Diana Matar - Signed 1st Edition - Evidence - 2014





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Diana Matar, Evidence; Prima edizione firmata, hardcover, Schilt, 2014, 176 pagine, in inglese.
Descrizione del venditore
Evidence, di Diana Matar, è un libro fotografico profondamente intimo e inquietante che esplora l'assenza, la memoria e l'impossibilità di trovare risposte nel periodo successivo a una sparizione forzata. Pubblicato da Schilt Publishing nel 2014, il libro è emerso dall'indagine di Matar sulla sparizione del suocero, Jaballa Matar, dissidente politico libico rapito al Cairo nel 1990 che successivamente è scomparso nel sistema carcerario del regime di Gaddafi.
Piuttosto che documentare la violenza direttamente, Matar fotografa i luoghi, i paesaggi e i frammenti architettonici associati ad essa. Strade vuote, edifici sfocati, alberi, muri e interni anonimi diventano carichi di una presenza invisibile. L'assenza della persona scomparsa diventa il soggetto centrale delle fotografie.
Il libro si muove tra fotografie, scritti personali e frammenti di materiale storico, creando una narrazione frammentata in cui fatto e memoria si sovrappongono costantemente. Matar si allontana deliberatamente dal fotogiornalismo convenzionale. Le sue immagini sono tranquille, ambigue e spesso quasi oniriche, riflettendo l'incertezza vissuta da chi cerca qualcuno che è semplicemente svanito.
Evidence è una potente meditazione sulla sparizione politica e sulle sue conseguenze oltre l'individuo. Affronta la dittatura, ma anche la famiglia, il lutto e il peso psicologico dell'ignoranza. Matar trasforma l'assenza di prove fisiche in un linguaggio visivo distintivo, rendendo Evidence uno dei fotolibri documentari più commoventi degli anni 2010.
Il venditore si racconta
Evidence, di Diana Matar, è un libro fotografico profondamente intimo e inquietante che esplora l'assenza, la memoria e l'impossibilità di trovare risposte nel periodo successivo a una sparizione forzata. Pubblicato da Schilt Publishing nel 2014, il libro è emerso dall'indagine di Matar sulla sparizione del suocero, Jaballa Matar, dissidente politico libico rapito al Cairo nel 1990 che successivamente è scomparso nel sistema carcerario del regime di Gaddafi.
Piuttosto che documentare la violenza direttamente, Matar fotografa i luoghi, i paesaggi e i frammenti architettonici associati ad essa. Strade vuote, edifici sfocati, alberi, muri e interni anonimi diventano carichi di una presenza invisibile. L'assenza della persona scomparsa diventa il soggetto centrale delle fotografie.
Il libro si muove tra fotografie, scritti personali e frammenti di materiale storico, creando una narrazione frammentata in cui fatto e memoria si sovrappongono costantemente. Matar si allontana deliberatamente dal fotogiornalismo convenzionale. Le sue immagini sono tranquille, ambigue e spesso quasi oniriche, riflettendo l'incertezza vissuta da chi cerca qualcuno che è semplicemente svanito.
Evidence è una potente meditazione sulla sparizione politica e sulle sue conseguenze oltre l'individuo. Affronta la dittatura, ma anche la famiglia, il lutto e il peso psicologico dell'ignoranza. Matar trasforma l'assenza di prove fisiche in un linguaggio visivo distintivo, rendendo Evidence uno dei fotolibri documentari più commoventi degli anni 2010.

