Design Recipiente (3) - Maiolica, Terracotta - 1950-1960





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Tre oggetti in ceramica di Aldo Londi, realizzati in Italia (Toscana), periodo 1950–1960, Maiolica e Terracotta, dimensioni 20 cm L × 20 cm P × 15 cm A, in ottime condizioni.
Descrizione del venditore
Aldo Londi. La ceramica tra arte e design
Nato a Montelupo Fiorentino nel 1911, Aldo Londi scopre giovanissimo il mondo della ceramica, entrando come apprendista in una fabbrica locale. È l'inizio di un percorso destinato a lasciare un segno profondo nella storia della manifattura artistica italiana.
Dopo aver lavorato presso le Ceramiche Artistiche F.lli Fanciullacci, nel 1935 approda alla manifattura Bitossi, con cui costruirà il legame professionale più importante della sua vita.
La Seconda guerra mondiale interrompe temporaneamente la sua attività. Fatto prigioniero e trasferito in Sudafrica, Londi non abbandona la propria vocazione: anche lontano dall'Italia, allestisce una fornace rudimentale e continua a sperimentare, dimostrando quanto il fare ceramica sia ormai parte essenziale della sua identità.
Rientrato in patria, riprende a lavorare per Bitossi e, nel 1946, ne assume la direzione artistica. Da questo momento contribuisce in modo decisivo al rinnovamento della produzione, coniugando creatività, ricerca formale e attenzione alle esigenze della produzione in serie. Nascono così oggetti d'arredo capaci di unire qualità artigianale, originalità e linguaggio moderno, anticipando quella felice convergenza tra arte e design che caratterizzerà il migliore Made in Italy.
Le sue creazioni conquistano progressivamente una dimensione internazionale, partecipando a importanti appuntamenti espositivi: dalle fiere di Praga e Düsseldorf alla Triennale di Milano, dal Concorso Internazionale della Ceramica Contemporanea di Faenza alla Biennale d'Arte Ceramica di Sesto Fiorentino.
Nel 1976 lascia la direzione artistica, pur continuando a frequentare la manifattura anche dopo il pensionamento. La diffusione internazionale delle sue opere, commercializzate in numerosi Paesi anche attraverso lo Studio Rosenthal, testimonia il valore e la forza espressiva della sua ricerca.
Aldo Londi muore a Montelupo Fiorentino nel 2003, lasciando un'eredità che va oltre le singole creazioni: una nuova idea di ceramica, in cui la tradizione manifatturiera incontra la libertà dell'invenzione e il design diventa parte della vita quotidiana.
Aldo Londi. La ceramica tra arte e design
Nato a Montelupo Fiorentino nel 1911, Aldo Londi scopre giovanissimo il mondo della ceramica, entrando come apprendista in una fabbrica locale. È l'inizio di un percorso destinato a lasciare un segno profondo nella storia della manifattura artistica italiana.
Dopo aver lavorato presso le Ceramiche Artistiche F.lli Fanciullacci, nel 1935 approda alla manifattura Bitossi, con cui costruirà il legame professionale più importante della sua vita.
La Seconda guerra mondiale interrompe temporaneamente la sua attività. Fatto prigioniero e trasferito in Sudafrica, Londi non abbandona la propria vocazione: anche lontano dall'Italia, allestisce una fornace rudimentale e continua a sperimentare, dimostrando quanto il fare ceramica sia ormai parte essenziale della sua identità.
Rientrato in patria, riprende a lavorare per Bitossi e, nel 1946, ne assume la direzione artistica. Da questo momento contribuisce in modo decisivo al rinnovamento della produzione, coniugando creatività, ricerca formale e attenzione alle esigenze della produzione in serie. Nascono così oggetti d'arredo capaci di unire qualità artigianale, originalità e linguaggio moderno, anticipando quella felice convergenza tra arte e design che caratterizzerà il migliore Made in Italy.
Le sue creazioni conquistano progressivamente una dimensione internazionale, partecipando a importanti appuntamenti espositivi: dalle fiere di Praga e Düsseldorf alla Triennale di Milano, dal Concorso Internazionale della Ceramica Contemporanea di Faenza alla Biennale d'Arte Ceramica di Sesto Fiorentino.
Nel 1976 lascia la direzione artistica, pur continuando a frequentare la manifattura anche dopo il pensionamento. La diffusione internazionale delle sue opere, commercializzate in numerosi Paesi anche attraverso lo Studio Rosenthal, testimonia il valore e la forza espressiva della sua ricerca.
Aldo Londi muore a Montelupo Fiorentino nel 2003, lasciando un'eredità che va oltre le singole creazioni: una nuova idea di ceramica, in cui la tradizione manifatturiera incontra la libertà dell'invenzione e il design diventa parte della vita quotidiana.

