Erasmo - D. Caecilii Cypriani - 1558






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Erasmo ha curato e corretto il testo latino di D. Caecilii Cypriani Episcopi Carthaginensis, Basilea 1558, in legatura piena pelle, 368 pagine, formato in folio (31 x 21 cm), pubblicata da Ioannes Hervagius e Bernard Brand come Edizione speciale.
Descrizione del venditore
Erasmo (Cyprianus)
D. Caecilii Cypriani Episcopi Carthaginensis
Basileae - 1558 -
Ioannem Hervagium et Bernardum Brand
(14 di 16), 368, (6) p.
In folio - 31 X 21 cm. -
SCRITTI E LETTERE DI SAN CIPRIANO, CURATI E CORRETTI DA ERASMO, CUSTODITI IN MERAVIGLIOSA LEGATURA COEVA RINASCIMENTALE.
Il testo critico su cui si poggia l’ opera e’ il frutto del lavoro di Erasmo da Rotterdam, il quale si dedicò con energia alla traduzione e alla correzione dei testi dei Padri della Chiesa (la Patristica), convinto che per riformare il Cristianesimo fosse necessario ripulire i testi antichi dagli errori accumulati nei secoli dai copisti medievali.
L’ inserimento del trattato “De duplici martyrio” all’interno di questa edizione, rappresenta uno dei ‘gialli letterari’ piu’ affascinanti dell’ Umanesimo.
Il testo fu originariamente presentato da Erasmo come un antico manoscritto di San Cipriano, da lui fortunosamente ritrovato.
Tuttavia la critica moderna (a partire dagli studi del XX secolo) ha dimostrato che il vero autore del testo era lo stesso Erasmo, il quale lo aveva scritto di suo pugno spacciandolo per un testo patristico.
Erasmo utilizzò lo pseudonimo di San Cipriano per diffondere le proprie idee sulla tolleranza e sul concetto di martirio spirituale senza subire le censure della Chiesa cattolica o le ire dei protestanti.
I tipografi, ancora nel 1558, stampavano l’ opera credendo fermamente appartenesse a San Cipriano.
Il 1558 e’ un anno di forti tensioni religiose in Europa: la Riforma Protestante si sta consolidando e la Controriforma cattolica sta stringendo le sue maglie e di lì a poco, nel 1559, molte opere di Erasmo finiranno nel primo Indice dei libri proibiti di Poapa Paolo IV.
Stampare San Cipriano a Basilea, Citta’ svizzera passata alla Riforma, significava rivendicare le radici del Cristianesimo antico al di fuori del controllo di Roma.
Erasmo non compì questa contraffazione per vanità letteraria o guadagno economico, ma per una precisa strategia teologica e politica, promuovendo la sua idea di cristianesimo interiore, spirituale e tollerante.
Sapeva che le sue tesi personali venivano attaccate dai cattolici conservatori e ignorate dai protestanti radicali.
Far pronunciare queste idee a San Cipriano, un autorevole e intoccabile Padre della Chiesa del III secolo, nonché martire in carne ed ossa, conferiva al suo pensiero un’ autorità storica assoluta e indiscutibile.
Utilizzare l’ autorità di San Cipriano come scudo umano, permetteva ad Erasmo di diffondere dottrine critiche verso le istituzioni ecclesiastiche corrotte senza essere accusato direttamente di eresia.
Il falso fu così perfetto che per secoli nessuno ne dubitò, fino a quando lo storico e filologo Anthony Grafton e gli studi novecenteschi non ne hanno definitivamente dimostrato la paternità erasmiana.
Tuttavia questa copia fu epurata e censurata dall’ Inquisizione di Coimbra, come attesta la preziosa nota manoscritta (vedi foto) firmata dall’ Inquisitore Fra Carlos do Desterro, in rappresentanza del Sant’ Uffizio, sul frontespizio.
E’ mancante il foglio di licenza relativo alla prima carta dopo il frontespizio, mentre la parte superiore della seconda carta (al recto) e’ cancellata (censurata).
Inoltre al margine esterno del frontespizio compare un importante manoscritto di altra mano, probabilmente coeva: - Auctorem damnatum cujus opus cum expurgatione permissum et cause legendum (autore condannato la cui opera e’ ammessa, a patto che venga espurgata, e può essere letta).
Affascinante e preziosa legatura coeva, in splendida pelle cognac, incisa a secco, con multiple cornici floreali impresse ai piatti.
Professionale integrazione del dorso, che preserva i piatti originali.
Ottima conservazione.
Buona conservazione anche degli interni, nonostante una gora al margine inferiore, piu’ o meno accentuata ma mai fastidiosa, che attraversa il testo, senza tuttavia impedire la regolare consultazione del testo.
Importanti note inquisitorie manoscritte (vedi foto) al frontespizio.
Restauri professionali al frontespizio e all’ ultima carta, oltre a ad alcuni piccoli strappetti marginali senza perdite di testo.
Colophon all’ ultima carta.
