Ben Dauchez - Maroc #2 Medina






Ha oltre dieci anni di esperienza nel campo dell'arte, specializzandosi in fotografia del dopoguerra e arte contemporanea.
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Ben DAUCHEZ, Maroc #2 Medina, stampa Fine Art Giclée del 2025, 30×45 cm, edizione 2/20 au format, firmata, in stato di origine, venduta direttamente dall'artista.
Descrizione del venditore
Serie Bauhaus Marocco
- Titolo Maroc #2 Medina
- Stampa Fine Art 30x45, numerata, firmata 1/20
- Certificato di autenticità
Fusion de deux mondes : fusion et dialogue visuel tra due mondi ": La multipla-esposizione permette di sovrapporre questi due universi — quello del rigore formale del Bauhaus e la ricchezza sensoriale e storica del Marocco. Forse le linee essenziali del Bauhaus si intrecciano con motivi architettonici marocchini, come archi, mosaici e le texture delle pareti in terra battuta o in pietra. Questa fusione crea una sorta di dialogo visivo tra modernità e tradizione.
Approccio concettuale : Approccio concettuale: L'uso della multipla-esposizione può anche simboleggiare l'idea di interazione tra passato e presente, tra architettura moderna e tradizionale. Il Marocco, ricco di simboli culturali, potrebbe essere visto qui come un terreno di sperimentazione per trasporre concetti occidentali del Bauhaus in un contesto più orientale, o addirittura mediterraneo.
Giochi di luce e di colore : I giochi di luce e colore tra le ombre nette del Bauhaus e i colori caldi e diffusi tipici del Marocco (ocre, rossi, blu e arancioni) potrebbero essere accentuati. Questo potrebbe offrire una dimensione poetica in cui ogni immagine sovrapposta evoca un'impressione di movimento, trasformazione e immersione in uno spazio ibrido tra l'orient e l'Occidente.
L'impatto della multipla-esposizione :
Temporalità e spazialità : Sovrapponendo diversi momenti o spazi, la tecnica della multipla-esposizione potrebbe anche suggerire un'esperienza temporale, come se si viaggiasse attraverso epoche diverse o diverse percezioni del Marocco. Questo gioco di tempo e spazio fa eco alle nozioni di fluidità e transizione nella cultura del Bauhaus, pur ispirandosi ai molteplici strati di senso e di storia che il Marocco incarna.
Dualità culturale e estetica : Infine, quest'opera potrebbe esprimere una riflessione sui rapporti tra culture occidentali e orientali, tra il funzionalismo europeo del Bauhaus e la sensualità delle forme marocchine. La multipla-esposizione può creare un'atmosfera in cui i due mondi non sono opposti ma piuttosto interconnessi in una stessa visione artistica.
Appassionato di fotografia fin dalla più giovane età, Ben DAUCHEZ ha iniziato nei studi di quartiere di La Rochelle. Lì ha acquisito l’insieme delle basi della fotografia dalla tecnica classica, allo scatto e alla post-produzione passando per il laboratorio. A 22 anni, fresco di diploma, si è trasferito a Parigi per perfezionare la sua formazione diventando assistente di set per gli studi Daguerre, Le Petit Oiseau va sortir e Studio Zéro. Ha avuto la fortuna di collaborare e assistere allora i fotografi tra i più talentuosi: Bettina RHEIMS, Patrick DEMARCHELIER, Terry RICHARDSON, Ellen VON UNWERTH, Marcus MAM... Da alcune incontri determinanti nasceranno bei progetti e lunghe collaborazioni, in particolare con André RAU, Bettina RHEIMS (l'esposizione sulfurea INRI e il suo libro omonimo alle Editions Albin Michel) e Peter BEARD (calendario Pirelli 2009 in Botswana).
Le sue foto sono pubblicate, tra l'altro, nelle Edizioni Condé Nast (francesi e internazionali), Première, Wallpaper, ID, Madame Figaro, Lifestyles, Dandy Magazine... Il suo universo interessa anche marchi dai codici identitari molto diversi per cui ha firmato campagne istituzionali e/o pubblicitarie quali Dior ( bellezza ), L'Oréal, Peugeot, Philip Morris o ancora Burger King ( Pubblicità premiata al Dubai Lynx).
Ben DAUCHEZ ha anche realizzato numerosi ritratti di celebrità (IGGY POP, Woody ALLEN, Grace JONES, Jean DUJARDIN, Gilles LELLOUCHE, Olivier MARCHAL, Carole BOUQUET, Charlotte GAINSBOURG, ...) di bellezza, di uomini del mondo (Olivier DASSAULT, Jacques SEGUELA...) e di viaggiatori...
