Ben Dauchez - Blu Ray Surimpression






Ha oltre dieci anni di esperienza nel campo dell'arte, specializzandosi in fotografia del dopoguerra e arte contemporanea.
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Ben DAUCHEZ presenta Blu Ray Surimpression, una fotografia Fine Art stampata in Giclée nel 2025, 80 x 80 cm, firmata a mano, edizione 2/15 al formato, venduta direttamente dall’artista nello stato originale.
Descrizione del venditore
Série "Surimpression contemporaine"
-Titolo Blu Ray Surimpression
-Tiratura Fine Art
80X80 Numera to sig n a to 1/15 in formato non incorniciato
-Certificato D'Autenticità
Al confine tra fotografia contemporanea e pittura astratta, quest'opera in surimpressione sovrappone texture, luci e gesti grafici in una composizione vibrante dominata da sfumature di blu profondo. Le tracce bianche richiamano il movimento del pennello sulla tela, mentre i diversi strati di immagini creano una profondità quasi pittorica. Una creazione immersiva in cui la fotografia si trasforma in materia artistica, richiamando l'energia dell'espressionismo astratto e la libertà del gesto pittorico.
Fusione di due mondi: la multi-esposizione permette di sovrapporre questi due universi — quello della rigorosa forma del Bauhaus e la ricchezza sensoriale e storica del Marocco. Forse le linee pulite del Bauhaus si intrecciano con motivi architettonici marocchini, come archi, mosaici e le texture delle pareti in terra battuta o in pietra. Questa fusione crea una sorta di dialogo visivo tra modernità e tradizione.
Approccio concettuale: L'uso della multi-esposizione può anche simboleggiare l'idea di interazione tra passato e presente, tra architettura moderna e tradizionale. Il Marocco, ricco di simboli culturali, potrebbe essere visto qui come un terreno di sperimentazione per trasporre concetti occidentali del Bauhaus in un contesto più orientale, addirittura mediterraneo.
Temporalità e spazialità
: Sovrapponendo più momenti o spazi, la tecnica della multi-esposizione potrebbe anche suggerire un'esperienza temporale, come se si viaggiasse attraverso diverse epoche o diverse percezioni del Marocco. Questo gioco sul tempo e lo spazio fa eco alle nozioni di fluidità e transizione nella cultura del Bauhaus, pur ispirandosi ai molteplici strati di senso e di storia che il Marocco incarna.
Dualità culturale ed estetica: Infine, quest'opera potrebbe esprimere una riflessione sui rapporti tra culture occidentali e orientali, tra il funzionalismo europeo del Bauhaus e la sensualità delle forme marocchine. La multi-esposizione può creare un'atmosfera in cui i due mondi non sono opposti ma interconnessi in una stessa visione artistica.
Appassionato di fotografia fin dalla giovane età, Ben DAUCHEZ ha iniziato nei studi del quartiere de La Rochelle. Qui ha acquisito l'insieme delle basi della fotografia dalla tecnica classica, allo scatto e alla postproduzione, passando per il laboratorio. A 22 anni, appena laureato, parte per Parigi per perfezionare la sua formazione diventando assistente di set per gli studi Daguerre, Le Petit Oiseau va sortir e lo Studio Zéro. Ha avuto la fortuna di collaborare e assistere all'epoca agli fotografi tra i più talentuosi: Bettina RHEIMS, Patrick DEMARCHELIER, Terry RICHARDSON, Ellen VON UNWERTH, Marcus MAM... Da alcuni incontri determinanti nasceranno bei progetti e lunghe collaborazioni, in particolare con André RAU, Bettina RHEIMS (la sulfurea esposizione INRI e il suo libro omonimo alle Editions Albin Michel) e Peter BEARD (calendario Pirelli 2009 in Botswana).
Le sue foto sono pubblicate, tra gli altri, dalle Editions Condé Nast (francesi e internazionali), Première, WallPaper, ID, Madame Figaro, Lifestyles, Dandy Magazine... Il suo universo interessa anche marchi con codici identitari molto diversi per i quali ha firmato campagne istituzionali e/o pubblicitarie quali Dior ( bellezza ), L'Oréal, Peugeot, Philip Morris o ancora Burger King (Pubblicità premiata al Dubai Lynx).
Ben DAUCHEZ ha inoltre realizzato numerosi ritratti di celebrità (IGGY POP, Woody ALLEN, Grace JONES, Jean DUJARDIN, Gilles LELLOUCHE, Olivier MARCHAL, Carole BOUQUET, Charlotte GAINSBOURG, ...) di bellezza, uomini del mondo (Olivier DASSAULT, Jacques SEGUELA...) e di viaggiatori...
