Tijs Dragtsma (1992) - Smoke Curls From Bone

07
giorni
01
ora
28
minuti
48
secondi
Offerta iniziale
€ 1
Prezzo di riserva non raggiunto
Nathalia Oliveira
Esperto
Stima da galleria  € 3.500 - € 4.200
Nessuna offerta

Tutela degli acquirenti Catawiki

Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli

Trustpilot 4.4 | 143806 recensioni

Valutato Eccellente su Trustpilot.

Tijs Dragtsma presenta Smoke Curls From Bone, opera originale incorniciata in mixed media del 2026, parte della serie After the Masters, unica e proveniente dai Paesi Bassi.

Riepilogo creato con l’aiuto dell’IA

Descrizione del venditore

Una sigaretta è quasi tutto ciò che resta a insinuare movimento in questa immagine, tenuta tra denti che non si chiuderanno mai su nient’altro. Tutto intorno è quiete: un teschio inclinato, una colonna vertebrale che inizia a curvarsi nelle spalle, un’oscurità che fagocita qualsiasi storia potesse una volta aver accompagnato quel gesto.

Smoke Curls From Bone è tratto da Skull of a Skeleton with Burning Cigarette di Vincent van Gogh, un piccolo dipinto famosamente irriverente che fece verso il 1886 da studente all’Accademia di Anversa, ora conservato al Van Gogh Museum di Amsterdam. Spesso viene letto come uno scherzo di uno studente ai danni delle lezioni di anatomia accademica, dando alla figura della morte una sigaretta. Quel senso dell’umorismo sopravvive qui, anche se è stata rimossa ogni traccia di colore. Si tratta di un’opera indipendente di Tijs Dragtsma, una nuova interpretazione in graffi e non una copia, riproduzione o stampa del dipinto di van Gogh.

Quello che resta è l’inclinazione del cranio, l’impostazione della mascella, la sigaretta stretta ad un angolo che sembra quasi casuale, quasi viva. Quello che viene lasciato andare è la pennellata sciolta e visibile di van Gogh e il colore caldo, livido, che aveva dato all’osso, ceduto invece a un nero che non trattiene nulla e non concede nulla.

Il cranio raccoglie la luce migliore di tutto, un ampio campo di sottili graffi che curvano dalla fronte al vertice e si spartiscono solo dove la superficie è lasciata al buio di nuovo. Le orbite restano come due vuoti neri in cui la luce non entra mai, e la sigaretta taglia una sola linea brillante sull’oscurità inferiore della mandibola. Più in basso, il collo e l’inizio delle costole sopravvivono solo come segni sparsi, una spalla presa qui, una clavicola suggerita lì, più implicata che disegnata, come se il corpo stesse ancora emergendo dall’oscurità.

Uno scheletro che fuma è già di per sé una specie di gioco sulla mortalità, un corpo che si rifiuta di comportarsi ora che non ha più nulla da perdere. Portato fuori dal colore e collocato nel vero nero, quel gioco diventa più silenzioso e un po’ più strano: ciò che resta non è una battuta finale, ma una presenza, qualcosa che continua a guardare la stanza molto tempo dopo che il fumo avrebbe dovuto dissolversi.

Smoke Curls From Bone appartiene a After the Masters, una serie all’interno di Art with Scratch di Tijs Dragtsma in cui l’immagine viene costruita attraverso danni di superficie controllati piuttosto che pigmento o stampa, e in cui quel danno stesso diventa un modo di chiedersi quanto di un dipinto debba sopravvivere prima che l’occhio lo sappia già.

Niente pittura. Niente stampa. Niente inchiostro. L’immagine è inciso nella superficie del vetro acrilico, presente a ogni ora, leggendo diversamente con l’illuminazione e l’angolo che cambiano. La luce non crea l’immagine qui. La affila, spingendo il cranio in avanti e lasciando che l’oscurità intorno ad esso vada un po’ più in profondità. Quest’opera è unica.

"Anche la morte, sembra, cerca ancora una sigaretta."

