DiLaura, Bibliotheca Opticoria, 35.
VD16, J 679.
John Peckham, Perspectivae communis libri tres, Colonia, eredi di Arnold Birckmann, 1580.