Marca editoriale in fine incollata al contropiatto posteriore.
Buona copia in splendida legatura strettamente coeva.
Asportata per censura la seconda carta.
Completo il resto del testo.
Il venditore si racconta
Erasmo (Cyprianus)
D. Caecilii Cypriani Episcopi Carthaginensis
Basileae - 1558 -
Ioannem Hervagium et Bernardum Brand
(14 di 16), 368, (6) p.
In folio - 31 X 21 cm. -
SCRITTI E LETTERE DI SAN CIPRIANO, CURATI E CORRETTI DA ERASMO, CUSTODITI IN MERAVIGLIOSA LEGATURA COEVA RINASCIMENTALE.
Il testo critico su cui si poggia l’ opera e’ il frutto del lavoro di Erasmo da Rotterdam, il quale si dedicò con energia alla traduzione e alla correzione dei testi dei Padri della Chiesa (la Patristica), convinto che per riformare il Cristianesimo fosse necessario ripulire i testi antichi dagli errori accumulati nei secoli dai copisti medievali.
L’ inserimento del trattato “De duplici martyrio” all’interno di questa edizione, rappresenta uno dei ‘gialli letterari’ piu’ affascinanti dell’ Umanesimo.
Il testo fu originariamente presentato da Erasmo come un antico manoscritto di San Cipriano, da lui fortunosamente ritrovato.
Tuttavia la critica moderna (a partire dagli studi del XX secolo) ha dimostrato che il vero autore del testo era lo stesso Erasmo, il quale lo aveva scritto di suo pugno spacciandolo per un testo patristico.
Erasmo utilizzò lo pseudonimo di San Cipriano per diffondere le proprie idee sulla tolleranza e sul concetto di martirio spirituale senza subire le censure della Chiesa cattolica o le ire dei protestanti.
I tipografi, ancora nel 1558, stampavano l’ opera credendo fermamente appartenesse a San Cipriano.
Il 1558 e’ un anno di forti tensioni religiose in Europa: la Riforma Protestante si sta consolidando e la Controriforma cattolica sta stringendo le sue maglie e di lì a poco, nel 1559, molte opere di Erasmo finiranno nel primo Indice dei libri proibiti di Poapa Paolo IV.
Stampare San Cipriano a Basilea, Citta’ svizzera passata alla Riforma, significava rivendicare le radici del Cristianesimo antico al di fuori del controllo di Roma.
Erasmo non compì questa contraffazione per vanità letteraria o guadagno economico, ma per una precisa strategia teologica e politica, promuovendo la sua idea di cristianesimo interiore, spirituale e tollerante.
Sapeva che le sue tesi personali venivano attaccate dai cattolici conservatori e ignorate dai protestanti radicali.
Far pronunciare queste idee a San Cipriano, un autorevole e intoccabile Padre della Chiesa del III secolo, nonché martire in carne ed ossa, conferiva al suo pensiero un’ autorità storica assoluta e indiscutibile.
Utilizzare l’ autorità di San Cipriano come scudo umano, permetteva ad Erasmo di diffondere dottrine critiche verso le istituzioni ecclesiastiche corrotte senza essere accusato direttamente di eresia.
Il falso fu così perfetto che per secoli nessuno ne dubitò, fino a quando lo storico e filologo Anthony Grafton e gli studi novecenteschi non ne hanno definitivamente dimostrato la paternità erasmiana.
Tuttavia questa copia fu epurata e censurata dall’ Inquisizione di Coimbra, come attesta la preziosa nota manoscritta (vedi foto) firmata dall’ Inquisitore Fra Carlos do Desterro, in rappresentanza del Sant’ Uffizio, sul frontespizio.
E’ mancante il foglio di licenza relativo alla prima carta dopo il frontespizio, mentre la parte superiore della seconda carta (al recto) e’ cancellata (censurata).
Inoltre al margine esterno del frontespizio compare un importante manoscritto di altra mano, probabilmente coeva: - Auctorem damnatum cujus opus cum expurgatione permissum et cause legendum (autore condannato la cui opera e’ ammessa, a patto che venga espurgata, e può essere letta).
Affascinante e preziosa legatura coeva, in splendida pelle cognac, incisa a secco, con multiple cornici floreali impresse ai piatti.
Professionale integrazione del dorso, che preserva i piatti originali.
Ottima conservazione.
Buona conservazione anche degli interni, nonostante una gora al margine inferiore, piu’ o meno accentuata ma mai fastidiosa, che attraversa il testo, senza tuttavia impedire la regolare consultazione del testo.
Importanti note inquisitorie manoscritte (vedi foto) al frontespizio.
Restauri professionali al frontespizio e all’ ultima carta, oltre a ad alcuni piccoli strappetti marginali senza perdite di testo.
Colophon all’ ultima carta.
Marca editoriale in fine incollata al contropiatto posteriore.
Buona copia in splendida legatura strettamente coeva.
Asportata per censura la seconda carta.
Completo il resto del testo.