A proposito di Art with Scratch

Art with Scratch è un corpus di opere in cui l’immagine non viene disegnata, ma rilasciata. Incisa line by line in una profonda superficie nera, ogni lavoro emerge attraverso innumerevoli graffi precisi che catturano la luce e tirano fuori la forma dall’oscurità.

Da lontano, l’immagine appare quasi fotografica. Potente, riconoscibile e piena di presenza. Eppure da vicino, l’opera si dissolve in un campo denso di marchi individuali. Fini, fragili e quasi impalpabili. Ciò che sembrava solido si rivela come una delicata rete di linee, ciascuna un gesto deliberato, ciascuna essenziale per l’insieme.

La luce non crea l’immagine. La affila. La superficie nera assorbe, mentre le linee graffiate riflettono. Man mano che la luce cambia attraverso la superficie, l’immagine respira. Da un’angolazione la figura è chiara e definita. Da un’altra si ammorbidisce e si riporta verso l’oscurità da cui è venuta, senza mai scomparire. Sotto una luce spot mirata, il contrasto si approfondisce e l’immagine assume una qualità scultorea, quasi luminosa.

Ciò che rende questo medium così coinvolgente è la sua quieta tensione. L’atto di graffiare è diretto e irreversibile. Ogni linea è una decisione che non può essere annullata. Eppure il risultato non è aspro. È intimo, atmosferico e vivo di movimento. La durezza diventa morbidezza. La distruzione diventa creazione. L’assenza diventa presenza.

In opere come questo ritratto, la figura non è mai completamente fissata. Attraverso l’interazione di linea, luce e ombra, l’immagine cambia con prospettiva e atmosfera. In certi momenti, il soggetto sembra avanzare fuori dal nero. In altri, si rifugia di nuovo nella quiete. È in quel movimento, tra nitidezza e calma, che l’opera prende vita.

Come tutti i materiali toccati dal tempo, la superficie porta la propria vita silenziosa. Ogni graffio trattiene un momento, un respiro, un gesto. Insieme formano non solo un’immagine, ma una presenza, una presenza che continua a rivelarsi con ogni cambiamento di luce.

About the Artist

Mi chiamo Tijs Dragtsma, fondatore di TD Fine Art Studio.

Come artista, sono guidato dal desiderio costante di esplorare nuovi linguaggi visivi. Non considero l’arte come uno stile fisso, ma come un campo di scoperta in evoluzione dove materiale, struttura, luce ed emozione si intrecciano.

Il mio lavoro spesso inizia da una domanda semplice. In che modo un materiale può parlare in modo nuovo. Come può la durezza diventare intimità. Come la precisione possa creare emozione. Quella ricerca sta al cuore di tutto ciò che creo.

All’interno di TD Fine Art Studio, ogni corpo di lavoro è affrontato come se fosse un proprio mondo, con la propria logica, atmosfera e identità visiva. Alcune opere nascono attraverso ritmo, ripetizione e struttura. Altre emergono attraverso assenza, ombra, riflessione o tensione. Ciò che le connette è un impegno condiviso verso originalità, chiarezza e presenza emotiva.

Sono affascinato dal contrasto. Tra forza e fragilità. Tra controllo e sentimento. Tra ciò che è visibile e ciò che è lasciato aperto all’interpretazione. Il mio obiettivo non è semplicemente creare un’immagine, ma creare un’opera che tenga l’attenzione, inviti alla riflessione e continui a rivelarsi nel tempo.

TD Fine Art Studio è lo spazio in cui queste esplorazioni si riuniscono. Non è solo uno studio, ma un universo artistico in evoluzione plasmato da curiosità, precisione e l’ambizione di creare opere che si sentano distintive, intenzionali e vive.

Una sigaretta è quasi tutto ciò che resta a insinuare movimento in questa immagine, tenuta tra denti che non si chiuderanno mai su nient’altro. Tutto intorno è quiete: un teschio inclinato, una colonna vertebrale che inizia a curvarsi nelle spalle, un’oscurità che fagocita qualsiasi storia potesse una volta aver accompagnato quel gesto.