Questa direzione fotografica gli permette da allora di immortalare in piena libertà la bellezza umana, estetica e spirituale di ogni personalità.
Serie Bauhaus Marocco
- Titolo Maroc #2 Medina
- Stampa Fine Art 30x45, numerata, firmata 1/20
- Certificato di autenticità
Fusion de deux mondes : fusion et dialogue visuel tra due mondi ": La multipla-esposizione permette di sovrapporre questi due universi — quello del rigore formale del Bauhaus e la ricchezza sensoriale e storica del Marocco. Forse le linee essenziali del Bauhaus si intrecciano con motivi architettonici marocchini, come archi, mosaici e le texture delle pareti in terra battuta o in pietra. Questa fusione crea una sorta di dialogo visivo tra modernità e tradizione.
Approccio concettuale : Approccio concettuale: L'uso della multipla-esposizione può anche simboleggiare l'idea di interazione tra passato e presente, tra architettura moderna e tradizionale. Il Marocco, ricco di simboli culturali, potrebbe essere visto qui come un terreno di sperimentazione per trasporre concetti occidentali del Bauhaus in un contesto più orientale, o addirittura mediterraneo.
Giochi di luce e di colore : I giochi di luce e colore tra le ombre nette del Bauhaus e i colori caldi e diffusi tipici del Marocco (ocre, rossi, blu e arancioni) potrebbero essere accentuati. Questo potrebbe offrire una dimensione poetica in cui ogni immagine sovrapposta evoca un'impressione di movimento, trasformazione e immersione in uno spazio ibrido tra l'orient e l'Occidente.
L'impatto della multipla-esposizione :
Temporalità e spazialità : Sovrapponendo diversi momenti o spazi, la tecnica della multipla-esposizione potrebbe anche suggerire un'esperienza temporale, come se si viaggiasse attraverso epoche diverse o diverse percezioni del Marocco. Questo gioco di tempo e spazio fa eco alle nozioni di fluidità e transizione nella cultura del Bauhaus, pur ispirandosi ai molteplici strati di senso e di storia che il Marocco incarna.
Dualità culturale e estetica : Infine, quest'opera potrebbe esprimere una riflessione sui rapporti tra culture occidentali e orientali, tra il funzionalismo europeo del Bauhaus e la sensualità delle forme marocchine. La multipla-esposizione può creare un'atmosfera in cui i due mondi non sono opposti ma piuttosto interconnessi in una stessa visione artistica.
Appassionato di fotografia fin dalla più giovane età, Ben DAUCHEZ ha iniziato nei studi di quartiere di La Rochelle. Lì ha acquisito l’insieme delle basi della fotografia dalla tecnica classica, allo scatto e alla post-produzione passando per il laboratorio. A 22 anni, fresco di diploma, si è trasferito a Parigi per perfezionare la sua formazione diventando assistente di set per gli studi Daguerre, Le Petit Oiseau va sortir e Studio Zéro. Ha avuto la fortuna di collaborare e assistere allora i fotografi tra i più talentuosi: Bettina RHEIMS, Patrick DEMARCHELIER, Terry RICHARDSON, Ellen VON UNWERTH, Marcus MAM... Da alcune incontri determinanti nasceranno bei progetti e lunghe collaborazioni, in particolare con André RAU, Bettina RHEIMS (l'esposizione sulfurea INRI e il suo libro omonimo alle Editions Albin Michel) e Peter BEARD (calendario Pirelli 2009 in Botswana).
Le sue foto sono pubblicate, tra l'altro, nelle Edizioni Condé Nast (francesi e internazionali), Première, Wallpaper, ID, Madame Figaro, Lifestyles, Dandy Magazine... Il suo universo interessa anche marchi dai codici identitari molto diversi per cui ha firmato campagne istituzionali e/o pubblicitarie quali Dior ( bellezza ), L'Oréal, Peugeot, Philip Morris o ancora Burger King ( Pubblicità premiata al Dubai Lynx).
Ben DAUCHEZ ha anche realizzato numerosi ritratti di celebrità (IGGY POP, Woody ALLEN, Grace JONES, Jean DUJARDIN, Gilles LELLOUCHE, Olivier MARCHAL, Carole BOUQUET, Charlotte GAINSBOURG, ...) di bellezza, di uomini del mondo (Olivier DASSAULT, Jacques SEGUELA...) e di viaggiatori...
Questa direzione fotografica gli permette da allora di immortalare in piena libertà la bellezza umana, estetica e spirituale di ogni personalità.
