Agathe Toman - OCEAN #01 - 6/30






Ha oltre dieci anni di esperienza nel campo dell'arte, specializzandosi in fotografia del dopoguerra e arte contemporanea.
Tutela degli acquirenti Catawiki
Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli
Trustpilot 4.4 | 143856 recensioni
Valutato Eccellente su Trustpilot.
Agathe Toman, OCEAN #01 - 6/30, tirage numérique del 2026 su carta Fine Art (49 × 35 cm), firmato a mano su fronte e verso, edizione 6/30, in ottime condizioni, venduto direttamente dall’artista; parte della serie COLLECTION PARTAGEE con certificato di autenticità.
Descrizione del venditore
Questa opera fa parte della serie « COLLEZIONE CONDIVISA » dell'artista.
Fotografia d'arte realizzata a Hossegor (Francia), nell'estate del 2026, stampata su carta Fine Art lucida. L'immagine è volutamente lavorata con un granello dichiarato, partecipando pienamente al suo scrivere plastico. Dimensioni 35x49 cm + 2 cm di margine.
L'opera è numerata e firmata a mano, sul recto come sul verso. È accompagnata da un certificato di autenticità firmato dall'artista. La fotografia è spedita accuratamente arrotolata in un tubo di protezione (cornice non fornita).
Biografia dell'artista
Nata nel 1989, Agathe Toman è un'artista plastica francese di origini francese, austriache e ceche. Il suo lavoro si sviluppa attraverso la pittura, il disegno, la fotografia, la poesia e la scultura.
Dopo studi presso la Chambre Syndicale de la Couture Parisienne e alcuni anni come stylist presso case di haute couture a Parigi, ha scelto di dedicarsi completamente alla sua pratica artistica.
Installata nelle Landes, la sua opera è oggi presente in molte collezioni private in Francia e a livello internazionale. Quotata presso Sotheby’s dal 2021, le sue opere sono state proposte in diverse aste e ha tra l'altro esposto ad Art Paris.
La sua ricerca artistica esplora i legami tra memoria, percezione, corpo e paesaggi interiori. Attraverso una pratica essenzialmente astratta, sviluppa un linguaggio sensibile in cui la luce, la materia e il gesto diventano i vettori di un'esperienza emotiva e contemplativa.
Che si tratti di pittura, disegno o fotografia, Agathe Toman cerca meno di rappresentare la realtà che di rivelare ciò che resta invisibile: gli stati psichici, le tracce della memoria e i movimenti dell'inconscio.
Parallelamente alla sua pratica artistica, porta avanti da diversi anni una formazione in psicanalisi e in analisi transazionale a Parigi. Questa ricerca nutre profondamente la sua opera, in cui si intrecciano creazione plastica ed esplorazione della psiche.
Il suo lavoro è stato presentato in diverse pubblicazioni dedicate all'arte contemporanea, tra cui Forbes, L'Œil e ELLE.
Visione artistica
« Il mio lavoro esplora i legami profondi tra psiche e corpo. Interrogo il modo in cui le nostre esperienze si imprimono nella materia, nella memoria e nel paesaggio.
Le mie opere sono astrattezze in cui la luce dialogue con l'oscurità, dove l'evidente lascia emergere l'invisibile. Non cercano di raccontare una storia ma di provocare un'esperienza interiore.
Considero ciascuna delle mie creazioni come la materializzazione di uno stato psichico. Diventano spazi di proiezione in cui lo spettatore partecipa pienamente all'opera, dando una nuova esistenza attraverso la propria sensibilità.
Quello che mi interessa non è ciò che l'opera rappresenta, ma ciò che suscita. L'opera prende vita nell'incontro.»
Questa opera fa parte della serie « COLLEZIONE CONDIVISA » dell'artista.
Fotografia d'arte realizzata a Hossegor (Francia), nell'estate del 2026, stampata su carta Fine Art lucida. L'immagine è volutamente lavorata con un granello dichiarato, partecipando pienamente al suo scrivere plastico. Dimensioni 35x49 cm + 2 cm di margine.
L'opera è numerata e firmata a mano, sul recto come sul verso. È accompagnata da un certificato di autenticità firmato dall'artista. La fotografia è spedita accuratamente arrotolata in un tubo di protezione (cornice non fornita).
Biografia dell'artista
Nata nel 1989, Agathe Toman è un'artista plastica francese di origini francese, austriache e ceche. Il suo lavoro si sviluppa attraverso la pittura, il disegno, la fotografia, la poesia e la scultura.
Dopo studi presso la Chambre Syndicale de la Couture Parisienne e alcuni anni come stylist presso case di haute couture a Parigi, ha scelto di dedicarsi completamente alla sua pratica artistica.
Installata nelle Landes, la sua opera è oggi presente in molte collezioni private in Francia e a livello internazionale. Quotata presso Sotheby’s dal 2021, le sue opere sono state proposte in diverse aste e ha tra l'altro esposto ad Art Paris.
La sua ricerca artistica esplora i legami tra memoria, percezione, corpo e paesaggi interiori. Attraverso una pratica essenzialmente astratta, sviluppa un linguaggio sensibile in cui la luce, la materia e il gesto diventano i vettori di un'esperienza emotiva e contemplativa.
Che si tratti di pittura, disegno o fotografia, Agathe Toman cerca meno di rappresentare la realtà che di rivelare ciò che resta invisibile: gli stati psichici, le tracce della memoria e i movimenti dell'inconscio.
Parallelamente alla sua pratica artistica, porta avanti da diversi anni una formazione in psicanalisi e in analisi transazionale a Parigi. Questa ricerca nutre profondamente la sua opera, in cui si intrecciano creazione plastica ed esplorazione della psiche.
Il suo lavoro è stato presentato in diverse pubblicazioni dedicate all'arte contemporanea, tra cui Forbes, L'Œil e ELLE.
Visione artistica
« Il mio lavoro esplora i legami profondi tra psiche e corpo. Interrogo il modo in cui le nostre esperienze si imprimono nella materia, nella memoria e nel paesaggio.
Le mie opere sono astrattezze in cui la luce dialogue con l'oscurità, dove l'evidente lascia emergere l'invisibile. Non cercano di raccontare una storia ma di provocare un'esperienza interiore.
Considero ciascuna delle mie creazioni come la materializzazione di uno stato psichico. Diventano spazi di proiezione in cui lo spettatore partecipa pienamente all'opera, dando una nuova esistenza attraverso la propria sensibilità.
Quello che mi interessa non è ciò che l'opera rappresenta, ma ciò che suscita. L'opera prende vita nell'incontro.»