Smoke Curls From Bone è tratto da Skull of a Skeleton with Burning Cigarette di Vincent van Gogh, un piccolo dipinto famosamente irriverente che fece verso il 1886 da studente all’Accademia di Anversa, ora conservato al Van Gogh Museum di Amsterdam. Spesso viene letto come uno scherzo di uno studente ai danni delle lezioni di anatomia accademica, dando alla figura della morte una sigaretta. Quel senso dell’umorismo sopravvive qui, anche se è stata rimossa ogni traccia di colore. Si tratta di un’opera indipendente di Tijs Dragtsma, una nuova interpretazione in graffi e non una copia, riproduzione o stampa del dipinto di van Gogh.

Quello che resta è l’inclinazione del cranio, l’impostazione della mascella, la sigaretta stretta ad un angolo che sembra quasi casuale, quasi viva. Quello che viene lasciato andare è la pennellata sciolta e visibile di van Gogh e il colore caldo, livido, che aveva dato all’osso, ceduto invece a un nero che non trattiene nulla e non concede nulla.

Il cranio raccoglie la luce migliore di tutto, un ampio campo di sottili graffi che curvano dalla fronte al vertice e si spartiscono solo dove la superficie è lasciata al buio di nuovo. Le orbite restano come due vuoti neri in cui la luce non entra mai, e la sigaretta taglia una sola linea brillante sull’oscurità inferiore della mandibola. Più in basso, il collo e l’inizio delle costole sopravvivono solo come segni sparsi, una spalla presa qui, una clavicola suggerita lì, più implicata che disegnata, come se il corpo stesse ancora emergendo dall’oscurità.

Uno scheletro che fuma è già di per sé una specie di gioco sulla mortalità, un corpo che si rifiuta di comportarsi ora che non ha più nulla da perdere. Portato fuori dal colore e collocato nel vero nero, quel gioco diventa più silenzioso e un po’ più strano: ciò che resta non è una battuta finale, ma una presenza, qualcosa che continua a guardare la stanza molto tempo dopo che il fumo avrebbe dovuto dissolversi.

Smoke Curls From Bone appartiene a After the Masters, una serie all’interno di Art with Scratch di Tijs Dragtsma in cui l’immagine viene costruita attraverso danni di superficie controllati piuttosto che pigmento o stampa, e in cui quel danno stesso diventa un modo di chiedersi quanto di un dipinto debba sopravvivere prima che l’occhio lo sappia già.

Niente pittura. Niente stampa. Niente inchiostro. L’immagine è inciso nella superficie del vetro acrilico, presente a ogni ora, leggendo diversamente con l’illuminazione e l’angolo che cambiano. La luce non crea l’immagine qui. La affila, spingendo il cranio in avanti e lasciando che l’oscurità intorno ad esso vada un po’ più in profondità. Quest’opera è unica.

"Anche la morte, sembra, cerca ancora una sigaretta."

A proposito di Art with Scratch

Art with Scratch è un corpus di opere in cui l’immagine non viene disegnata, ma rilasciata. Incisa line by line in una profonda superficie nera, ogni lavoro emerge attraverso innumerevoli graffi precisi che catturano la luce e tirano fuori la forma dall’oscurità.

Da lontano, l’immagine appare quasi fotografica. Potente, riconoscibile e piena di presenza. Eppure da vicino, l’opera si dissolve in un campo denso di marchi individuali. Fini, fragili e quasi impalpabili. Ciò che sembrava solido si rivela come una delicata rete di linee, ciascuna un gesto deliberato, ciascuna essenziale per l’insieme.

La luce non crea l’immagine. La affila. La superficie nera assorbe, mentre le linee graffiate riflettono. Man mano che la luce cambia attraverso la superficie, l’immagine respira. Da un’angolazione la figura è chiara e definita. Da un’altra si ammorbidisce e si riporta verso l’oscurità da cui è venuta, senza mai scomparire. Sotto una luce spot mirata, il contrasto si approfondisce e l’immagine assume una qualità scultorea, quasi luminosa.

