Signed, Patrick Sansone - Noticings - 2025





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Noticings è una 1ª edizione, edizione limitata, libro fotografico in hardcover di Patrick Sansone, firmato dall’autore, pubblicato da Sansonica Books in inglese, 156 pagine, 26 cm x 31,5 cm, 2025, in condizioni come nuovo.
Descrizione del venditore
Comprendendo immagini realizzate tra l’inverno 2019 e l’estate 2021, Noticings è il secondo monografo del musicista e fotografo Patrick Sansone. Arrivando quindici anni dopo il libro 100 Polaroids, Noticings rappresenta un affinamento e un ampliamento delle linee tematiche ed estetiche stabilite in quel primo volume auto-pubblicato. Noticings è ancora una faccenda decisamente analogica, ma man mano che Sansone è passato dall’istantaneo al 35mm e al formato medio, anche i valenze concettuali delle sue immagini si sono fatte più ampie e taglienti.
Lo sguardo di Sansone è da lungo tempo attratto dal detrito della mid-century Americana di piccoli paesi; ma, come filtrato attraverso la lente del lockdown Covid-19, i cartelli usurati, le vetrine chiuse e i terreni incolti che popolano molte delle sue fotografie assumono una nuova risonanza, stampata dal tempo eppure senza tempo, come se il lento decadimento del sogno americano si fosse improvvisamente metastatizzato ed espanso dal cuore del Paese.
Dopo aver girato il mondo con Wilco, The Autumn Defense e altre band, Sansone ha coltivato un’apprezzazione da flâneur per l’atto di muoversi con intento e percezione attraverso gli spazi, sempre aperto a incontri con una bellezza trascurata. Con molta parte del mondo in pausa durante la pandemia, Sansone è comunque rimasto in movimento, intraprendendo lunghi viaggi attraverso il Sud degli Stati Uniti, fermandosi a percorrere con calma i piccoli centri lungo il percorso e, nel processo, creando il corpus di opere qui rappresentate. Ma non si tratta di una tipica street photography, come è stata intesa da allora; è più paziente e meditata. Proprio come il titolo Noticings prende un verbo e lo riconverte in sostantivo, anche Sansone assimila e distilla l’atto di vedere, creando immagini finemente osservate ed eseguite che ritraggono, accanto ai soggetti apparenti, la percezione stessa.
Con William Eggleston condivide radici nel Mississippi e nel Tennessee, un occhio impeccabile per colore e luce e una fede incrollabile nel mondo come Duchampiano ready-made: ricco di splendore che aspetta semplicemente lo scatto della fotocamera. Nel suo approccio ellittico all’elemento umano, però — essenzialmente ritrarre tramite l’omissione — Sansone si allinea a creatori d’immagine come William Christenberry e i New Topographics. A queste influenze aggiunge una sensibilità crepuscolare di esser stato, un commento obliquo sui fondamenti socio-economici di quegli spazi ora in gran parte abbandonati che mezzo secolo fa sarebbero stati probabilmente fotografati come hub fiorenti da talenti come Stephen Shore, Ernst Haas o Fred Herzog.
Le immagini di Sansone fanno rima con, piuttosto che ripetere, il lavoro di questi maestri della fotografia — nuova crescita da terreno fertile. In ciò che Sansone sceglie di mostrarci e, cosa ancor più importante, di trattenere, le sue fotografie richiamano la descrizione di Jeffrey Eugenides ne Le Vergini Suicide del passaggio Lisbona delle sorelle: “Alla fine avevamo i pezzi del puzzle, ma per quanto li mettessimo insieme, rimanevano vuoti, stranevuote di forme mappate da ciò che le circondava, come paesi che non potevamo nominare.” In Noticings, il paese è facilmente nominabile, ma resta definito dalla tensione tra il vestigiale e il scomparso.
di Christoper Bruno
Il venditore si racconta
Comprendendo immagini realizzate tra l’inverno 2019 e l’estate 2021, Noticings è il secondo monografo del musicista e fotografo Patrick Sansone. Arrivando quindici anni dopo il libro 100 Polaroids, Noticings rappresenta un affinamento e un ampliamento delle linee tematiche ed estetiche stabilite in quel primo volume auto-pubblicato. Noticings è ancora una faccenda decisamente analogica, ma man mano che Sansone è passato dall’istantaneo al 35mm e al formato medio, anche i valenze concettuali delle sue immagini si sono fatte più ampie e taglienti.
Lo sguardo di Sansone è da lungo tempo attratto dal detrito della mid-century Americana di piccoli paesi; ma, come filtrato attraverso la lente del lockdown Covid-19, i cartelli usurati, le vetrine chiuse e i terreni incolti che popolano molte delle sue fotografie assumono una nuova risonanza, stampata dal tempo eppure senza tempo, come se il lento decadimento del sogno americano si fosse improvvisamente metastatizzato ed espanso dal cuore del Paese.
Dopo aver girato il mondo con Wilco, The Autumn Defense e altre band, Sansone ha coltivato un’apprezzazione da flâneur per l’atto di muoversi con intento e percezione attraverso gli spazi, sempre aperto a incontri con una bellezza trascurata. Con molta parte del mondo in pausa durante la pandemia, Sansone è comunque rimasto in movimento, intraprendendo lunghi viaggi attraverso il Sud degli Stati Uniti, fermandosi a percorrere con calma i piccoli centri lungo il percorso e, nel processo, creando il corpus di opere qui rappresentate. Ma non si tratta di una tipica street photography, come è stata intesa da allora; è più paziente e meditata. Proprio come il titolo Noticings prende un verbo e lo riconverte in sostantivo, anche Sansone assimila e distilla l’atto di vedere, creando immagini finemente osservate ed eseguite che ritraggono, accanto ai soggetti apparenti, la percezione stessa.
Con William Eggleston condivide radici nel Mississippi e nel Tennessee, un occhio impeccabile per colore e luce e una fede incrollabile nel mondo come Duchampiano ready-made: ricco di splendore che aspetta semplicemente lo scatto della fotocamera. Nel suo approccio ellittico all’elemento umano, però — essenzialmente ritrarre tramite l’omissione — Sansone si allinea a creatori d’immagine come William Christenberry e i New Topographics. A queste influenze aggiunge una sensibilità crepuscolare di esser stato, un commento obliquo sui fondamenti socio-economici di quegli spazi ora in gran parte abbandonati che mezzo secolo fa sarebbero stati probabilmente fotografati come hub fiorenti da talenti come Stephen Shore, Ernst Haas o Fred Herzog.
Le immagini di Sansone fanno rima con, piuttosto che ripetere, il lavoro di questi maestri della fotografia — nuova crescita da terreno fertile. In ciò che Sansone sceglie di mostrarci e, cosa ancor più importante, di trattenere, le sue fotografie richiamano la descrizione di Jeffrey Eugenides ne Le Vergini Suicide del passaggio Lisbona delle sorelle: “Alla fine avevamo i pezzi del puzzle, ma per quanto li mettessimo insieme, rimanevano vuoti, stranevuote di forme mappate da ciò che le circondava, come paesi che non potevamo nominare.” In Noticings, il paese è facilmente nominabile, ma resta definito dalla tensione tra il vestigiale e il scomparso.
di Christoper Bruno

