Hans W Sylvester - Le vélo






Ha oltre dieci anni di esperienza nel campo dell'arte, specializzandosi in fotografia del dopoguerra e arte contemporanea.
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Descrizione del venditore
Hans W Sylvester è un fotografo professionista indipendente e un attivista ecologista tedesco, nato il 2 ottobre 1938 a Lörrach in Germania. Oltre a una carriera di oltre sessantacinque anni, Hans Sylvester ha costruito un corpus fotografico ricco e singolare. Se il suo lavoro a colori, soprattutto in Etiopia, è ampiamente riconosciuto, le sue prime fotografie in bianco e nero restano più riservate. Questa foto, tirage contrecollé su dibond, è firmata dall’artista sul retro.
Dalla galleria Retour de Voyage di L’Isle-sur-la-Sorgue a quella della Marlborough Gallery a New York, dal Angkor Photography Festival in Cambogia a Valencia in Spagna, da La Gacilly a Montier-en-Der, senza dimenticare Parigi, la lista è lunga, come quella delle sue numerosissime pubblicazioni. Consulta i siti, ti forniranno informazioni molto arricchenti.
A partire dagli anni ’80, Hans Silvester orienta il suo lavoro verso il militante ambientale. Fotografa tutti i parchi naturali d’Europa, denuncia i devastanti effetti della deforestazione in Amazzonia, pubblica un lungo reportage sul fiume Calavon sotto il titolo «la fiume assassinata», si interessa allo sfruttamento della foresta in Nord America.
Allo stesso tempo fotografo di fauna selvatica – i piccioni, i cavalli di Camargue, gli uccelli, i gatti, i cani… – è anche il fotografo di una tradizione singolare: pétanque, spaventapasseri, aquiloni…
Una testimonianza fotografica sulla vita delle donne del deserto e un’altra sui popoli della Valle dell’Omo gli hanno consentito di pubblicare recentemente « Pastorale Africana » prefato da Pierre RABHI.
Hans W Sylvester è un fotografo professionista indipendente e un attivista ecologista tedesco, nato il 2 ottobre 1938 a Lörrach in Germania. Oltre a una carriera di oltre sessantacinque anni, Hans Sylvester ha costruito un corpus fotografico ricco e singolare. Se il suo lavoro a colori, soprattutto in Etiopia, è ampiamente riconosciuto, le sue prime fotografie in bianco e nero restano più riservate. Questa foto, tirage contrecollé su dibond, è firmata dall’artista sul retro.
Dalla galleria Retour de Voyage di L’Isle-sur-la-Sorgue a quella della Marlborough Gallery a New York, dal Angkor Photography Festival in Cambogia a Valencia in Spagna, da La Gacilly a Montier-en-Der, senza dimenticare Parigi, la lista è lunga, come quella delle sue numerosissime pubblicazioni. Consulta i siti, ti forniranno informazioni molto arricchenti.
A partire dagli anni ’80, Hans Silvester orienta il suo lavoro verso il militante ambientale. Fotografa tutti i parchi naturali d’Europa, denuncia i devastanti effetti della deforestazione in Amazzonia, pubblica un lungo reportage sul fiume Calavon sotto il titolo «la fiume assassinata», si interessa allo sfruttamento della foresta in Nord America.
Allo stesso tempo fotografo di fauna selvatica – i piccioni, i cavalli di Camargue, gli uccelli, i gatti, i cani… – è anche il fotografo di una tradizione singolare: pétanque, spaventapasseri, aquiloni…
Una testimonianza fotografica sulla vita delle donne del deserto e un’altra sui popoli della Valle dell’Omo gli hanno consentito di pubblicare recentemente « Pastorale Africana » prefato da Pierre RABHI.