Ciò che rende questo medium così coinvolgente è la sua quieta tensione. L’atto di graffiare è diretto e irreversibile. Ogni linea è una decisione che non può essere annullata. Eppure il risultato non è aspro. È intimo, atmosferico e vivo di movimento. La durezza diventa morbidezza. La distruzione diventa creazione. L’assenza diventa presenza.

In opere come questo ritratto, la figura non è mai completamente fissata. Attraverso l’interazione di linea, luce e ombra, l’immagine cambia con prospettiva e atmosfera. In certi momenti, il soggetto sembra avanzare fuori dal nero. In altri, si rifugia di nuovo nella quiete. È in quel movimento, tra nitidezza e calma, che l’opera prende vita.

Come tutti i materiali toccati dal tempo, la superficie porta la propria vita silenziosa. Ogni graffio trattiene un momento, un respiro, un gesto. Insieme formano non solo un’immagine, ma una presenza, una presenza che continua a rivelarsi con ogni cambiamento di luce.

About the Artist

Mi chiamo Tijs Dragtsma, fondatore di TD Fine Art Studio.

Come artista, sono guidato dal desiderio costante di esplorare nuovi linguaggi visivi. Non considero l’arte come uno stile fisso, ma come un campo di scoperta in evoluzione dove materiale, struttura, luce ed emozione si intrecciano.

Il mio lavoro spesso inizia da una domanda semplice. In che modo un materiale può parlare in modo nuovo. Come può la durezza diventare intimità. Come la precisione possa creare emozione. Quella ricerca sta al cuore di tutto ciò che creo.

All’interno di TD Fine Art Studio, ogni corpo di lavoro è affrontato come se fosse un proprio mondo, con la propria logica, atmosfera e identità visiva. Alcune opere nascono attraverso ritmo, ripetizione e struttura. Altre emergono attraverso assenza, ombra, riflessione o tensione. Ciò che le connette è un impegno condiviso verso originalità, chiarezza e presenza emotiva.

Sono affascinato dal contrasto. Tra forza e fragilità. Tra controllo e sentimento. Tra ciò che è visibile e ciò che è lasciato aperto all’interpretazione. Il mio obiettivo non è semplicemente creare un’immagine, ma creare un’opera che tenga l’attenzione, inviti alla riflessione e continui a rivelarsi nel tempo.

TD Fine Art Studio è lo spazio in cui queste esplorazioni si riuniscono. Non è solo uno studio, ma un universo artistico in evoluzione plasmato da curiosità, precisione e l’ambizione di creare opere che si sentano distintive, intenzionali e vive.

Dettagli

Venduto con cornice
Sì
Venduto da
Direttamente dall’artista
Edizione
Originale
Artista
Tijs Dragtsma (1992)
Titolo dell'opera
Smoke Curls From Bone
Tecnica
Tecnica mista
Firma
Firmato
Paese d’origine
Paesi Bassi
Anno
2026
Colore
Bianco, Nero
Condizione
Eccellenti condizioni
Altezza
51 cm
Larghezza
51 cm
Stile
Contemporaneo
Periodo
2020+
Paesi BassiVerificato
290
Oggetti venduti
100%
protop

Oggetti simili

  • ​
    ​
    ​
  • ​
    ​
    ​
  • ​
    ​
    ​
  • ​
    ​
    ​
  • ​
    ​
    ​
  • ​
    ​
    ​
  • ​
    ​
    ​
  • ​
    ​
    ​
  • ​
    ​
    ​
  • ​
    ​
    ​

Per te in

Arte moderna e contemporanea

  • ​
    ​
    ​
  • ​
    ​
    ​
  • ​
    ​
    ​
  • ​
    ​
    ​
  • ​
    ​
    ​
  • ​
    ​
    ​
  • ​
    ​
    ​
  • ​
    ​
    ​
  • ​
    ​
    ​
  • ​
    ​
    ​