Questa strada fotografica gli permette da allora di immortalare in piena libertà la bellezza umana, estetica e spirituale di ogni personalità.
Série "Surimpression contemporaine"
-Titolo Blu Ray Surimpression
-Tiratura Fine Art
80X80 Numera to sig n a to 1/15 in formato non incorniciato
-Certificato D'Autenticità
Al confine tra fotografia contemporanea e pittura astratta, quest'opera in surimpressione sovrappone texture, luci e gesti grafici in una composizione vibrante dominata da sfumature di blu profondo. Le tracce bianche richiamano il movimento del pennello sulla tela, mentre i diversi strati di immagini creano una profondità quasi pittorica. Una creazione immersiva in cui la fotografia si trasforma in materia artistica, richiamando l'energia dell'espressionismo astratto e la libertà del gesto pittorico.
Fusione di due mondi: la multi-esposizione permette di sovrapporre questi due universi — quello della rigorosa forma del Bauhaus e la ricchezza sensoriale e storica del Marocco. Forse le linee pulite del Bauhaus si intrecciano con motivi architettonici marocchini, come archi, mosaici e le texture delle pareti in terra battuta o in pietra. Questa fusione crea una sorta di dialogo visivo tra modernità e tradizione.
Approccio concettuale: L'uso della multi-esposizione può anche simboleggiare l'idea di interazione tra passato e presente, tra architettura moderna e tradizionale. Il Marocco, ricco di simboli culturali, potrebbe essere visto qui come un terreno di sperimentazione per trasporre concetti occidentali del Bauhaus in un contesto più orientale, addirittura mediterraneo.
Temporalità e spazialità
: Sovrapponendo più momenti o spazi, la tecnica della multi-esposizione potrebbe anche suggerire un'esperienza temporale, come se si viaggiasse attraverso diverse epoche o diverse percezioni del Marocco. Questo gioco sul tempo e lo spazio fa eco alle nozioni di fluidità e transizione nella cultura del Bauhaus, pur ispirandosi ai molteplici strati di senso e di storia che il Marocco incarna.
Dualità culturale ed estetica: Infine, quest'opera potrebbe esprimere una riflessione sui rapporti tra culture occidentali e orientali, tra il funzionalismo europeo del Bauhaus e la sensualità delle forme marocchine. La multi-esposizione può creare un'atmosfera in cui i due mondi non sono opposti ma interconnessi in una stessa visione artistica.
Appassionato di fotografia fin dalla giovane età, Ben DAUCHEZ ha iniziato nei studi del quartiere de La Rochelle. Qui ha acquisito l'insieme delle basi della fotografia dalla tecnica classica, allo scatto e alla postproduzione, passando per il laboratorio. A 22 anni, appena laureato, parte per Parigi per perfezionare la sua formazione diventando assistente di set per gli studi Daguerre, Le Petit Oiseau va sortir e lo Studio Zéro. Ha avuto la fortuna di collaborare e assistere all'epoca agli fotografi tra i più talentuosi: Bettina RHEIMS, Patrick DEMARCHELIER, Terry RICHARDSON, Ellen VON UNWERTH, Marcus MAM... Da alcuni incontri determinanti nasceranno bei progetti e lunghe collaborazioni, in particolare con André RAU, Bettina RHEIMS (la sulfurea esposizione INRI e il suo libro omonimo alle Editions Albin Michel) e Peter BEARD (calendario Pirelli 2009 in Botswana).
Le sue foto sono pubblicate, tra gli altri, dalle Editions Condé Nast (francesi e internazionali), Première, WallPaper, ID, Madame Figaro, Lifestyles, Dandy Magazine... Il suo universo interessa anche marchi con codici identitari molto diversi per i quali ha firmato campagne istituzionali e/o pubblicitarie quali Dior ( bellezza ), L'Oréal, Peugeot, Philip Morris o ancora Burger King (Pubblicità premiata al Dubai Lynx).
Ben DAUCHEZ ha inoltre realizzato numerosi ritratti di celebrità (IGGY POP, Woody ALLEN, Grace JONES, Jean DUJARDIN, Gilles LELLOUCHE, Olivier MARCHAL, Carole BOUQUET, Charlotte GAINSBOURG, ...) di bellezza, uomini del mondo (Olivier DASSAULT, Jacques SEGUELA...) e di viaggiatori...
Questa strada fotografica gli permette da allora di immortalare in piena libertà la bellezza umana, estetica e spirituale di ogni personalità.
